Essere e Fare
di Giulio Achilli
Il cammino di ogni essere umano è diretto a raggiungere sempre più in profondità ciò che egli è, perchè il suo cammino è lo scopo di Dio. Non c'è altro scopo, nessun'altra direzione all'infuori di questa.

In questo senso, fare non serve a nulla, perchè non è a partire dal fare che tale viaggio verrà compiuto: facendo non si arriva in nessun luogo diverso da dove si è già, e tutte le manifestazioni del fare, nel mondo della forma, sono soggette alla legge dell'impermanenza: muteranno stato, forma, scompariranno, ricompariranno. Come castelli di sabbia costruiti in riva all’Oceano.

Per questo, fare è inutile, se antecedente o fattore causale dell'Essere. Prima viene Essere, poi ne deriva fare, se necessario. Questo è lo scopo di Dio, e lo scopo di ogni essere umano.

E' nella nostra natura fissare obiettivi e lavorare per raggiungerli: è una componente stimolante e fondamentale della nostra funzionalità come Campi di Consapevolezza ed Energia. Ma se guardiamo più in profondità, scopriamo che i nostri obiettivi altro non sono che icone di uno stato d'animo, di una esperienza, che vogliamo arrivare a sperimentare. Un'obiettivo rappresenta sempre una esperienza interiore che vogliamo vivere, anche se si ammanta di raggiungimenti nella forma, come il successo, il denaro, o cose da possedere. Chiedetevi perchè volete essere ricchi, o perchè volete fare una determinata cosa, e alla fine giungerete sempre ad uno stato d'animo: felicità, serenità, sicurezza, potere.

Sebbene sia assolutamente naturale che la concentrazione, il tempo e la pratica, cioè attributi del fare, permettano l'avvicinarsi ed il realizzarsi di qualsiasi obiettivo, occorre prestare grandissima attenzione a non rendere l'obiettivo futuro più importante di ciò che è possibile compiere in questo momento. Cioè a dire, non rendere il fare più importante dell'essere.

L'elemento fondamentale è infatti il processo, l'azione che si svolge in questo momento, perchè è questa azione, questo gesto ad informare l'Infinito della nostra volontà di Essere.

I risultati di un fare non sono nel dominio delle decisioni di un essere umano. Questa è cosa che conosciamo tutti molto bene, e alla quale spesso non riusciamo a conformarci con serenità. Di fatto, il risultato certo è solo uno: il mutamento di stato, una serie di reazioni all'azione compiuta. Se la mente non è in controllo, interpreterà tale mutamento come "bene" o "male", farà insorgere conseguentemente emozioni in relazione a questa interpretazione, e queste emozioni sconvolgeranno l'essere umano in qualche modo, allontanandolo da ciò che più conta: l'esperienza; l'azione; l'Essere. Perchè ogni cosa che accade ha un significato, una motivazione ed un insegnamento che la Mente di Superficie non riuscirà mai a scorgere, programmata, come è stata, a sentirsi il centro dell'Universo.

L'Infinito dietro la mente, invece, sperimenta l'azione nella forma e poi ne osserva semplicemente il mutamento quando esso accade, condizione inseparabile dalla forma che lo ha generato. Tale osservazione permette all'Infinito molte possibilità: quella di intervenire preventivamente, se possibile, per alterare con una azione un mutamento che comincia a percepire. Oppure quella di comprendere che una data esperienza è davvero terminata, ed è il momento di lasciarla andare per passare ad una nuova esperienza, una nuova azione. Il tutto senza traumi emozionali. Senza lotte di mantenimento. Senza energia impiegata in maniera disfunzionale.

In definitiva, il mondo della forma esiste per dare all'Infinito che vive in noi e in ogni cosa l'opportunità di divenire consapevole di sè. Ogni cosa ha questo solo ed unico scopo. E il mondo della forma è così pieno di meraviglie, così vasto, così imponente e maestoso da permettere miliardi e miliardi di possibilità di cogliere questa opportunità.

Ecco perchè un essere umano deve tuffarsi nella Vita senza calcoli di profitto o perdita. Ecco perchè le sue azioni devono essere come atti di magia e di potere, di fiducia e di abbandono. Il suo scopo è sperimentare il più possibile la Vita per fare in modo che l'Infinito in lui diventi consapevole di Sè. Più l'Infinito in noi diventa consapevole di Sè, più Pace, Gioia e Amore affluiscono nella nostra esistenza, perchè l'Infinito, laddove la mente non lo seppellisce, emana e riceve queste qualità, questi attributi fondamentali. Paura, resistenza, mente, tempo, cioè quattro sinonimi, perderanno progressivamente, e senza sforzo, il loro dominio sulla nostra vita.

