I Giorni del Nulla

Ciclici, inesorabili, ineludibili. Arrivano inaspettati, almeno per chi non ne conosce l’esistenza. Sono necessari, eppure al loro arrivo il nostro primo istinto è fuggire ovunque purchè sia. Sono i giorni in cui la Vita si ritrae in sè stessa, lo slancio si disperde, le motivazioni tremulano indistinte come stelle fra le nebbie del crepuscolo. Sono i giorni dello Yin supremo. Sono i Giorni del Nulla.

I Giorni del Nulla hanno una cadenza che si aggira nell’intorno del mese lunare, sebbene non seguano precisamente le fasi del nostro satellite naturale. In linea di approssimazione, sono giorni ciclici che ritornano con una frequenza mensile, e come tale possiamo considerarli. La loro durata è in genere di due, massimo tre giorni consecutivi, raramente di più; uno di essi in particolare è il giorno di picco massimo.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Presenza sulle tensioni emozionali

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La personalità automatica può reagire, e questa è una delle sue armi più potenti, con emozioni di basso profilo energetico, come ad esempio l’ansia che il nostro amico Alberto sente in lui. La depressione ne è un altro aspetto possibile. La noia un altro ancora. Il disagio emozionale è una delle cose che più spaventa e mette in fuga un essere umano, al punto da condurlo a temere persino il suo avvento, prima ancora della sua manifestazione.
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dobbiamo sapere da subito che attraverseremo correnti emozionali di profonda tensione e disagio, fin quasi alla sofferenza. Esse sono il naturale sacrificio che dobbiamo officiare per generare Energia che alimenti la Coscienza. Naturalmente, queste correnti emozionali devono essere gestite in un modo preciso, altrimenti non trasmutano in Energia capace di alimentare i nostri processi di crescita e sviluppo di Coscienza.
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dal documento Pazienza e Serenità

La nostra interazione con le correnti emozionali dentro di noi è uno degli aspetti del nostro Lavoro Interiore più difficili da affrontare, nella linea che coinvolge la riemersione del nostro Essere Interiore Reale. Nessuno di noi può attendersi che la personalità automatica ceda serenamente lo scettro del comando senza opporre resistenza: e questo fatto energetico, presto o tardi, lo realizzano tutti i ricercatori interiori onesti e persistenti.

 

Diradare la nebbia sulla Via

Non mi sembra di andare da nessuna parte. E’ la strada giusta? Oppure no? Ma che dovrei fare?

Quante volte, nella nostra Vita, ci ripetiamo interiormente queste domande? Quante volte ci sforziamo di voler capire l’interezza, la meraviglia, la trama del tessuto mettendo al microscopio una sola singola parte? Quante volte cerchiamo di capire qualcosa senza agire per viverlo? Quante volte scivoliamo via dal Momento Presente per chiederci ” Si, ma che cosa… ? ” ( riempire i puntini con dubbi random ).

Ci sentiamo confusi. Stiamo cercando di capire dove stiamo andando, che cosa stiamo facendo, ma la nostra Mente di Superficie non riesce a cavarne nulla, e così in noi si liberano emozioni di confusione. Non è così?

Non può che essere così. Non è la Mente di Superficie il veicolo deputato alla comprensione della Via verso l’espansione della Consapevolezza. Quando finalmente capiremo che non c’è niente da capire, ma tutto da vivere? Quando finalmente ci abbandoneremo all’esperienza e lasceremo perdere le spiegazioni? Ma chi se ne frega di capire, se possiamo vivere ed esperire direttamente il maestoso mistero di questo Universo meraviglioso?

La confusione è la manifestazione di un contrasto, di una divisione in atto. Qualcosa in noi sta spingendo decisa ed inesorabile verso una direzione, qualcos’altro si oppone ben sapendo che questo significherà la fine del suo dominio di follia immortale. Nel mezzo di questa frattura, si librano emozioni di confusione, e la nostra identità oscilla. Quando siamo svegli, ma svegli davvero, la confusione scompare. Non c’è più. Non è forse vero?

