In Spirito

mani
Qualcuno, da qualche parte,
agisce completamente.

Non ha più esitazioni
né fretta
né paura
non si stanca mai.

Esprime qualcosa che viene dall’Oltre
e all’Oltre ritorna
senza intrusioni
senza applausi.

E’ fiero di essere uno strumento
è un comandante servitore
e ride, ride
della Vita che lo investe.

Ha divelto in due
il legno dell’uomo.
Ora è il braccio di Dio
.


dal libro Parsec

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Fai di questo giorno il tuo capolavoro




Vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E che cosa farò, dunque, di questo ultimo prezioso giorno che mi rimane?
Per prima cosa, sigillerò il suo potenziale di vita in modo che nemmeno una goccia
se ne perda sulla sabbia.
Non sprecherò nemmeno un momento nell’affliggermi per le traversie di ieri,
per le sconfitte di ieri, per le sofferenze di ieri:
perchè mai, infatti, dovrei gettare via il bene a causa del male?

Può forse la sabbia risalire la clessidra?
Il Sole può forse sorgere dove tramonta e tramontare dove sorge?
Posso rivivere gli errori di ieri e correggerli?
Posso tornare alle ferite di ieri e risanarle?
Posso diventare più giovane di quanto lo fossi ieri?
Posso riportare indietro le parole che mi hanno ferito, i colpi che mi sono stati inferti,
il dolore che mi è stato inflitto?
No.
Ieri è sepolto per sempre, ed io non ci penserò più.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E che cosa farò allora? Dimenticando ieri, non penserò nemmeno al domani.
Perchè dovrei trascurare ciò che è adesso, a favore di quel che potrebbe essere?
Può la sabbia di domani fluire nella clessidra prima di quella di oggi?
Forse che il Sole sorgerà due volte questa mattina?
Posso compiere le azioni di domani mentre mi trovo sulla strada di oggi?
Posso mettere oggi nella mia borsa l’oro di domani?
Può il bambino che nascerà domani nascere oggi?
Può la Morte che arriverà domani
proiettare la sua ombra all’indietro per oscurare la gioia di oggi?
Dovrei interessarmi ad avvenimenti a cui potrei non assistere mai?
Dovrei tormentarmi per problemi che potrebbero non verificarsi mai?
No.
Il domani giace sepolto insieme a ieri, ed io non ci penserò più.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Questo giorno è tutto quanto posseggo, e queste ore sono adesso la mia eternità.
Saluto quest’alba con grida di gioia, come un prigioniero
a cui è stata risparmiata la Morte.
Leverò le braccia al cielo, ringraziando per l’inestimabile dono di un nuovo giorno.
E ancora, mi batterò il petto con gratitudine pensando a tutti quelli
che hanno salutato l’alba di ieri, ed oggi non sono più tra i vivi.
Sono davvero un essere umano fortunato, e le ore di oggi altro non sono che un premio.
Perchè è stato concesso a me di vivere ancora questo giorno
mentre altri esseri umani, molto migliori di me, se ne sono andati?
Forse perchè hanno raggiunto il loro scopo mentre io devo ancora realizzarlo?
E’ questa una ulteriore opportunità che mi è offerta
per diventare l’essere umano che so di poter essere?
C’è uno scopo nella natura?
E’ questo il mio giorno per eccellere?

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Non ho che una sola vita, e la vita altro non è che una misura del tempo.
Sciupando il tempo distruggo la vita.
Se sciupo l’oggi distruggo l’ultima pagina della mia vita.
Quindi amerò ogni ora di questo giorno, perchè essa non tornerà mai più.
Non può essere depositata in banca oggi per essere ritirata domani,
perchè chi mai può afferrare il vento?
Tratterrò forte nelle mie mani ogni minuto di questo giorno
e lo accarezzerò con amore, perchè il suo valore non ha prezzo.
Chi sta per morire non potrà mai comprare un altro respiro,
anche se in cambio darebbe tutto l’oro che possiede.
A quale prezzo oserei valutare le ore che mi attendono? Sono inestimabili!

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Allontanerò con furore gli assassini del tempo.
Distruggerò con l’azione ogni tentazione a procrastinare;
seppellirò il dubbio sotto la fede;
smembrerò il timore con la fiducia in me stesso.
Non ascolterò parole futili, non indulgerò accanto a mani oziose,
non andrò a visitare gli sfaccendati.
Ormai so che indulgere all’indolenza significa rubare cibo, vesti e calore
a coloro che amo. Io non sono un ladro.
Io sono un essere umano di amore,
e questo mio oggi è la mia ultima occasione di dimostrare il mio amore e la mia grandezza.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

Compirò oggi i doveri di oggi.
Oggi accarezzerò i miei figli, fintanto che sono giovani;
domani essi se ne andranno, e io pure.
Oggi abbraccerò il mio compagno, o la mia compagna,
baciando dolcemente le sue labbra;
domani se ne andrà, e io pure.
Oggi aiuterò chi è nel bisogno;
domani non potrà più chiedere aiuto, ed io non potrò più udire la sua voce.
Oggi mi offrirò al sacrificio ed al lavoro;
domani non avrò nulla da dare, e non ci sarà nessuno a ricevere.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E se è il mio ultimo giorno, allora sarà il mio più grande capolavoro.
Farò di questo giorno il più bel giorno della mia vita.
Di questo giorno berrò ogni minuto sino all’ultima goccia.
Ne assaporerò il gusto e renderò grazie.
Terrò conto di ogni ora e scambierò ogni minuto soltanto con qualcosa che sia di valore.
Lavorerò più duro di quanto abbia mai fatto,
sforzerò i miei muscoli sino a che non imploreranno requie, e allora continuerò.
Farò più visite di quante ne abbia mai fatte prima.
Venderò più mercanzie di quanto abbia mai fatto prima.
Guadagnerò più oro di quanto ne abbia mai ottenuto prima.
Ogni minuto di oggi sarà più fruttuoso delle ore di ieri.
Il mio ultimo giorno deve essere il migliore.

