La Disciplina del Diario – [ parte II ]

La seconda funzione fondamentale di un Diario personale è legata alla manifestazione di quell’aspetto unico, personale, profondo in noi stessi che abitualmente non ascoltiamo, se non addirittura siamo meccanicamente spinti a rimuovere. Anche nella trasformazione in Azione di questa funzione, uno degli scopi sottesi è esattamente quello di non lasciare scomparire nel Mitote di una mente incontrollata quelle pulsioni interiori che ci appartengono, che ci entusiasmano, che ci incitano a migliorare, a crescere, ad accettare la sfida di una Vita straordinaria.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Lo scopo del Lavoro Interiore

Per ragioni precise, dettate dal ciclo dei tempi, la Conoscenza che un tempo era oscurata persino nei suoi primi innocui fondamenti è ora largamente disponibile, sempre nei suoi primi innocui fondamenti, nella libreria a 50 metri da casa tua.

In conseguenza di questa apertura, un numero considerevolmente maggiore di esseri umani entra in contatto con concetti e strutture energetiche che solamente 50 anni fa erano ignoranza, superstizione e nebbia, valicata solo dai più volenterosi.

Il fatto che si sia allargata considerevolmente la messe, però, non implica che il cammino si sia facilitato, o sia diventato più semplice. Anzi, la meccanica del progresso tende, quasi come uno specchio contraltare, a infiacchire, spegnere le qualità che rendono meraviglioso lo Spirito dell’essere umano. 50 anni fa, gli uomini percorrevano chilometri a piedi per andare a passare del tempo con una ragazza. Adesso, a 14 anni vanno a prendere il giornale a 15 metri dal portone col motorino.

Il Lavoro Interiore comincia nel momento esatto in cui un essere umano realizza senza ombra di dubbio di essere un coacervo di menzogne e di reazioni, un insieme male assortito di tendenze e pulsioni alla gratificazione dei 15 minuti, una struttura energetica priva delle qualità interiori di un essere umano degno di questo nome. Non prima. Mai prima. Prima è solo cafetani svolazzanti in abbracci falsi non purificati.

E quali sono le qualità interiori che un essere umano degno di questo nome deve possedere? Esattamente quelle che il suo Lavoro Interiore è chiamato a costruire, spesso dallo zero. L’Integrità. La Serenità. La Pazienza. Il Perdono. La Comprensione. La Gratitudine. La Fede. La Chiarezza. La Deliberazione. L’Intento. La Responsabilità. La Temperanza. La Sobrietà. Non parliamo di Amore, per cortesia. Solo un essere umano con il fuoco della Presenza negli occhi può usare le parole per l’Amore.

Ma la Madre di tutte queste qualità, il supremo picco dei suoi sforzi, il fine e il mezzo del suo cammino, è la Consapevolezza. La Consapevolezza avvolge il suo Lavoro, e alimenta la costruzione delle sue qualità interiori. Forse possiamo essere stati dotati dalla Natura di un particolare talento legato ad una qualità specifica, come la Fede, per esempio. Ma la costruzione di tutte le qualità interiori che sono e devono essere bagaglio di un essere umano degno di questo nome, e che la Natura porta solo fino ad un certo punto, non può che essere alimentata dalla Consapevolezza. Perchè? Perchè devo conoscere il motivo per il quale è armonioso sviluppare una qualità interiore piuttosto che un’altra. E questa conoscenza mi può essere donata solo dalla Consapevolezza.

Lo scopo del Lavoro Interiore, quando esso inizia davvero, cioè mediamente svariati anni dopo l’assalto dell’Infinito, è la costruzione di un nuovo Essere Umano, un essere in accordo e in armonia con la Vita, attraverso la creazione, l’alimentazione ed il dispiegarsi di qualità interiori superiori. Tale costruzione, sottesa dal Potere della Consapevolezza, porterà l’Essere Umano al primo picco delle sue immense possibilità: l’attivazione dei Veicoli Superiori di interazione con la Realtà: il Mentale Superiore e l’Emozionale Superiore.

Se pensate che basti compilare un foglio rispondendo a qualche domanda, o se pensate che qualche libro e due o tre seminari siano indice di un cammino intrapreso, sono spiacente, ma voi non avete nemmeno iniziato a grattare la punta dell’iceberg. Questa non è una mia convinzione volante cafetana, o capricciosa. Questo è un fatto, che forse qualcuno di voi arriverà a realizzare per sè stesso con i suoi propri occhi.

Perchè le finalità, il senso, la vastità, la meraviglia di quella straordinaria avventura che è il Lavoro Interiore, possono essere colti solo da chi ha davvero, davvero, imboccato il Cammino.

 

Giudizio, critica, lamento. La fine. Parte I

Una delle pratiche di più profondo impatto che un essere umano può intraprendere al fine di riconfigurare armoniosamente l’Energia del suo Campo di Consapevolezza si costruisce e sorregge intorno a tre pilastri fondamentali.

Si tratta di una pratica che porta con sè una tale quantità di benefici che è impossibile riportarli tutti nelle poche righe di un suggerimento come questo. Una pratica che trasforma lentamente, come una goccia d’acqua in un vaso, un essere umano da un ammasso limaccioso di immortale presuzione ad un Essere fiero, potente, degno di questo nome.

Non giudicare. Non criticare. Non lamentarsi. Punto e basta. Semplice, come ogni cosa che funziona. Muraglia invalicabile da miliardi di esseri umani su questa Terra meravigliosa.