Spesso fare per essere non rappresenta altro che una progressiva presa di coscienza, attraverso la ripetizione, del fatto che noi già siamo quello che stiamo facendo. Siamo già arrivati. Siamo dove vogliamo essere. Di fatto, siamo.

Per questo il nostro incedere nell'Essere attraverso il Fare sembra quasi un progressivo ricordare, che diviene via via più nitido. Lentamente, togliamo le sovrastrutture che ci impediscono di Essere fulgidamente e senza ostacoli, e per questo ci aiutiamo attraverso il fare.

Ma tutto questo, solo se si riconosce che l'obiettivo che stiamo rincorrendo con il fare è solo un involucro di una sensazione, una sensazione che possiamo darci il permesso di sperimentare ora, subito, per renderci conto che il nostro ipotetico obiettivo è già stato raggiunto. Se per Essere si intende ciò che un essere umano è in profondità, infatti, come può un Fare avere l'obiettivo di portarlo dove già è ? Qualsiasi cosa si faccia, non avrà altro risultato che portarci dove già siamo, dunque la compulsione al Fare, compulsione che trae origine dal fatto che non c'è l'Essere dietro l'azione, è disfunzionale, perchè energeticamente inutile.

Un Fare che origini invece dalla sensazione di essere già ciò che si sta sperimentando attraverso l'azione è indifferente al tempo, al risultato, e soffre molto meno la fatica, perchè chi ne è coinvolto sa che cosa sta facendo, e sa che qui e ora ha già raggiunto il suo obiettivo. Questa è funzionalità, cioè energia utilizzata correttamente.

Tuttavia, occorre tenere in seria considerazione il fatto che il Fare derivato dall'Essere non è necessariamente comodo, facile, privo di sforzo; anzi, probabilmente è vero il contrario. Ciò che importa sottolineare qui è che Essere per Fare è energeticamente funzionale perchè privo di supporti illusori.

Inoltre, l'Essere ha una profondità insondabile, e apre spazi sempre maggiori alla nostra percezione, via via che il fare in esso radicato lo esprime. L'esplorazione di tali spazi richiede per sua natura un fare diverso. Un fare che si evolve, che procede via via oltre l'apprendimento e oltre la maestria; un fare di perfezionamento continuo, un fare di sempre maggiore efficacia energetica.

Così come ci insegna la sapienza dei Samurai.
Nella vita, ci sono diversi gradi di apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti. Al livello intermedio l'essere umano è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso delle proprie abilità, si rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia nei compagni. Costui ha valore, e si comporta come se non sapesse nulla.

Questi sono i livelli in generale. Ma ce n'è uno che li trascende, ed è il più eccellente tra tutti. Chi penetra profondamente nella sua Via, è consapevole che non finirà mai di percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune, e non crede mai, per tutta la vita, di aver raggiunto la sommità.

Il Maestro Yagyu osservò: " Io non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso".

Il Samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. Il perfezionamento non finisce mai.


brano tratto dal libro Hagakure, di Yamamoto Tsunemoto
O come ci insegna la saggezza dello Zen.
Quelli che pensano a sè stessi come maestri,
non lo sono.

Non ci può essere interruzione nei tuoi studi,
non importa quanto lontano ti sei spinto.
Anche i più grandi maestri Zen dicono a sè stessi
Mi Zai
Non ancora

Là dove batte il tuo cuore
non hai ancora imparato tutto ciò che puoi imparare
non hai ancora dato tutto ciò che puoi dare
non hai ancora raggiunto la sommità.

Vuota la tua tazza e vai avanti.
Stessa montagna, più su.

Mi Zai
Non ancora

brano tratto dal libro Chitarra Zen, di Philip Toshio Sudo
Tipicamente, gli esseri umani sono coinvolti nel Fare per Essere qualcosa. Essere ricchi, potenti, felici, senza preoccupazioni, comandanti, liberi, e chi più ne ha più ne metta. Non sono ricco, dunque devo fare qualcosa per diventarlo. Allora cominciano a Fare focalizzando l'obiettivo invece del processo, e seppure avranno ciò che si erano prefissi, a questo risultato mancheranno le qualità dell'Essere, cioè la Pace, la Gioia, l'Amore Implacabile. Ciò li spingerà ad un altro Fare, perchè è inevitabile: la spinta ad Essere, l'unica cosa che conta, tenta ogni volta di svegliare un essere umano dal suo torpore. La catena si reinnescherà, fino a che la Morte raderà tutto il Fare ed i suoi risultati a zero.

Questo è il Fare che occorre eliminare dall'esistenza.

Quando si è radicati nell'Essere, quando si riconosce e si onora l'Infinito dentro di noi qui ed ora, altrochè se si smette di fare! Al contrario, il Fare sarà armonioso, e sarà questo Fare il contributo dell’Essere al suo mondo.