Nella mia esperienza personale questo è vero. Senza alcun dubbio.

Noi sappiamo quello che dobbiamo fare, e sappiamo come farlo. Quando siamo allineati con nostro Sè Infinito in espansione, non ci sono dubbi, ma solo possibilità. Poi, l’Energia per sostenere il Sè Infinito viene meno, e rientriamo nel dominio della meccanicità, dove c’è confusione, paura, incomprensione. Dove 2 + 2 fa sempre 4. Dove la magia della Vita è oscurata da elettricità neuronica. Non possiamo diradare la nebbia sulla Via cercando di capire con la mente come farlo, o cercando di vedere qualcosa al di là di essa usando il veicolo sbagliato.

E allora che fare?

Due sistemi infallibili diradano la confusione: uno è la Presenza, l’altro è l’Azione. Non può esistere confusione se siamo in Azione, e non possiamo assolutamente essere confusi in stato di Presenza. Unire insieme queste due cose, cioè agire in stato di Presenza, è la fine senza appello della confusione. Il suo palesarsi come illusoria. Il suo sciogliersi, come neve all’equatore.

Dunque, lasciamo stare domande, valutazioni e calcoli, e dedichiamoci senza tregua ad agire, ed al radicamento dello stato di Presenza. Non solo in contesti protetti, come la Meditazione, o la pratica marziale o energetica. Ovunque. Dal fruttivendolo. Mentre leggiamo, scriviamo, lavoriamo, componiamo, assembliamo. Mentre laviamo i piatti. Più che mai quando interagiamo con altri esseri umani, che è lo spazio-tempo dove con maggiore ed irrisoria facilità cadiamo nel sonnambulismo.

Questo processo smantella la confusione. Questo processo dona chiarezza, e possibilità.

Se sei in confusione stai dormendo. Se osservi la confusione ti stai svegliando. Se agisci al di là della confusione, sei un essere libero.


 

Vento tra le foglie degli alberi

Nel Silenzio, su una panchina di un parco cittadino.

Là fuori, a pochi metri, il subbuglio orgiastico di un mondo che corre, verso un abisso che non ha mai osato scrutare davvero. Un mondo fatto di paura, resistenza, mente e tempo. Quattro sinonimi.

La Mente di Superficie viene ancorata al Respiro. Questa semplice operazione, così semplice, come per incanto, spalanca i cancelli della percezione. Non è solo osservare la Mente di Superficie, perchè la Mente di Superficie non può essere osservata se non da una Presenza che ha sviluppato un Intento sufficiente.

Senza Energia sufficientemente polarizzata, infatti, osservare la Mente di Superficie senza ancorarla a nessun atto deliberato di concentrazione significa scivolare velocemente nelle rapide del suo funzionamento. E quando avviene, improvvisamente, potremmo persino svegliarci: potremmo ricordarci che ci siamo dimenticati di osservare.  Se siamo sufficientemente vigili, onesti, e autoironici.

Inspirazione, ed Io Sono Cosciente della inspirazione. Osservazione del corpo, e di ciò che in esso sta accadendo a seguito della inspirazione. Osservazione di blocchi, tensioni, contrazioni spasmodiche che impediscono di stare davvero immobili per più di trenta secondi.

Espirazione, ed Io Sono Cosciente della espirazione. Osservazione del corpo… ed ecco, improvvisamente, il vento agita le foglie degli alberi.

Il vento agita le foglie, ed è Coscienza inspiegabile, non descrizione di parole. Magia. In che altro modo si può mai dipingere?

Non è un suono muto, oscurato da litanie interiori automatiche senza senso. E’ come nuovo. E’ fresco, oh si, non c’è mai stato nulla del genere prima d’ora. Vento tra le foglie degli alberi. Meraviglioso. Oh, si, meraviglioso.

