La Disciplina del Diario – [ parte IV ]

Giunti a questo punto, sappiamo tutto quello che c’è da sapere in relazione al mantenere e tenere vivo un Diario. Sappiamo che il Diario ci aiuta a smascherare la nostra Personalità Automatica, ci aiuta a discriminare il giusto passo da compiere proprio in questo momento, e ci incita a ricordare le nostre più alte aspirazioni, in modo che la nostra Attenzione su di esse inizi a generare una Realtà di risonanza.

Queste sono le funzioni principali di un Diario, mantenuto come strumento di Crescita Personale. Certamente, nel Diario può essere trascritta e fissata qualsiasi cosa, visto che è una nostra espressione; tuttavia, l’esperienza insegna che tutto ciò che esula queste funzioni non possiede la poderosa utilità che esse hanno nel facilitare e illuminare il nostro cammino. Scrivere una pagina intera di un Diario esprimendo giudizi di rabbia e risentimento verso qualcosa o qualcuno può dare un apparente momentaneo sollievo; ma quando la bufera passerà, rileggere questa pagina ci provocherà invariabilmente un senso di inutilità, di non comprensione, di perdita di tempo e di Energia. Chi tiene un Diario conosce molto bene questa sensazione.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Crescita Personale – [ parte II ]

Crescita Personale significa crescita dello Stato del proprio Essere; non esiste altra Crescita Personale possibile.

Ben pochi insegnanti enfatizzano con la dovuta importanza questo concetto fondamentale; esso viene in genere rimosso o persino cancellato, per ignoranza o a causa della facilità di accesso a moltissimo sapere che questo momento storico ci regala.

Eppure, la Verità che esso sottende è di basilare importanza, e deve essere subito conosciuta ed investigata; altrimenti un essere umano può illudersi fino alla fine di stare crescendo interiormente solo perchè sta accumulando decine e decine di seminari, libri, video, conoscenza, letture e quant’altro di simile. Ma poi la Vita arriva implacabile a dimostrare che tale presunta crescita è del tutto evanescente.

 

Crescita Personale – [ parte I ]

Il termine Crescita Personale, così come altri termini dall’interpretazione pericolosamente soggettiva quali Guerriero e Amore, ha la necessità di essere descritto e delineato per accordarsi il più possibile al fatto energetico oggettivo che esso sta ad indicare. Questa è invero una delle proprietà fondamentali della magia della Comprensione: partendo da una descrizione bidimensionale quale è quella delle parole, lavorare in sè stessi per giungere al fatto energetico sotteso alle parole: la Comprensione, appunto.

Perchè comprendere non è parole. Non è neanche lontanamente parole. Le parole sono solo segnali di strada.

 

Materia, Energia e Coscienza

La Fisica moderna, grazie al lavoro di una mente straordinaria e focalizzata, ci ha regalato una equazione che è divenuta patrimonio di conoscenza di ogni essere umano del pianeta Terra. Una equazione semplice da ricordare, che esprime un principio fondamentale dell’Universo, con una approssimazione infinitesimale di precisione molto superiore a quella della teoria che l’ha preceduta nei secoli trascorsi.

Tuttavia, la sua semplicità, come tutte le cose di Potere di questa Terra meravigliosa, è solamente un riflesso di superficie. Appena al di sotto, giacciono dei tesori e delle conferme di grande valore, persino laddove meno ce lo aspetteremmo, e cioè nello sviluppo della Coscienza.

 

Il dono meraviglioso dell’Attenzione

Che cosa è l’Attenzione? Che cosa significa fare un uso energeticamente funzionale di questo dono meraviglioso che abbiamo in qualità di esseri umani? Come possiamo utilizzare il dono dell’Attenzione nella nostra Realtà? Quanto impatta la facoltà dell’Attenzione nel nostro vivere quotidiano, nel nostro incessante Lavoro volto a manifestare il nostro Sogno Personale?

La risposta a queste domande, in questo contesto, è di somma importanza. Certo, nel mondo delle parole, lo strumento di trasmissione meno affidabile per eccellenza nella conservazione integra del significato di un messaggio, questa risposta può solo essere suggerita. Si tratta dell’ennesimo segnale stradale diretto verso una meta che solo l’azione esperienziale trasmuterà in patrimonio personale. Cioè a dire, nessuna parola potrà condurvi là, dove solo voi potete andare a vedere. Là, dove solo voi potete andare a percepire. Là, dove solo voi potete Essere.

