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La pratica spirituale del Non-Giudizio

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La pratica spirituale del Non-Giudizio

Il Non-Giudizio è una pratica spirituale importantissima nel quotidiano di un Samurai dello Spirito.

La Vita quotidiana rappresenta sempre il Campo di Sfida più importante per il proprio Addestramento Spirituale, ed è in essa che un Individuo in formazione dimostra a sè stesso la bontà e l’efficacia del suo perfezionamento. La pratica del Non-Giudizio è un Addestramento spirituale fantastico in questa direzione. Purchè si disponga degli strumenti giusti, e si sia ben compreso che cosa significa in profondità questa pratica.

In questo documento ~ primo di una serie ~ vogliamo dare alcune coordinate di pratica del Non-Giudizio ai Viaggiatori interessati, che potranno così integrarle nel loro tessuto interiore, farle proprie, meditarle, ed eventualmente renderle loro patrimonio cosciente di Addestramento. Quando un Viaggiatore decide di operare una pratica spirituale deve avere coordinate forti e chiare; altrimenti lo sconforto, la delusione e la mancanza di senso appaiono facilmente dietro gli angoli del Tempo. È in questa direzione che vogliamo incamminarci insieme.

Per comprendere che cosa sia il Non-Giudizio ~ primo passo importantissimo se vogliamo poi praticarlo correttamente ~ ritengo sia molto utile partire dal suo opposto. Che cosa significa «giudicare»?

GIUDICARE ~ nella prospettiva della Scienza dello Spirito ~
significa esprimere una valutazione di misura verso l’oggetto del giudizio
in una forma intessuta di emozione reattiva.

Un oggetto di giudizio può essere qualsiasi cosa: una persona, un luogo, un evento, un oggetto, una situazione, una circostanza, qualsiasi cosa. Inoltre, è assolutamente possibile applicare un giudizio essendo contemporaneamente soggetti giudicanti e oggetti giudicati, come ben sanno le persone che si autodistruggono quotidianamente nella loro mente proprio sulla base di questa manovra. Nel qual caso, il soggetto giudicante è il Giudice Interiore, spesso e volentieri un tiranno crudele e spietato; e l’oggetto del giudizio è la persona vittima di sè stessa, e delle involontarie manifestazioni della sua mente non addestrata.

Per rendere sempre più chiara ai nostri occhi interessati la manovra del giudizio, ci aiuteremo con un esempio concreto in parallelo alla nostra indagine. Supponiamo che oggetto di giudizio sia una ragazza ~ che chiamiamo Lucy ~ che ottiene buoni voti a scuola dimostrando capacità e abilità superiori alla media diciamo nella matematica. Un’altro suo compagno di scuola ~ che chiamiamo John ~ è invece il soggetto giudicante in questo scenario.

John sta «giudicando» Lucy quando la valuta e la misura con parole intessute di emozione reattiva. Quindi, se John parla di Lucy con un sottofondo di rabbia ~ ma guarda questa Lucy che prende voti migliori di me, non la sopporto ~ oppure di gelosia per le sue capacità ~ Lucy non è poi così brava come sembra ~ oppure di invidia per i suoi risultati ~ non capisco come ha fatto Lucy a prendere nove all’ultimo compito in classe di matematica, deve aver copiato ~ John sta «giudicando» Lucy. Non ha alcuna importanza se Lucy sia o meno presente fisicamente alle parole di giudizio espresse da John; ed anzi, come ben sappiamo, i giudizi delle persone sono un miserabile sport umano da praticare preferibilmente in assenza dell’oggetto del giudizio ~ e di questo vi è una ragione precisa, ovviamente. Quando parole di misura e valutazione sono intessute, condizionate, intrecciate, guidate da emozioni reattive di sottofondo, più o meno evidenti, più o meno latenti, più o meno subdole, questo è un giudizio.

