Crescita Personale – ebook completo

Il termine Crescita Personale ha in questo contesto un significato ben preciso: lo sviluppo cosciente e deliberato di un Ponte interiore verso stati di Coscienza superiori all’ordinario.

Questa è l’unica crescita possibile per un essere umano, e coincide con ciò che tutte le tradizioni esoteriche radicate nella Verità chiamano creazione e sviluppo di un’Anima: la creazione e lo sviluppo di una sottile Quintessenza interiore che possa mantenere la Coscienza di Sé alla dissoluzione del corpo fisico, e si ponga in cosciente e deliberato accordo con la sua propria evoluzione.

In questo libro vengono delineati i fondamenti del percorso, le linee generali di Lavoro Interiore necessarie per incamminarsi in Equilibrio verso questo scopo, e i primi risultati pratici che questo processo ci porta in dote. Queste indicazioni sono derivanti dall’esperienza diretta dell’autore, e dall’esperienza di tutti i Viaggiatori che prima di lui hanno percorso a lungo e profondamente questo Cammino; esse sono state distillate ed accordate sulla base di questo preciso momento storico: ma come sempre, sta ad ogni singolo Viaggiatore accogliere o meno questo messaggio e queste indicazioni, sulla base del suo intimo e profondo Sentire.

L’ebook Crescita Personale è disponibile in formato PDF, e in audio-libro MP3, cliccando qui.

Buona lettura. O buon ascolto.

Virtù Superiori è un libro in cui 36 Discipline di Potere, 36 attitudini interiori, si uniscono in forza coesiva per accordarsi ad uno scopo supremo, alla più grande e più straordinaria delle nostre possibilità: ritornare in Coscienza all'Essenza Interiore Reale che noi siamo veramente nelle nostre meravigliose profondità interiori. Ritornare in Coscienza al Sè Divino che noi siamo in Verità.
La Via del Ritorno al Sé Divino è un percorso di Crescita Personale che si muove in parallelo su differenti aspetti della struttura interiore di un essere umano. Uno di questi aspetti è la costruzione ed il radicamento di stati psicologici ben precisi, strutture emozionali di sapere, in grado di permettere ad un essere umano di reggere l'impatto che deriva dalla sua ascensione progressiva.
Queste strutture emozionali di sapere sono le Discipline personali contenute in questo libro. Il loro scopo è generare e liberare Energia di Coscienza, ovvero Energia necessaria ad alimentare e sostenere il viaggio di Ritorno al Sé Divino. Questo è il primo ed il più importante motivo per il quale esse sono state concepite, e vengono trasversalmente tramandate.
Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

In Cammino

Il mio nome è Giulio A., e sono al vostro servizio.

Io sono un Viaggiatore. Null’altro di più, e niente di meno. Un Viaggiatore sulla Via della Crescita Personale. Ho realizzato in me stesso che la Via della Crescita Personale è l’unico scopo permanente degno di essere vissuto nella mia Vita, e l’unico scopo che possa trasformarla da un orologio a pendolo ubriaco in una manifestazione straordinaria, come merita di essere vissuta, nel pieno del suo fulgore e della sua Forza divina.

 

Il silente conflitto

Tutti noi viviamo in stato di conflitto.

Un conflitto silenzioso, continuo, terribile, che non è esterno a noi stessi, perchè l’esterno non fa altro che rifletterne gli aspetti non più arginabili interiormente. Un perenne, silenzioso conflitto che accade nei nostri spazi interiori.

La condizione umana normale è una Personalità Automatica in perenne conflitto tra le varie sue «voci» interiori, ovvero tra le sue varie convinzioni, credenze, comandi, non accordati, non polarizzati, conflittuali, discordanti. Un essere umano nasce, e sviluppa automaticamente una serie di caselle interiori in cui si rintana, una minuscola isola nell’immenso mare del Sè; e poi, da questa isola non esce più, e corre il rischio serio di non uscirne più fino a quando la Morte non lo spazza via. Una Vita intera vissuta in un piccolo anfratto di possibilità; un piccolo anfratto di sè.