In che momento si dipana una azione ? Nel Momento Presente. Adesso. L'unico momento che conta è l'Attimo Presente, e la decisione su come onorarlo. Ciò che è accaduto ieri è scomparso. Ciò che accadrà domani è impredicibile. L'Attimo Presente è il solo tempo che esista, un momento irripetibile, colmo di opportunità, il momento in cui davvero stiamo vivendo. Altrimenti, noi siamo all'interno dei film proiettati dalla nostra mente, film che partono incontrollati, con soggetto incontrollato e finale incontrollato.

Le esperienze pregresse ci aiutano a decidere, ed è assolutamente naturale che accada; ma questo aiuto diventa un ostacolo nel momento in cui lasciamo che la mente ne faccia un film con un qualche finale immaginario nell'Attimo Presente, in cui noi siamo la nostra decisione. Se questo accade, a decidere non è l'Essere, ma la mente, che è programmata, se non è stata riportata in controllo, su frequenze di paura, resistenza e proiezione temporale immaginaria; cioè a dire, su supporti illusori.

Noi impariamo sempre dai nostri errori, o almeno così sembra. Eppure, fino a che non è l’Essere a decidere, continuiamo a commetterne sempre di uguali. Perchè ?

Essere, dunque. Poi fare, se necessario, per approfondire, esplorare ed esprimere l'Essere. Altrimenti, ci porremo un obiettivo nel futuro, focalizzeremo su di esso la nostra attenzione e la nostra idea di liberazione, di raggiungimento, di meta finalmente conquistata, e ci perderemo le meraviglie del Presente, che ci circondano, e che non vediamo più.
Ma che cos'è ciò che dovreste trovare?
Quando ero un ragazzino
pensavo che fosse giocare nella squadra di hockey.
Lo feci, e non era quello.
Più tardi pensai che fosse un appuntamento con Penny.
Lei era magnifica, ma non era quello.
Pensai che fosse avere un’auto tutta mia.
Poi che fosse entrare in marina.
E poi che fosse lasciare la marina ed entrare al college.
Poi pensai che quello che stavo cercando fosse ottenere una laurea.
Eppure, malgrado ogni nuova conquista,
ciò che cercavo restava sempre fuori dalla mia portata.
Così pensai che sarebbe stata mia moglie,
poi un bambino,
o forse diversi figli.
Sono stati tutti eventi meravigliosi nella mia Vita,
ma non erano ciò che cercavo.
Poi lo identificai con il mio primo insegnamento universitario,
il mio primo libro,
sicuramente il mio primo bestseller.
E invece questo qualcosa continuava a sfuggirmi.

La vera libertà non può essere acquistata o trovata fuori di voi.
Questa cosa elusiva
non si trova nei soldi, nella fama, nel prestigio, nel possesso,
e nemmeno nella famiglia.

Wayne Dyer, dal libro Il tuo Sacro Io
Ecco perchè Essere è così importante. Essere significa libertà dagli obiettivi.

Io Sono un essere umano libero, qui ed ora. Dunque decido di fare questo, perchè sono libero. Libero da questo è possibile, questo no. Libero da questo è lecito, questo no. Libero da ci metterò anni ad imparare, farò in fretta ad imparare . Libero da sarà un successo, sarà un fallimento . Io Sono libero dall'obiettivo, perchè non è l'obiettivo ciò che più conta, ma il processo, l'azione, che si consuma e si manifesta Adesso, nell'Unico Momento Reale, nell’Attimo Presente. Questo è tutto.

Inseguire un obiettivo può dare conforto alla mente, ma non all'Essere, se non ci permettiamo di sperimentare fin da subito lo stato d'animo sotteso a questo obiettivo. La Mente di Superficie, che vive di tempo, ne trarrà un senso di esistenza perchè secondo le sue valutazioni non siamo ancora arrivati, c'è ancora del lavoro da fare. E tutto questo, verrà pagato con un progressivo allontanamento dall'Essere, cioè un progressivo allontanamento dalla sensazione interiore che desideriamo sperimentare, che è la cosa più importante. Ecco perchè essere significa libertà dagli obiettivi. Non sono gli obiettivi, o meglio, non è il raggiungimento degli obiettivi, a determinare ciò che Io Sono.

Se dopo tutti gli obiettivi che abbiamo raggiunto, e tutti gli obiettivi che continuiamo a porci, in noi resta quella sensazione di vuoto, di ineffabile mancanza, questo è un segnale preciso: il segnale che l'Essere non è mai nascosto dietro gli obiettivi. Il segnale che un obiettivo non può darci null'altro che ciò che già siamo. Il segnale che non saranno i nostri raggiungimenti a portare l'Essere a noi.

Purtroppo, siamo stati addestrati a mendicare al di fuori di noi stessi le briciole di quello che dentro abbiamo in abbondanza senza fine.

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