L’Attenzione è la magica e meravigliosa capacità di un essere umano di discriminare, tra le miliardi di informazioni energetiche che entrano in contatto con il suo Campo di Consapevolezza, quelle, e solo quelle, che in qualche modo vengono selezionate come più importanti rispetto alla situazione di Vita in cui egli si trova.

Che cosa determina, in noi, la maggiore importanza di una informazione energetica rispetto ad un’altra? Questo è il punto di somma importanza, il nascosto quanto supremo perno di congiunzione tra noi è l’Infinito. Qui è dove noi tutti perdiamo le redini della situazione. Qui è dove si crea il nostro inferno personale, che poi proiettiamo all’esterno, nella piena convinzione che si tratti di una imposizione, invece che di un mero ed inconsistente riflesso di ombre.

Nello stato a cui veniamo condotti dalla natura e da ciò che viene chiamato educazione, la nostra Attenzione, una qualità che possediamo per il solo fatto di essere umani, viene intrappolata dai meccanismi automatici di fascinazione-repulsione dei nostri corpi mentale ed emozionale. Le dualità meccaniche bello-brutto, mi piace-lo detesto, governano la nostra Attenzione, e la spingono, in maniera spesso ossessiva e senza controllo, a continuare a selezionare, tra le miliardi di possibilità che ci raggiungono, quelle sole, poche, immutabili informazioni energetiche che confermano la dualità in questione, in particolare nell’aspetto sul quale l’Attenzione si è depositata.

Mettere costantemente la nostra Attenzione su elementi che ci attraggono o ci repellono dentro, ma anche al di fuori di noi stessi, come siamo costretti a fare dai modelli di società ai quali siamo stati esposti fin dalla nascita, produce un risultato tanto evidente quanto fondamentale da vedere e comprendere in noi stessi: il defluire della nostra personale Energia interiore a supporto e conferma di dove la nostra Attenzione è stata letteralmente catturata.

Dove va l’Attenzione, nello stesso luogo comincia inesorabilmente a fluire la nostra Energia. Questa è la magia della nostra percezione. Questo è il punto fondamentale. Questa è la nostra suprema eredità di esseri creatori.

Un essere umano con una Presenza sviluppata oltre un certo grado di Consapevolezza, dopo un certo tempo di osservazione interiore del fenomeno, ne realizza, perchè lo vede in sè, un altro aspetto chiave: non importa se si tratta di fascinazione o repulsione, non importa se si tratta di supporto o rifiuto, non importa se si tratta di sostegno o esclusione: qualsiasi cosa riceve Attenzione, riceve Energia. E da qui, la comprensione che ne scaturisce, e che vede in sè, è semplice: ciò che riceve Attenzione riceve Energia; ciò che riceve Energia, cresce e si espande sempre più.

Questa non è filosofia new age post-cafetana. Questa è una Legge dell’Infinito. Non si tratta di essere d’accordo in maniera intellettuale. Si tratta di esplorare in sè stessi questa Verità; e se essa risuona in noi, allora è bene conformarsi, non già per una bigotta sottomissione, ma perchè è un regalo meraviglioso che ci è stato fatto.

Se ciò che riceve Attenzione riceve Energia, e se ciò che riceve Energia cresce e si espande in progressione, che cosa fa un essere umano, non dico Presente, ma con un minimo di sale nella zucca? Incomincia ad assumersi la Responsabilità Totale di qualsiasi cosa sulla quale mette la sua Attenzione. Incomincia a pensare pensieri deliberati, rivolti a ciò che vuole, a ciò che sente essere giusto per la sua crescita e la sua evoluzione, non rivolti ad alimentare con la propria Energia la crescita o l’evoluzione di qualcosa o qualcun altro, che si senta interiormente attrazione o repulsione non fa differenza alcuna.