 

Debito, PIL ed Energia

In questi giorni si sta dipanando, di fronte ai nostri occhi, una vicenda dai notevoli risvolti simbolici e sottili, che si riflettono e si manifestano per conseguenza naturale nel mondo materiale. Una vicenda che riguarda l’organismo Italia, e il suo modo di interagire e relazionarsi con l’Energia che essa crea e gestisce negli ambiti dei suoi confini. Potremmo dire, in breve, una vicenda che riguarda la modalità con cui viene creata e gestita l’Energia negli ambiti dei confini dell’organismo chiamato Italia.

Per accordarci compiutamente tra di noi, ci avvarremo di una serie di terminologie che sono state coniate, termine fortemente ironico in questo contesto, dagli studiosi e analisti degli aspetti macro-economici del sistema occidentale. Così, gettiamo le basi di una visione che possiamo condividere, perchè relativa a macro-concetti che sono più o meno chiari a tutti noi.

 

Per andare dove ( signor Decker ) ?

L’attacco emozionale è stato scatenato. Una reazione distruttiva si è impadronita dei nostri spazi interiori, ed è irrilevante che si tratti di fare del male a noi stessi, oppure ad altri esseri umani, perchè è la stessa cosa. La nostra carenza di Energia disponibile ha causato e facilitato la perdita dello stato di Presenza: questo ha prodotto in conseguenza una condizione di sonnambulismo di coscienza; e a seguire, inevitabilmente, nel nostro Campo di Consapevolezza si sono aperti, o sono stati deliberatamente aperti, dei corridoi non custoditi, attraverso i quali qualcosa può liberamente accedere e fare il suo comodo senza che noi se ne abbia il benchè minimo sospetto.

Suona fantascienza? State ridendo per questo scenario ai limiti di un libro di Heinlein? E’ ciò che mi ripromettevo. Davvero uno spasso incredibile, quanto ho appena scritto.

Del resto, è capitato a chiunque, e sottolineo a chiunque, di pentirsi a posteriori di parole dette o azioni effettuate, contro noi stessi o altri nostri compagni esseri umani, di una violenza quasi inspiegabile, o di una volontà distruttiva del tutto fuori luogo. E’ capitato a chiunque, e sottolineo a chiunque, di pensare “Ma come ho fatto a fare/dire questo? Ma perchè l’ho fatto? Perchè ho distrutto questa cosa in questo modo? E adesso, come faccio a riparare?

Tutto ciò è normale. E’ l’esatta verità. Qualcosa ci ha preso, ha detto/fatto attraverso di noi parole o azioni incomprensibili mentre noi non c’eravamo, e poi se ne è andato, magari ridendo bello satollo, magari per sempre, lasciandoci a dover fronteggiare le conseguenze di queste azioni incomprensibili.

Ciclicamente, lo sappiamo bene, l’attacco emozionale torna a sprigionarsi dentro di noi. E ad esso, nel tempo, abbiamo replicato generando una risposta automatica di accondiscendenza, che indipendentemente dalle sue manifestazioni, può essere identificata con un solo nome.

La fuga.

Di fronte ad un attacco emozionale, fuggiamo via assecondandone la sua qualità. A lungo andare, sempre nello stesso modo. Curiosamente, nessuno chiama mai ‘fuga’ questa risposta automatica. Andiamo a bere, o a mangiare, o a fare del male, o a fare sesso, a camminare, a messa, al cinema, a parlare del nulla con qualcuno purchè sia. La deriva inerziale ci rende prevedibili e abitudinari, e così, ogni volta che l’attacco si scatena, la fuga assume sempre lo stesso carattere. La stessa manifestazione. Lo stesso fare. La stessa, incontrollabile abitudine.

La fuga è la risposta automatica ad un attacco emozionale da parte di una struttura interiore che è rimasta allo stato adolescenziale. Di fatto, è una resa passiva alla sua influenza. Non importa l’età anagrafica, perchè essa non ha mai avuto alcuna importanza, meno che mai nei mondi interiori. Guardiamoci intorno. Riusciamo a vedere come ogni essere umano fugga ciclicamente da qualcosa sempre in quei quattro, cinque modi sempre uguali ( se è un creativo, altrimenti uno o due solamente )? Riusciamo a vedere come ogni essere umano chiama le sue fughe con i nomi altisonanti di ‘stile di vita‘, oppure ‘irrinunciabile abitudine‘? Ma soprattutto, riusciamo a vedere come noi stessi, alla fine, siamo adolescenti in fuga perenne dalla responsabilità di essere umani?