Chi è che sta giudicando attraverso le parole di John? Questa è una misurazione fantastica dello scenario. Quando una persona giudica, a parlare è la macchina biologica; è la sua Personalità; è la Natura Terrestre ~ e questi sono tre sinonimi. Quando una persona sta pronunciando parole di giudizio, la Natura Solare in lei è in vacanza, è fuori, non c’è. È impossibile mescolare insieme la CONSAPEVOLEZZA e il giudizio: sono immiscibili. Dove vi è l’uno, l’altra è assente. Dove emerge Consapevolezza, la macchina sente che è arrivato il Padrone, e quindi inizia a comportarsi automaticamente meglio degli sgotti miserabili a cui è abituata senza la Presenza del Padrone. E questo Fatto Energetico comincia a farci comprendere sempre meglio la poderosa importanza dell’Addestramento Spirituale al Non-Giudizio.

Dato che ci vorrà una serie di documenti per entrare in profondità nella pratica spirituale del Non-Giudizio in una forma degna, concreta e operativa alla massima funzionalità che un Samurai dello Spirito desidera, questo è il primo Esercizio Spirituale che consiglio ai Viaggiatori Spirituali attenti e volenterosi in relazione alla pratica del Non-Giudizio.

NON-GIUDIZIO ~ ESERCIZIO SPIRITUALE #1
Riconoscere interiormente attraverso Consapevolezza
le parole di giudizio che stanno per essere pronunciate

Ovvero, utilizzando il parametro fondamentale di discernimento che abbiamo appena condiviso, che ci consente di riconoscere ciò che è un giudizio da ciò che non lo è, l’Apprendista interessato attiva Consapevolezza in modo da riconoscere interiormente quando e come si sta accingendo ad emettere parole di giudizio su un qualsiasi oggetto destinatario. Non vi si chiede di fermare l’espressione in parola del giudizio ~ perchè questo è Addestramento di un Samurai dello Spirito, al quale è interessato un Individuo su diecimila; questo Esercizio Spirituale sprigiona già eccellenti risultati anche se la Consapevolezza viene limitata al solo riconoscere interiormente che quello che state per pronunciare in parole è un giudizio. Poi parlate pure, se lo vorrete; perchè è comunque certo che la comparsa della Consapevolezza nello scenario modificherà in tempo reale le parole di giudizio che pronuncerete ~ e la macchina si stupirà di cosa sta accadendo. Provate, e vedrete che sarà così.

Con quali parametri la Consapevolezza riconosce che state per giudicare? Perchè dentro di voi le vostre parole di misura e valutazione sono intessute e intrecciate di emozione reattiva, a volte più di una mescolate insieme: rabbia, risentimento, odio, invidia, gelosia, tristezza, depressione. Quando la vostra Consapevolezza vi mostra che le vostre parole sono intessute e intrecciate con una o più di queste emozioni reattive ~ in modo evidente o latente ~ allora questo è un giudizio.

E infine, una ultima considerazione per questo documento. La Personalità è sempre ed eternamente convinta di avere ragione e di essere nel giusto; quindi non potrete mai riconoscere un giudizio da quanto vi sembra di avere ragione o di essere nel giusto, perchè non è questa l’unità di misura. Nell’Addestramento Spirituale al Non-Giudizio, non ha alcuna importanza quanto pensate di avere ragione o di essere nel giusto; è per questo che soltanto un Viaggiatore su diecimila è seriamente interessato all’esperienza di questo perfezionamento spirituale.

Osservate bene, con Attenzione e in profondità: in ogni singolo giudizio che pronunciate, vi scoprirete a pensare nel sottofondo che avete ragione e che siete nel giusto a dire quello che state dicendo. Quindi, questo non potrà mai essere il parametro di riconoscimento di un giudizio. Sono le emozioni reattive intrecciate alle vostre parole, il parametro di riconoscimento dell’azione del giudicare.

Buon Lavoro Interiore, amici.

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