Tracce di Magnetismo e Risonanza

Il Magnetismo è una conseguenza della Legge di Risonanza.

Perché tutto questo avvenga, è il Grande Mistero: la sottile ed immensa trama di meraviglia dell’Universo intorno a noi e che noi siamo. Tuttavia, chiedersi perchè è fondamentalmente inutile. Assai più utile ed interessante è domandarsi come utilizzare per il nostro cammino ed i nostri scopi le Leggi che operano nella Natura e dunque anche in noi stessi; Leggi che non possiamo eludere, e dalle quali non possiamo sfuggire. Nella mia personale esperienza, come è molto, molto più utile ed interessante di perchè.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Interazioni digitali disarmoniche

Nel documento La disciplina del Diario – parte IV si è accennato al fatto energetico che l’interazione prolungata e continuata con uno schermo digitale produce degli effetti nella psicologia e nelle dinamiche percettive interiori. A confermare questa evidenza sperimentale alla facile portata della nostra percezione, ecco un articolo assai interessante pubblicato sul giornale Metro del 13 gennaio scorso, che riportiamo fedelmente dall’originale.

 

La Disciplina del Diario – [ parte III ]

Nella parte II di questo documento, abbiamo visto come la seconda funzione fondamentale di un Diario personale è raccogliere nel dettaglio i nostri sogni, i nostri aneliti, le nostre aspirazioni, le nostre ispirazioni. E ci siamo soffermati sulla prima delle due direzioni attraverso cui manifestare questa funzione: l’esame e la comprensione del nostro personale Cancello da valicare in questo momento, peculiare alla nostra Vita e allo Stato di Essere che abbiamo raggiunto.

La seconda direzione di manifestazione di questa funzione è assai semplice da capire, e rientra nel novero degli aspetti che ogni persona segue in genere nella scrittura del proprio Diario, indipendentemente dal fatto che esso sia utilizzato come strumento del proprio Risveglio oppure no. Tuttavia, la semplicità della questione non deve ingannarci: perchè abbiamo ormai compreso come il Diario ci occorra per non scomparire a noi stessi nel mentre in cui viviamo. Scrivendo, rileggeremo. Rileggendo, ricorderemo.

 

La Disciplina del Diario – [ parte II ]

La seconda funzione fondamentale di un Diario personale è legata alla manifestazione di quell’aspetto unico, personale, profondo in noi stessi che abitualmente non ascoltiamo, se non addirittura siamo meccanicamente spinti a rimuovere. Anche nella trasformazione in Azione di questa funzione, uno degli scopi sottesi è esattamente quello di non lasciare scomparire nel Mitote di una mente incontrollata quelle pulsioni interiori che ci appartengono, che ci entusiasmano, che ci incitano a migliorare, a crescere, ad accettare la sfida di una Vita straordinaria.

 

Coscienza e Ricordo di Sè

Coscienza. Coscienza di Sè. Nel personale viaggio della nostra Riconquista, raggiungere la condizione interiore di Coscienza di Sè è il primo obiettivo da realizzare e per cui lavorare interiormente. Tutte le tradizioni di evoluzione personale radicate nella Verità lo affermano con chiarezza; sebbene i metodi per arrivare a questo stato interiore dell’Essere siano vieppiù differenti, spesso dipendenti dalle personali predilezioni degli avventurieri che lo hanno raggiunto, lo scopo resta il medesimo per tutti.

La Grande Opera passa attraverso la conquista dello stato dell’Essere definito Coscienza di Sè, e si raggiunge attraverso un Lavoro Interiore condotto seguendo linee specifiche che siano energeticamente funzionali allo scopo. Perchè niente si potrà mai raggiungere lavorando esteriormente, tentando di agire sulla realtà esteriore per modificarla. La realtà esteriore è solo un effetto. La fonte è il nostro interno.

 

Intento e Attenzione

L’Intento e l’Attenzione sono due forze molto potenti nell’insieme delle possibilità percettive ed esplorative di un essere umano.