Niente sforzo. Semplicemente, la Mente di Superficie è quieta nella Coscienza del Respiro, e si apre uno spazio incontaminato, uno spazio di quiete vigile, di percezione fresca, che non ha mai lasciato la Coscienza, ma è stato solo, per così dire, riempito di troppe cose casuali.

Uno spazio di meravigliosa, imponente vastità. Percezione oltre la descrizione.

Dov’è ora, la paura che vive di parole? Dov’è ora, la resistenza a una opinione di parole? Dov’è ora, la mente che dialoga parole? Dov’è ora, il tempo che parla e dice che non qui, non ora, ma più in là, più avanti, sarà meglio di Adesso?

So che lo perderò. Ma so come ritornare, perchè so che cosa ho perduto. Il Ritorno è il movimento della Via.

Sono lacrime, queste, sì. Ma non è dolore.

E’ una emanazione di gioia indescrivibile, il flebile movimento di un filo di un jeans alla brezza di un vento gentile, abbracciato dal Silenzio di uno sguardo.

E’ una emanazione di gratitudine incontenibile, danzare insieme alle foglie tremule di vento, in Silenzio, su una panchina di un parco cittadino.

 

Agire a deliberazione totale

L’esistenza di un essere umano è ciò che fa. L’esistenza di un essere umano sono le sue azioni. Non le sue parole, ahimè, finchè dorme. Non i suoi pensieri, ahimè, non finchè dorme. Finchè dorme, la quasi totalità di quelli che chiama i suoi pensieri non sono suoi. E non sono deliberati.


Le nostre azioni non possono che riflettere ciò che siamo. E dato che ciò che siamo è generalmente disunito, è il sempre mutevole punto mediano tra i molteplici io che parlano in noi e le voci interiori che le incoraggiano, le nostre azioni ci esprimono. Mancano di unità, di coesione. Mancano di deliberazione totale. Non c’è mai il nostro 100%. Beh, di fatto noi non ci siamo mai. Il Padrone non è mai in casa.

Ecco un bell’esercizio di Consapevolezza da praticare per renderci conto da noi stessi, con estrema chiarezza, di tutto ciò: agire a deliberazione totale.

La sua pratica è molto semplice. Mettiamo il 100% della nostra attenzione, di quella che riusciamo a pilotare, in ogni più piccolo gesto della nostra esistenza. Vogliamo pensare a qualcosa? Attiviamo il 100% delle nostre risorse mentali pilotabili su questa cosa. Dobbiamo camminare? Mettiamo il 100% di attenzione disponibile su questa azione, e solo su questa, fino al suo compimento. Stiamo per parlare ad un conoscente? Vedi sopra. Attenzione totale. Deliberazione piena. Sono in questa azione, ne sono consapevole e lo ricordo, la compio al 100% della mia deliberazione, metto in essa il 100% della mia focalizzazione. Non importa quanto sia questo 100%, se poco, molto. Mettiamocelo, nella sua interezza.

E poi, cerchiamo di mantenere questa focalizzazione sulla azione compiuta più a lungo che possiamo, non solo nei brevi momenti dell’inizio. Non permettiamo alla Mente di Superficie di tornare a divagare, di fatto di tornare a prendere il sopravvento su di noi. Sforziamoci per mantenere la nostra attenzione attiva e focalizzata esclusivamente sulla nostra azione, fino al suo compimento; cioè a dire, sforziamoci di usare la Mente di Superficie in accordo ad una delle sue meravigliose peculiarità, che in potenza sa esprimere magnificamente, se opportunamente allenata. Non camminiamo pensando a ciò che mangeremo stasera. Non mangiamo stasera pensando a dove andremo a  camminare domani.

E’ per questo che si chiama Lavoro Interiore, non gita fuori porta tra le chiacchiere del Risveglio.

