In Spirito
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Qualcuno, da qualche parte, agisce completamente. Non ha più esitazioni Esprime qualcosa che viene dall’Oltre E’ fiero di essere uno strumento Ha divelto in due dal libro Parsec |
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Qualcuno, da qualche parte, agisce completamente. Non ha più esitazioni Esprime qualcosa che viene dall’Oltre E’ fiero di essere uno strumento Ha divelto in due dal libro Parsec |
Vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. E che cosa farò, dunque, di questo ultimo prezioso giorno che mi rimane? Può forse la sabbia risalire la clessidra? E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. E che cosa farò allora? Dimenticando ieri, non penserò nemmeno al domani. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. Questo giorno è tutto quanto posseggo, e queste ore sono adesso la mia eternità. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. Non ho che una sola vita, e la vita altro non è che una misura del tempo. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. Allontanerò con furore gli assassini del tempo. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. Compirò oggi i doveri di oggi. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. E se è il mio ultimo giorno, allora sarà il mio più grande capolavoro. E dunque, vivrò questo giorno come se fosse il mio ultimo giorno sulla Terra. E se non lo sarà, cadrò in ginocchio e renderò grazie.
Og Mandino
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Mi sento bene quando lascio fluire la mia ispirazione, e lascio che essa mi conduca verso la gioia e la creatività che sono dentro di me, e che aspettano solo di essere espresse. Solo di essere erogate.
Mi sento bene quando faccio ciò che devo fare, e continuo a farlo con forza, integrità e disciplina. Con leggerezza, sapendo di doverlo fare e facendo del mio meglio.
Mi sento bene quando faccio qualcosa per i miei compagni esseri umani, e faccio in modo di regalare loro momenti di serenità, di comprensione, di guarigione, di energia positiva.
Mi sento bene quando mi prendo cura della mia Terra meravigliosa, che mi ama, mi dà tutto il necessario per vivere liberamente e senza trattenere nulla. Quando la ripulisco, la nutro, la rispetto, non la offendo, la contemplo, la attraverso, in lungo e in largo, per tutti i sentieri del mondo. Quando la lascio in condizioni migliori di come l’ho trovata. Così come lei si prodiga per fare la stessa cosa con me.
Mi sento bene quando sono grato, e quando realizzo tutto il bene che mi è dato di vivere. Quando sono grato, umilmente grato.
Mi sento bene quando posso sostenere, incoraggiare, innalzare, rafforzare la fiducia naturale insita in ogni essere umano. Perchè ogni essere umano è qui per far fiorire i talenti che l’Infinito ha posto in lui, e per erogarli a piena potenza, a beneficio, utilità e servizio della Vita.
Mi sento bene quando dono. Quando erogo senza trattenere nulla. Quando vedo il sorriso nel volto di chi ha ricevuto. Quando so che qualcuno ha sorriso per un mio gesto, ma non so chi sia, e forse non lo saprò mai.
Mi sento bene quando mi immergo nella Luce, e contemplo i miei pensieri e lo scorrere della Vita. Quando rientro nella quiete della mia Forza, nel Silenzio del mio Potere. Quando torno a casa.
Mi sento bene quando sento il vento tra gli alberi cantare mille canzoni senza nome. Quando le foglie vibrano, e mi raccontano di segreti imperscrutabili e profonde realizzazioni. Quando gli alberi miei amici mi raccontano che noi siamo connessi l’uno all’altro in una sinfonia senza fine.
Mi sento bene quando una falce di Luna mi racconta dei segreti del Cielo, nel crepuscolo, in sospeso tra i mondi. Quando Venere e Giove danzano con lei, e sono felici, ed io con loro.
Mi sento bene quando la musica e i libri meravigliosi entrano nella mia Vita, e la arricchiscono, la spalancano, la ribaltano, la rendono più bella, più fiera, più intensa. Quando tra le note, e tra le pagine, lacrime di comprensione e di anelito solcano un viso colmo di gratitudine.
E allora non dimenticare. E non desistere mai.
Riempite il posto che occupate fino a farlo traboccare.
Qualunque sia la posizione che occupiamo, possiamo dedicarle i nostri migliori sforzi. Può capitare che uno dica a sè stesso “Sono troppo bravo per questo lavoro. E’ una mansione troppo modesta per una persona con le mie capacità. Qui non ho alcuna possibilità di migliorare le mie doti” e, sdegnato, rifiuti di investire a pieno le proprie qualità in un compito così misero. E’ inevitabile che diventi insoddisfatto, irrequieto ed infelice, perchè viene meno alle sue responsabilità, tradisce le sue possibilità future e, quel che è peggio, tradisce sè stesso.
“Ciò che conta non è quanto puoi cavare fuori dal tuo lavoro, ma quanto ci metti dentro“, consigliò una madre al suo figlio, che poi divenne un prestigioso uomo d’affari.
Il talento è come i muscoli, cresce se lo si esercita. Se rinunciamo a potenziare le nostre capacità e ci limitiamo a fingere di farlo mentre restiamo in attesa che arrivi qualcosa di più consono alle nostre capacità, andremo sicuramente incontro a costanti frustrazioni.
Dio non ha mai messo nessuno in un posto che sia così piccolo da impedirgli di crescere. Dovunque siamo, in una fattoria, in un ufficio, dietro un banco di vendita o una cattedra di scuola, in cucina, con indosso una uniforme o accanto ad un bambino da curare, crescere è sempre possibile.
Kenneth Hildebrand, dal libro Università del Successo vol I – Og Mandino – Gribaudi edizioni
Purchè si agisca,
e si continui ad agire quando l’ultima azione è terminata,
invece di inventare scuse per non farlo,
e continuare a inventare scuse
quando l’ultima scusa è terminata.
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