Beh, io lo vedo con chiarezza, perchè io sono il primo della lista dei fuggitivi. Ma io ho un enorme, incommensurabile privilegio. Quando fuggo, so che sto fuggendo. So che sto aggirando un attacco emozionale invece di fronteggiarlo. E so che sto lavorando senza tregua per essere pronto al giorno in cui l’attacco sarà sferrato, ed io avrò l’Energia sufficiente a trascenderlo una volta per sempre.

Smettere di fuggire e voltarsi ad affrontare la Realtà è esattamente ciò che distingue un uomo comune da un Guerriero Interiore. All’esterno, nessuno può distinguere nulla. Interiormente, tra di loro c’è un abisso. L’uomo comune chiama le sue fughe libertà personale, e ne va persino fiero. Il Guerriero Interiore identifica ogni attacco emozionale di cui è vittima senza alcuna pietà per sè stesso, poi identifica ogni fuga in cui cade automaticamente a seguito di un attacco senza alcuna pietà per sè stesso, e poi dedica tutta la sua Energia a chiudere il corridoio in cui l’attacco emozionale si è radicato ed agisce, in maniera che esso sia respinto alla fonte e riassorbito per sempre. Con gentilezza, pazienza, ma senza alcuna pietà per sè stesso. Questa è la regola, altre non ce ne sono.

Non c’è nessun posto dove si possa fuggire. La fuga è solo un palliativo, che trasla solo di qualche ora o qualche giorno un varco che non si può aggirare, e di cui la durata di una Vita può non esserne l’unità di misura definitiva. E poi, per andare dove? Quale tempo o luogo o persona del pianeta Terra potrà mai influire sulla nostra struttura interiore? Quale esteriore potrà mai permetterci di fronteggiare, meno che mai impedire, ancor meno che mai trascendere, un attacco emozionale interiore?

Smettere di fuggire, dunque, ed affrontare con fierezza e integrità l’attacco emozionale di cui siamo vittima, è la transizione non differibile tra un essere umano comune, ed un essere umano che intenda forgiare in sè stesso qualcosa che abbia un valore oggettivo, una qualità superiore, ed una durata al di fuori del tempo.

Ma in che modo affrontare un attacco emozionale? In che modo chiudere il corridoio in cui esso si è radicato? Lo sappiamo tutti benissimo, qui; tuttavia, visto che repetita iuvant, di questo parleremo un’altra volta, se così l’Infinito vorrà.

 

Attacco emozionale

Non c’è nessuna pietà, quando l’attacco viene scatenato.

Imprevedibile. Ciclico. Inesorabile. Improvvisamente, un’energia aliena a ciò che siamo normalmente tenta di prendere il controllo della totalità del nostro Campo di Consapevolezza.

Tenta è un eufemismo. Miliardi di esseri umani sono messi ciclicamente da parte a vantaggio ed approvvigionamento di qualcosa che non sono. Non è un tentativo. E’ un fatto energetico. Miliardi di individui messi da parte, perchè non sanno, o non credono, che ciò possa accadere.

E’ una energia che ha un sapore alieno. Non ho altro modo per dirlo, e credetemi, vorrei davvero dirlo in altro modo. Il fatto che abbia un sapore alieno non significa di un altro mondo, o emissario di una razza di invasori verdi provenienti da Marte. Per alieno, intendo dire esterno, separato, da ciò che noi siamo realmente. Un minimo di Presenza praticata rende queste mie parole futili, e forse inappropriate, sebbene esse debbano essere pronunciate. Praticate la Presenza, e vedrete, inequivocabilmente, con i vostri occhi. Mettete alla prova ogni cosa, sempre. Ne ho conosciuti e ne conosco tanti che parlano di vedere per credere, e poi non fanno nulla, nè per vedere, nè per credere.