Un esercizio meraviglioso. Il fulcro dello Zen. Non c’è limite alle cose che la sua pratica costante ci mostra e ci insegna.

All’inizio riusciremo a resistere non più di pochi secondi, prima di lasciare di nuovo ai veicoli il loro funzionamento automatico e inerziale sonnambolico. E’ normale, ed è anche una valvola di sicurezza, da non combattere, ma da spostare sempre più avanti nella sua attivazione. Il Padrone si desta con lo Sforzo, non con le chiacchiere. Non ha Energia, sulle prime, per sedere costantemente sul ponte di comando. Lo Sforzo lo alimenta. La deriva inerziale lo addormenta. Osservarlo da sè stessi vale milioni di parole come queste.

Una azione a deliberazione totale ne vale letteralmente migliaia compiute casualmente come sciocco che dorme. E’ una azione che ricordiamo. E’ una azione che lascia in noi un sapore differente. E’ una azione che onora la Vita. Persino raccogliere qualcosa da terra diventa una preghiera all’Infinito. Altro che racconti sui libri! Dopo settimane, ancora ricorderemo con chiarezza un nostro semplice gesto compiuto con deliberazione totale.

La sua pratica costante ci insegnerà a distinguere da noi stessi, ed oltre ogni dubbio, quando siamo desti e quando invece navighiamo nell’oblio, perchè il sapore dell’esperienza, e non ho altro modo per usare le parole, è totalmente diverso. Letteralmente, la Consapevolezza modifica l’automatico senso del tempo creato dalla Mente di Superficie. Letteralmente, l’afflusso di nuove Emanazioni inonda il nostro Campo di Consapevolezza. Emanazioni di cui nemmeno sospettavamo l’esistenza. Emanazioni che prima non potevamo notare, placidamente addormentati.

Agire a deliberazione totale significa entrare naturalmente nella magia del Silenzio Interiore, perchè la Mente di Superficie viene saturata di informazioni, gentilmente diretta, e non ha modo di lasciarsi andare al dialogo interiore associativo che ne rappresenta il suo funzionamento inerziale. Agire a deliberazione totale significa risvegliare, onorare e rendere sacra la nostra Presenza, perchè di questo si tratta. Onorare e rendere sacra la meraviglia di ciò che siamo realmente.

Non occorre null’altro per entrare nella Dimora del Drago. Null’altro serve, per raggiungere ed accrescere la nostra essenza immortale. Solo la pratica. Solo la pratica. Solo la pratica. Incessante, inflessibile, inesorabile. E’ possibile che trascorrano anni prima di cristallizzare, dunque mettetevi da subito, come dire, nel giusto spirito.

Semplice, bello, come tutto ciò che è Vero. Bello, semplice, come tutto ciò che è Reale.

 

Quale è il segreto di una Vita straordinaria?

Risposta semplice. Che non significa facile, attenzione.

Per vivere una Vita straordinaria, una Vita maestosa, è necessario mettere la nostra Voce del Cuore al comando totale della nostra esistenza, e mettere la nostra Morte di fronte a ogni nostro più piccolo gesto.

Punto. Questo è tutto. Niente complessità. Niente artificiose costruzioni ed invenzioni della Mente di Superficie. Niente dubbi.

Naturalmente, se bastasse scrivere o leggere un’affermazione del genere per manifestarla in azione, vivremmo in un’Umanità di Risvegliati Creatori. Ma dato che così non è, occorrono alcuni segnali stradali che ci indichino la corretta direzione, e ci aiutino a rimanere nella giusta rotta. Perchè, in genere, questioni di così capitale importanza sono del tutto ignorate; un fatto inevitabile, che ha una sua piena ragione, per chi sa osservare le parole tra i silenzi.