E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

E se non lo sarà, cadrò in ginocchio e renderò grazie.



Og Mandino
la pergamena V
estratta dal libro Il più grande venditore del mondo









Vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra.

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Quand’è che mi sento bene?

Mi sento bene quando lascio fluire la mia ispirazione, e lascio che essa mi conduca verso la gioia e la creatività che sono dentro di me, e che aspettano solo di essere espresse. Solo di essere erogate.

Mi sento bene quando faccio ciò che devo fare, e continuo a farlo con forza, integrità e disciplina. Con leggerezza, sapendo di doverlo fare e facendo del mio meglio.

Mi sento bene quando faccio qualcosa per i miei compagni esseri umani, e faccio in modo di regalare loro momenti di serenità, di comprensione, di guarigione, di energia positiva.

Mi sento bene quando mi prendo cura della mia Terra meravigliosa, che mi ama, mi dà tutto il necessario per vivere liberamente e senza trattenere nulla. Quando la ripulisco, la nutro, la rispetto, non la offendo, la contemplo, la attraverso, in lungo e in largo, per tutti i sentieri del mondo. Quando la lascio in condizioni migliori di come l’ho trovata. Così come lei si prodiga per fare la stessa cosa con me.

Mi sento bene quando sono grato, e quando realizzo tutto il bene che mi è dato di vivere. Quando sono grato, umilmente grato.

Mi sento bene quando posso sostenere, incoraggiare, innalzare, rafforzare la fiducia naturale insita in ogni essere umano. Perchè ogni essere umano è qui per far fiorire i talenti che l’Infinito ha posto in lui, e per erogarli a piena potenza, a beneficio, utilità e servizio della Vita.

Mi sento bene quando dono. Quando erogo senza trattenere nulla. Quando vedo il sorriso nel volto di chi ha ricevuto. Quando so che qualcuno ha sorriso per un mio gesto, ma non so chi sia, e forse non lo saprò mai.

Mi sento bene quando mi immergo nella Luce, e contemplo i miei pensieri e lo scorrere della Vita. Quando rientro nella quiete della mia Forza, nel Silenzio del mio Potere. Quando torno a casa.

Mi sento bene quando sento il vento tra gli alberi cantare mille canzoni senza nome. Quando le foglie vibrano, e mi raccontano di segreti imperscrutabili e profonde realizzazioni. Quando gli alberi miei amici mi raccontano che noi siamo connessi l’uno all’altro in una sinfonia senza fine.

Mi sento bene quando una falce di Luna mi racconta dei segreti del Cielo, nel crepuscolo, in sospeso tra i mondi. Quando Venere e Giove danzano con lei, e sono felici, ed io con loro.

Mi sento bene quando la musica e i libri meravigliosi entrano nella mia Vita, e la arricchiscono, la spalancano, la ribaltano, la rendono più bella, più fiera, più intensa. Quando tra le note, e tra le pagine, lacrime di comprensione e di anelito solcano un viso colmo di gratitudine.

E allora non dimenticare. E non desistere mai.

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Riempite il Mondo fino a farlo traboccare

gocciaRiempite il posto che occupate fino a farlo traboccare.

Qualunque sia la posizione che occupiamo, possiamo dedicarle i nostri migliori sforzi. Può capitare che uno dica a sè stesso “Sono troppo bravo per questo lavoro. E’ una mansione troppo modesta per una persona con le mie capacità. Qui non ho alcuna possibilità di migliorare le mie doti” e, sdegnato, rifiuti di investire a pieno le proprie qualità in un compito così misero. E’ inevitabile che diventi insoddisfatto, irrequieto ed infelice, perchè viene meno alle sue responsabilità, tradisce le sue possibilità future e, quel che è peggio, tradisce sè stesso.

Ciò che conta non è quanto puoi cavare fuori dal tuo lavoro, ma quanto ci metti dentro“, consigliò una madre al suo figlio, che poi divenne un prestigioso uomo d’affari.

Il talento è come i muscoli, cresce se lo si esercita. Se rinunciamo a potenziare le nostre capacità e ci limitiamo a fingere di farlo mentre restiamo in attesa che arrivi qualcosa di più consono alle nostre capacità, andremo sicuramente incontro a costanti frustrazioni.

Dio non ha mai messo nessuno in un posto che sia così piccolo da impedirgli di crescere. Dovunque siamo, in una fattoria, in un ufficio, dietro un banco di vendita o una cattedra di scuola, in cucina, con indosso una uniforme o accanto ad un bambino da curare, crescere è sempre possibile.

Kenneth Hildebrand, dal libro Università del Successo vol I – Og Mandino – Gribaudi edizioni

Purchè si agisca,
e si continui ad agire quando l’ultima azione è terminata,
invece di inventare scuse per non farlo,
e continuare a inventare scuse
quando l’ultima scusa è terminata
.

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