In altre parole, un tale essere umano comincia a ricordare costantemente a sè stesso di pensare pensieri deliberati, se e quando è necessario pensare, e persiste nel ricordare a sè stesso di smettere di alimentare nella misura in cui gli è possibile qualsiasi fuga automatica della propria Attenzione verso situazioni, luoghi, cose, persone, eventi che non hanno alcun legame con la Vita che vuole e che sta creando per sè stesso. Si deve dare una sveglia. Deve impedire, incessantemente, costantemente, a tregua zero, che la sua Attenzione vada dove egli non desidera che vada.

Un tale essere umano, che continua, che non desiste mai, che persiste, non può fallire dal realizzare, dopo il tempo che l’Infinito vorrà, siano essi giorni o anni di incessante Lavoro Interiore, che la sua Attenzione è un regalo meraviglioso; che egli può assumere il controllo deliberato della sua Attenzione; che là dove va la sua Attenzione, l’Energia si espande, cresce, letteralmente infonde Vita; e che là dove l’Energia si espande, si origina e si manifesta una Realtà in tutto risonante con questa Energia.

Quando un essere umano ha vinto questa sfida, quando un essere umano è capace di mettere la sua Attenzione deliberatamente, e per tutto il tempo che vuole, là dove egli desidera che rimanga, allora il Potere di Fare Qualsiasi Cosa è nelle sue mani.

E sarà questo il vero momento della scelta finale. Questo essere umano sarà chiamato a scegliere: o consegnare deliberatamente il Potere acquisito nelle mani dell’Infinito, perchè all’Infinito appartiene, ed accettare di essere veicolo, non proprietario, di questo Potere; o usarlo per lui stesso, per ciò che egli decide di fare per lui stesso, per le sue gratificazioni, per le sue pulsioni personali.

Entrambe le scelte sono possibili. L’una porta all’Eternità. L’altra alla dissoluzione. Enorme la tentazione. Suprema la Responsabilità.

Siate preparati.

 

Resistere e abbandonarsi

L’esistenza di noi tutti è influenzata, più o meno sottilmente, più o meno consapevolmente, da continui paradossi. Inseguiamo l’Infinito in un corpo che sappiamo dovrà passare dalla Morte. Abbiamo una mente senza confini, e viviamo nella materia che sui confini costruisce il suo assioma di esistenza. Viviamo in un Universo che sembra estendersi all’Infinito permanendo nell’Eternità, e poi assistiamo alla nascita, all’evolversi, al mutare e allo scomparire di ogni forma.

Il principio del paradosso, fondamentalmente l’invito che sempre l’Infinito ci fa a sintetizzare ad un livello superiore due verità apparentemente contrapposte e polari, esplica sè stesso anche in un elemento strettamente correlato alla nostra crescita armoniosa quali esseri umani: la capacità di accettare o resistere la Realtà.

Ogni essere umano è costantemente soggetto a due distinte trazioni di forza, ovviamente polari, ed ovviamente contrapposte solo all’apparenza di un esame sonnambolico. L’una, la Trazione Inferiore, ci attrae gravitazionalmente verso il principio del minimo sforzo e del piacere permanente: il paese dei balocchi di Pinocchio. L’altra, la Trazione Superiore, ci attrae gravitazionalmente verso la crescita e il progressivo sviluppo della totalità di ciò che siamo, diretto verso la possibilità suprema che ci è stata concessa: trasformarci in una potente, risvegliata, deliberata, cosciente espressione di Dio.

La Trazione Inferiore ci spinge verso il livello energetico della perenne soddisfazione animale delle proprie necessità, della perenne ricerca del piacere e del conseguente perenne attaccamento emozionale ad esso. La Trazione Superiore ci spinge, attraverso il Lavoro Interiore e lo sforzo deliberato, a manifestare le nostre Qualità Superiori che giacciono sopite, in potenza, dentro di noi. La Trazione Inferiore mira a conservarci in balia degli istinti animali. La Trazione Superiore ha lo scopo di spingerci a percorrere per intero il Cammino di trasformazione in Esseri Umani completi.

Qui nasce il paradosso: in relazione a queste trazioni, gli insegnamenti che l’Infinito ci trasmette attraverso i suoi strumenti ci indicano contemporaneamente due distinte polarità: opporre resistenza, eppure non opporre affatto resistenza. Resistere, eppure abbandonarsi. Conseguentemente, questo origina in noi dubbi e perplessità spesso paralizzanti: quando opporre resistenza? Quando invece lasciare andare?