In genere, noi ci reputiamo immortali. La Morte ci lambisce, ci ricorda costantemente la Sua esistenza, ma non è mai cosa che ci riguarda. Una ragazza va a dormire, nella notte un terremoto mette fine alla sua esistenza, così, in un solo secondo di macerie, e chi è rimasto per così dire vivo legge la notizia sul giornale e poi si affretta ad aprire le pagine sportive. Una donna attraversa la strada, e un automobilista la abbatte; noi passiamo, c’è una scarpa sull’asfalto, così, come gettata in un momento di isteria; e allora via, via, verso il supermercato, o il parrucchiere, dove avremo modo di giudicare, criticare e lamentarci affossando di un altro millimetro la nostra maestosità.

Vivere una Vita straordinaria significa invertire questo sonnambolico ordine. Vivere una Vita straordinaria significa osservare senza cedimenti che in Verità noi non sappiamo quando la suprema potenza della Morte ci toccherà. Noi non lo sappiamo, capite? Lo capiamo, o stiamo dormendo come al solito?

E se non lo sappiamo, ne deriva che abbiamo tempo solo per vivere una Vita straordinaria. Semplice. Niente trucchi. Niente invenzioni.

Ma questa è solo la prima metà dell’equazione. La Morte ci mostra la magia della Vita, ma non basta, altrimenti finiamo per aggrapparci ad ogni singolo momento come disperati senza speranza. Quando invece la speranza c’è, eccome.

Quando la Morte ci mostra con sempre maggiore chiarezza la magia dell’esistenza, allora è il momento di fare amicizia, e poi seguire senza nessun indugio, il Suono che non si ode. Il Sussurro tra le foglie del Silenzio. La Voce del Cuore. Le Emanazioni di Dio dentro di noi.

E se già riportare la Morte al suo giusto ruolo è impresa titanica, questo raggiungimento rappresenta una vera e propria conquista. Perchè la Voce del Cuore non ha orari, nè tempo, nè stanchezza. La Voce del Cuore non conosce il finto riposo chiesto dalla Mente di Superficie, nè i finti limiti che essa autoimpone. La Voce del Cuore sa. Sa che cosa siamo in grado di fare. Sa che cosa siamo in grado di erogare. E ci incalzerà, senza tregua, senza alcuna pietà, inflessibile, inesorabile. Ci spingerà implacabilmente verso azioni che mai la Mente di Superficie oserebbe fare, tantomeno concepire. Perchè il suo scopo è lo scopo di Dio. La sua voce è la nostra eredità. La sua voce è il nostro canto di dei addormentati. E non si spegnerà mai. Nè mai vorrete che lo faccia, che sia benedetta.

Così, quando la Voce del Cuore, con il suo flebile e maestoso sussurro, ci chiederà di agire azioni che ci sembrano incredibili, con il tempo alla fine capiremo. Una Vita straordinaria passa dalle sue parole e dai suoi inviti. Una Vita maestosa passa dal nostro essere strumento del suo canto. Opponendo sempre meno resistenza. Rispondendo sempre più prontamente. Rispondendo sempre Sì.

Sì, Infinito, lo faccio, perchè posso farlo. Sia come Tu desideri.

Solo in questo modo, quando l’Infinito pronuncerà il nostro nome sulla Via del Ritorno, noi potremo tornare a testa alta. Solo in questo modo noi potremo andarcene svegli. Gioiosi, senza rimpianti, senza nulla di incompiuto. Fieri. Fieri della nostra Vita, e di ciò che abbiamo creato. Fieri di riconsegnarla, tutta, nelle mani di Dio. Fieri di essere stati, ed essere ancora, comandanti servitori della Luce.

Vivere una Vita straordinaria non è questione di fortuna, nè appannaggio di pochi predestinati. Vivere una vita maestosa è diritto ed eredità di ogni essere umano, senza alcuna distinzione. Ma sei pronto a pagarne il prezzo? Hai mai realizzato qualcosa che abbia un oggettivo valore senza sforzo, senza fatica, senza impegno, senza pazienza, senza inflessibile determinazione?