Crescita Personale – [ parte III ]

Crescita Personale significa crescita dello Stato del proprio Essere; non esiste altra Crescita Personale possibile.

Ma su quali fondamenti può reggersi questo cammino che non ha mai fine? Quali sono i pilastri sui quali questa crescita può svilupparsi in modo armonioso per la struttura interiore di un essere umano? Anche nella risposta a queste domande, nessuno si inventa nulla. Non c’è niente da inventare, ma solo tutto da riscoprire e vivere nella nostra Vita fino in fondo. Che cosa dobbiamo riscoprire? Evidentemente, le risposte. Le risposte che sono state già consegnate all’essere umano nell’istante esatto in cui è stato manifestato su questa Terra meravigliosa; proprio per permettergli di rispondere alla sfida più alta per la quale è stato creato: ritornare al Sè con i tesori del suo viaggio memorabile.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

I Giorni del Nulla

Ciclici, inesorabili, ineludibili. Arrivano inaspettati, almeno per chi non ne conosce l’esistenza. Sono necessari, eppure al loro arrivo il nostro primo istinto è fuggire ovunque purchè sia. Sono i giorni in cui la Vita si ritrae in sè stessa, lo slancio si disperde, le motivazioni tremulano indistinte come stelle fra le nebbie del crepuscolo. Sono i giorni dello Yin supremo. Sono i Giorni del Nulla.

I Giorni del Nulla hanno una cadenza che si aggira nell’intorno del mese lunare, sebbene non seguano precisamente le fasi del nostro satellite naturale. In linea di approssimazione, sono giorni ciclici che ritornano con una frequenza mensile, e come tale possiamo considerarli. La loro durata è in genere di due, massimo tre giorni consecutivi, raramente di più; uno di essi in particolare è il giorno di picco massimo.

 

The Call – La Chiamata

Un video creato dal Centro MareNectaris.

 

Diradare la nebbia sulla Via

Non mi sembra di andare da nessuna parte. E’ la strada giusta? Oppure no? Ma che dovrei fare?

Quante volte, nella nostra Vita, ci ripetiamo interiormente queste domande? Quante volte ci sforziamo di voler capire l’interezza, la meraviglia, la trama del tessuto mettendo al microscopio una sola singola parte? Quante volte cerchiamo di capire qualcosa senza agire per viverlo? Quante volte scivoliamo via dal Momento Presente per chiederci ” Si, ma che cosa… ? ” ( riempire i puntini con dubbi random ).

Ci sentiamo confusi. Stiamo cercando di capire dove stiamo andando, che cosa stiamo facendo, ma la nostra Mente di Superficie non riesce a cavarne nulla, e così in noi si liberano emozioni di confusione. Non è così?

Non può che essere così. Non è la Mente di Superficie il veicolo deputato alla comprensione della Via verso l’espansione della Consapevolezza. Quando finalmente capiremo che non c’è niente da capire, ma tutto da vivere? Quando finalmente ci abbandoneremo all’esperienza e lasceremo perdere le spiegazioni? Ma chi se ne frega di capire, se possiamo vivere ed esperire direttamente il maestoso mistero di questo Universo meraviglioso?

La confusione è la manifestazione di un contrasto, di una divisione in atto. Qualcosa in noi sta spingendo decisa ed inesorabile verso una direzione, qualcos’altro si oppone ben sapendo che questo significherà la fine del suo dominio di follia immortale. Nel mezzo di questa frattura, si librano emozioni di confusione, e la nostra identità oscilla. Quando siamo svegli, ma svegli davvero, la confusione scompare. Non c’è più. Non è forse vero?

Nella mia esperienza personale questo è vero. Senza alcun dubbio.

Noi sappiamo quello che dobbiamo fare, e sappiamo come farlo. Quando siamo allineati con nostro Sè Infinito in espansione, non ci sono dubbi, ma solo possibilità. Poi, l’Energia per sostenere il Sè Infinito viene meno, e rientriamo nel dominio della meccanicità, dove c’è confusione, paura, incomprensione. Dove 2 + 2 fa sempre 4. Dove la magia della Vita è oscurata da elettricità neuronica. Non possiamo diradare la nebbia sulla Via cercando di capire con la mente come farlo, o cercando di vedere qualcosa al di là di essa usando il veicolo sbagliato.