La risposta a queste domande scaturisce da un cambio di livello fondamentale, che ci è richiesto in ogni apparente duale della nostra percezione: dobbiamo sintetizzare una unione delle polarità al fine di ottenere un bilanciamento superiore che ne comprenda entrambi gli aspetti. Dal molteplice, l’Uno. Dalla separazione, l’Unità.

Perchè solo in questo modo opporre resistenza o abbandonarsi cessa di diventare un capriccio meccanico del momento: non è che opponiamo resistenza perchè questa mattina il cornetto con la marmellata al bar non c’era più, oppure ci abbandoniamo perchè oggi è una gran bella giornata di Sole. La nostra capacità di resistere o di abbandonarsi diviene deliberata, funzionale al Momento Presente, in armonia con la Realtà.

Ma come?

In generale, qualsiasi azione stia creando un attaccamento emozionale è incoraggiata dalla Trazione Inferiore, cioè ci sta portando sempre più verso il regno impermanente della materia. Perchè? Perchè attaccarsi emozionalmente ingenera prigionia e schiavitù, non importa a che cosa. Si può essere attaccati emozionalmente a persone o cose meravigliose come a gesti distruttivi; è equivalente, perchè il risultato è il medesimo: dispersione energetica incontrollata e incontrollabile. E ricordiamoci sempre: laddove si perde Energia, si perde la capacità di Consapevolezza.

Ed è a questa dispersione energetica incontrollabile che occorre senza ombra di dubbio opporre resistenza: non all’azione in sè, attenzione, ma all’attaccamento emozionale che ne scaturisce. E’ l’attaccamento emozionale a disperdere Energia, non l’azione in sè. Non è mangiare una tavola di cioccolato, ma mangiare una tavola di cioccolato ogni giorno per anni, incapaci di resistere, incapaci di un qualsiasi controllo, incapaci di Consapevolezza dell’azione, incapaci quindi di Presenza in essa, che arresta e poi declina il nostro sviluppo. Non è amare una persona, ma confondere l’Amore con il trattenere ed il possedere, cioè attaccarsi emozionalmente ad una persona, che arresta e poi declina sia il nostro sviluppo, sia, molto spesso, persino lo sviluppo della persona che diciamo di amare.

D’altra parte, quando i segni della Realtà intorno a noi ci stanno dolcemente comunicando che una nuova fase della nostra esistenza sta prendendo il posto di quella attuale, oppure quando sentiamo in noi stessi la necessità di sviluppare Qualità come la Responsabilità Totale, la Comprensione, la Compassione, la Fluidità, la Pazienza, è proprio qui che arrendersi è molto più saggio, più armonioso, e più energeticamente funzionale dell’opporre resistenza. Meglio arrendersi a ciò che l’Infinito ha comandato, piuttosto che attaccarsi, di nuovo, ad uno stato o ad una situazione che comunque l’Infinito ha comandato di mutare. Arrendersi implica Accettazione. Accettazione significa Libertà.

Così, osservando la nostra Vita con un minimo di onesta obiettività, possiamo in ogni momento sapere quale delle due trazioni stiamo assecondando; e questo ci può consentire, perchè la scelta è alfine sempre nostra, di decidere quale delle due vie continuare a percorrere, e dunque se resistere o arrendersi. Non è quindi sempre e comunque opporre resistenza. Nè arrendersi sempre a tutto e ad ogni cosa. Ma rispondere armoniosamente alla Realtà, con fluidità e leggerezza, distinguendo ciò che il Momento Presente ci richiede, e quindi arrendendoci quando è necessario, e opponendo la massima resistenza possibile quando è necessario. Sulla base del punto di sintesi principale: quale delle due trazioni di forza intendo assecondare?

Mantenendo questo equilibrio sufficientemente a lungo, un giorno potreste realizzare che state opponendo strenua resistenza a qualcosa di meraviglioso che vuole entrare, e vi state strenuamente arrendendo a qualcosa di oscuro e pericoloso che non vuole uscire e dovrebbe andarsene.

L’ennesimo paradosso.