Immagino con ironia che cosa succederebbe se queste fondamenta naturali fossero, come dovrebbero essere, insegnate negli istituti di educazione dei bambini e ragazzi. In breve tempo, chiuderebbero ( quasi ) tutti i bar, i parrucchieri, i centri estetici, gli istituti di chirurgia plastica. L’attuale concetto di televisione sarebbe distrutto, e i suoi protagonisti finalmente liberi di cercare il vero motivo della loro esistenza. Gli sport diverrebbero templi di crescita personale, non corse al massacro, al latrocinio, alla chimica, purchè si vinca. In breve, assisteremmo sereni alla manifestazione reale di ciò che l’Umanità è davvero. Chissà che cosa ha in serbo per noi l’Infinito…

Tuttavia, come è giusto e corretto che sia, dobbiamo metterci d’accordo con le parole. Perchè le parole possono essere interpretate, le azioni no.

Che cosa significa non giudicare? O meglio, che cosa voglio intendere con le parole “non giudicare” ?

Sgombriamo subito il campo. Non giudicare non significa smettere completamente di parlare di qualcosa, nel timore che ogni cosa che si dica possa apparire un giudizio. E’ qualcosa di molto più semplice, che per essere compreso, però, necessita di un approfondimento legato alla nostra struttura interiore.

In condizioni meccaniche di deriva inerziale, quello che ci accade interiormente, in breve, è la creazione automatica di meccanismi di fascinazione-repulsione, che sono correlati ad esperienze pregresse e sorgono automaticamente in conseguenza del manifestarsi di condizioni simili. Seguendo automaticamente l’onda emozionale causata da queste associazioni, determiniamo in maniera assoluta ed emozionalmente carica che una certa cosa è in un modo oppure in un altro, senza osservare, o addirittura in assenza, di dati oggettivi di riferimento.

L’espressione di questo meccanismo è un giudizio. Abbiamo erogato Energia seguendo inconsapevolmente la parte istintiva del veicolo emozionale. Che dunque di tratti di un apprezzamento incondizionato, o di una condanna inappellabile, è indifferente. Si è innescato un meccanismo non consapevole, ed è questo, alla fine, quello che ci interessa. Portare Luce su rotelle automatiche. Perchè questo quotidiano e continuo comportamento è una vera e propria dissipazione energetica immensa ed insensata.

Esempio, legato ad un qualcosa che è sempre di moda. Il nostro rapporto con un certo uomo politico X.

Questo uomo politico X è esponente di una corrente che per ragioni che è meglio non approfondire qui abbiamo sempre disprezzato. Inevitabilmente, perchè si tratta di deriva inerziale al minimo di Energia, scatta il meccanismo emozione di repulsione. Al solo vederlo, nasce in noi un disagio emozionale ai limiti dell’astio; per non parlare di quando lo sentiamo esprimersi in qualche luogo, o di quando vara i soliti provvedimenti che, per ragioni che è meglio non approfondire qui, sono sempre il solito tentativo di danneggiarci.

Lo conosciamo di persona? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Abbiamo modo di osservare da vicino, con i nostri occhi e i nostri sensi all’erta, le sue attività di tutti i giorni? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Sappiamo realmente con che cosa ha a che fare, e quali azioni realmente compie? Nella stragrande maggioranza dei casi no. Abbiamo voglia di comprendere davvero tutto questo, di crearci un nocciolo di dati oggettivi tale da portarci ad una serena valutazione della situazione? Nella stragrande maggioranza dei casi no.

E allora? Perchè lo odiamo, o all’opposto lo amiamo alla follia? Perchè assolutizziamo un qualcosa che non è altro che un meccanismo emozionale automatico privo di riscontro oggettivo?

Perchè stiamo esprimendo automaticamente un meccanismo, e l’espressione di questo meccanismo è un giudizio. Amore o odio è ininfluente. E’ comunque espressione inconsapevole, e come tale deve essere osservata, compresa, e se necessario energeticamente riassemblata in una maniera che sia per noi funzionale. Questo è il giudizio che deve essere osservato e progressivamente eliminato. Non si tratta di smettere di esprimere valutazioni, preferenze o anche avversioni. Si tratta di interrompere un meccanismo interiore automatico che non ha alcun valore, dissipa immani quantità di Energia, non ha alcun riscontro oggettivo che ne motivi l’esistenza, e nella stragrande maggioranza dei casi è del tutto inutile. Si tratta di sapere che cosa succede, non di lasciarci accadere da qualcosa che succede.

Il politico X. La squadra di calcio. Il lavoro. I nostri amici e vicini. Il nostro partner. Il cane. Il tempo. Il governo. Una quotidiana, inarrestabile, assoluta espressione di meccanismi.

Volete la prova della difficoltà di questa pratica? Allora provate. Provate a smettere anche per una sola settimana di esprimere giudizi automatici e meccanici su qualsiasi cosa. Provate a percepire l’innesco e la conseguente emissione quasi incontrollata del meccanismo fascinazione-repulsione del vostro veicolo emozionale, in assenza di circostanze oggettive motivanti. Provate a bloccare questa emissione incontrollata ad un epsilon dalla sua manifestazione. Provate a cambiare punto di vista, a vedere la cosa con occhi diversi. Provate a rendervi conto che forse non disponete di dati oggettivi di rilevanza tale da giustificare la vostra emozione ribelle.

E’ per questo che si chiama Lavoro Interiore.

Ma perchè continui a parlare del comportamento di quella persona?
[..]
Ma stai scherzando?[..]
Se mi privo pure di questa soddisfazione, che cosa mi rimane altro?