A livello intuitivo, siamo senza ombra di dubbio tutti in accordo con l’importanza che rivestono queste due forze nella creazione di una Vita straordinaria. Nel pratico, ci imbattiamo costantemente nella polarità opposta, in un modo di utilizzare queste due forze che è esatto opposto di come andrebbero focalizzate. Curioso, non è vero? Il mondo esprime decisioni e comportamenti esattamente polari a quelli che persino il comune buon senso suggerirebbe. Non sottovalutate il potere delle ottave discendenti. Nè la Legge del Ritmo.

Un essere umano che conosce queste due forze solo di nome ( forse ), le utilizza in genere in maniera dissociata, inconsapevole e casuale. Là dove è il suo Intento, non c’è la sua Attenzione. L’Attenzione, a sua volta, non c’è perchè è letteralmente prosciugata da casuali associazioni elettrico-neuroniche nel suo cervello, che creano una realtà virtuale che si sovrappone costantemente alla Realtà. Quando poi l’Infinito crea nuove situazioni, nuovi eventi a cui fare fronte nella Realtà, allora l’Intento e l’Attenzione possono mettersi in risonanza come risposta all’evento, ma ci restano molto poco, solo fino a quando non ci si riassesta il più velocemente possibile nel vecchio equilibrio conosciuto, e l’Intento se ne va di nuovo da un’altra parte rispetto all’Attenzione. E tanti saluti.

Questo scenario è ciò che possiamo trovare spesso descritto come Legge dell’Accidente. Ci sembra di aver deciso, invece abbiamo risposto. Ci sembra di aver focalizzato, invece stiamo dormendo. Della grossa.

Una prima riflessione potrebbe suggerirci che l’Intento e l’Attenzione siano fondamentalmente sinonimi, ma non è affatto così, come poi la Presenza ci permette di dirimere in noi stessi. Sono due forze meravigliose, che possono agire in risonanza di fase, che possono agire in maniera coerente, come un intreccio di corde che è ben più della somma della resistenza della singola parte. Ma sono due forze distinte.

Un essere umano che sta lavorando interiormente sulla sua Presenza, conosce sempre più profondamente le forze dell’Intento e dell’Attenzione, perchè in un certo senso le corteggia. Le invita a mostrarsi. Le chiama a manifestarsi. Le osserva dispiegarsi in sè. Ne misura i risultati. Lavora per portarle sotto il suo cosciente controllo. Mentre magari se ne siede placidamente in metropolitana, guardando fuori da un finestrino scuro. I prodigi della Legge del Mistero.

E così, ciò che prima era dissociato, inconsapevole e casuale diventa lentamente collegato, cosciente e causale, in un continuo lavoro sottile fatto di osservazione, misurazione e verifica interiore. Là dove l’Intento viene posto, viene portata deliberatamente l’Attenzione, o meglio, viene invitata a rimanervi in risonanza. Questo processo toglie letteralmente carburante alle associazioni casuali elettrico-neuroniche del cervello, perchè l’Attenzione non le alimenta più, essendo posta altrove; certo, queste associazioni restano, ma semplicemente perdono Energia e si attenuano, vanno in sottofondo, come il flebile rumorio di una radio sintonizzata sul nulla. E così, quando l’Infinito crea nuove situazioni, nuovi eventi a cui fare fronte, allora l’Intento e l’Attenzione si muovono insieme in eleganza, sintonia e risonanza per garantire il miglior risultato possibile come risposta, ma poi tornano con serenità e distacco là dove esse erano state poste prima, in risonanza di fase. In coerenza, potremmo dire.

Questo lavoro di collegamento, di accordo, come tutti i processi interiori, non va mai condotto forzando, nè va mai protratto oltre l’equilibrio del momento. Come tutti i processi interiori di riconfigurazione, è un lavoro tenue, invisibile, silenzioso, costante, come la crescita di una pianta. Non è una gara, e il tempo non è l’unità di misura. E’ il procedere ciò che conta, non la meta, perchè la meta altro non è che l’espressione del procedere: non esiste meta, senza i passi compiuti per raggiungerla.

Accordare l’Intento all’Attenzione significa creare. Creare una Realtà come figlia del principio Yang dell’Intento e del principio Yin dell’Attenzione. Creare una Realtà come espressione cosciente, invece che casuale, dell’unicità di ciò che siamo nel profondo.

Creare. Una delle nostre più sublimi capacità. Non sarebbe meglio esercitarla in maniera deliberata?