Improvvisamente, qualcosa in voi si mette a sbraitare come un cane rabbioso. I vostri amici diventano improvvisamente uno stormo di idioti. Il vostro partner diventa un cartoccio da rottamare. Una voce interiore di cattiveria insensata e immotivata impreca ogni trenta secondi contro la Vita e l’Infinito. Ogni cosa che tentate di fare per uscire da questo pantano viene frustrata e demolita, sempre a chiacchiere interiori. Dovunque andate non resistete più di cinque minuti, perchè non riuscite a trovare pace. E’ una impresa mantenere il controllo delle miriadi di ottave discendenti che cercano di drenarvi immani quantità di Energia personale. Intorno a voi, ( stranamente, vero? ), tutti quelli che entrano in contatto con voi sembra mirino deliberatamente a farvi innervosire, oppure ( davvero strano, vero? ), si comportano diversamente, più scostanti, meno gentili, se non addirittura inspiegabilmente cattivi. La vostra gentilezza è rasa a zero. E mi fermo qui, perchè ormai il quadro è abbastanza chiaro.

Risuona familiare?

Siete sotto attacco emozionale, e non c’è alcuna pietà per voi. Qualcosa vi sta chiedendo il tributo che ciclicamente passa a riscuotere. E come lo riscuote? Semplice: approvvigionandosi del risultato di tutte le ottave discendenti che non riuscite ad arrestare. In altri termini, di tutte le azioni che manifestate per sfogarvi, per allontanare il più possibile, secondo il vostro punto di vista, questo fastidioso, brullo, sapore interiore che sentite.

Quale è la madre di tutte le azioni di sfogo che mettiamo in pratica per liberarci di questo disagio? La nostra amata, abituale, ben conosciuta tossicodipendenza emozionale, quella che funziona da valvola di drenaggio di questo inarginabile disagio. Noi sappiamo benissimo quale essa sia, e non c’è uno tra noi che non ne abbia almeno una, perchè è il modo naturale con il quale spingiamo via il nostro malessere interiore, e perchè ogni ‘Io’ reattivo ne ha almeno una. Personalmente, posso dirvi che nella mia esistenza ne ho identificate almeno quattro, a livello crescente di Potere imbrigliato: ognuna di esse scattava in risposta ad un attacco emozionale, in dipendenza di quale ‘Io’ era in quel momento, e mi fa un pò ridere persino scriverlo, ” al timone “. Almeno quattro, ma parlo solo di quelle più depotenzianti: siate ottimisti!

Tossicodipendenza emozionale non è necessariamente una droga conclamata. E’ in genere qualcosa che non ci richiede sforzo, è una ottava discendente, cioè consuma energia invece di raffinarla a qualità superiore; molto spesso è dannosa per uno o più dei nostri veicoli perchè viene praticata con voracità, senza freni e con dipendenza; se qualcuno che la conosce prova anche solo di striscio a suggerirci di moderarne la pratica, lo attacchiamo al muro a male parole avvisandolo di stare lontano dai nostri affari. Già vedo i vostri occhietti brillare di ironia: lo sapete, oh sì se lo sapete.

All’attacco emozionale, quello serio, quello per il quale l’abituale chiacchiericcio interiore di depotenziamento sembra una innocua e divertente cantilena, noi reagiamo automaticamente con una o più tossicodipendenze emozionali. E’ l’unico modo che conosciamo come automatico e relativamente funzionale per fronteggiarlo. Di fatto, questa reazione ha un nome molto semplice, che forse mai gli attribuiremmo, e che mai, senza ombra di dubbio, vedremo con chiarezza senza il supporto della Presenza.

Questa reazione si chiama fuga. Fuggire via. Via da questa sofferenza emozionale senza nome. Fuggo via, così forse riuscirò a trovare pace, lì, in quella cosa che pace mi ha dato, tanto tempo fa. E’ naturale, umano. E’ l’unica cosa che abbiamo imparato essere relativamente funzionante, soprattutto all’inizio, quando l’attacco non era così forte.

Ahimè, però non c’è luogo sulla Terra, nè interiore, nè esteriore, dove possiamo fuggire da un attacco emozionale. E come potremmo mai fuggire da una sensazione interiore? Ma di questo, se l’Infinito vorrà, parleremo un’altra volta.