E allora che fare?

Due sistemi infallibili diradano la confusione: uno è la Presenza, l’altro è l’Azione. Non può esistere confusione se siamo in Azione, e non possiamo assolutamente essere confusi in stato di Presenza. Unire insieme queste due cose, cioè agire in stato di Presenza, è la fine senza appello della confusione. Il suo palesarsi come illusoria. Il suo sciogliersi, come neve all’equatore.

Dunque, lasciamo stare domande, valutazioni e calcoli, e dedichiamoci senza tregua ad agire, ed al radicamento dello stato di Presenza. Non solo in contesti protetti, come la Meditazione, o la pratica marziale o energetica. Ovunque. Dal fruttivendolo. Mentre leggiamo, scriviamo, lavoriamo, componiamo, assembliamo. Mentre laviamo i piatti. Più che mai quando interagiamo con altri esseri umani, che è lo spazio-tempo dove con maggiore ed irrisoria facilità cadiamo nel sonnambulismo.

Questo processo smantella la confusione. Questo processo dona chiarezza, e possibilità.

Se sei in confusione stai dormendo. Se osservi la confusione ti stai svegliando. Se agisci al di là della confusione, sei un essere libero.


 

L’esperimento del Silenzio Interiore

In genere, un essere umano è convinto di essere sveglio, di essere consapevole, perchè mettendo in relazione il suo stato di veglia con quello del sonno misura delle differenze percettive e delle possibilità che distinguono i due stati. Apparentemente, nello stato di veglia può fare qualcosa che nel sonno non può fare. Apparentemente, scivolando nello stato di coscienza del sonno, tutte le percezioni dei veicoli fisico, mentale ed emozionale si spengono, cosa che non può avvenire nello stato di veglia.

Ciò porta a distinguere ai suoi occhi questi due stati in termini di Consapevolezza. Cioè a dire, quando sono sveglio cono consapevole, quando dormo non lo sono.

Tuttavia, in relazione al proprio Lavoro Interiore atto a potenziare le proprie percezioni e la Consapevolezza delle proprie possibilità, tale distinzione diventa molto presto un’approssimazione ironica. Se davvero stiamo lavorando verso l’espansione della nostra Consapevolezza, presto si realizza con lucida chiarezza che quello che l’essere umano chiama consapevolezza cosciente è uno stato di sonno reattivo, in cui reazioni automatiche si mettono in moto in conseguenza di azioni di stimolo, e le stesse reazioni si attivano in conseguenza dei medesimi stimoli, ogni giorno, ogni volta, per tutta la Vita.

Che cosa pensereste se vedeste con chiarezza inequivocabile un essere umano reagire sempre nello stesso modo a seguito di una stessa causa ? Che cosa pensereste se vedeste con chiarezza inequivocabile un essere umano che reagisce nello stesso modo a fronte della medesima causa, e non ha alcun controllo su tale reazione ? Che cosa pensereste, se vedeste tale meccanismo in funzione sempre nello stesso modo per anni e anni ?

In termini di Consapevolezza, questo non può chiamarsi altro che sonno. Premo un tasto, ottengo un risultato. Diciannove anni dopo, premo lo stesso tasto ed ottengo il medesimo risultato.

Grazie al nostro Lavoro Interiore, un giorno vedremo davvero, con i nostri occhi, un essere umano reagire sempre nello stesso modo a seguito di una stessa causa, ogni volta così da anni e anni, senza avere alcun controllo su tale reazione. Con una punta di ironia, o con orrore incontrollato, scopriremo che quell’essere umano siamo noi. Vi consiglio l’ironia. E’ molto più costruttiva.

Un esperimento molto semplice può portare un essere umano alla porta di un Mondo incredibile che è proprio davanti al suo naso. Un esperimento di poche decine di secondi, che mette di fronte alla sua Consapevolezza il fatto energetico che nel suo stato di veglia le percezioni dell’esistenza sono pesantemente annebbiate. Un esperimento che può fargli capire davvero che ciò che chiama stato di veglia consapevole è pericolosamente simile ad un sonnambulismo fuori controllo.

Mettiamoci in stato di quiete, in qualsiasi modo preferiamo, e sforziamoci, anche solo per pochi secondi, di riorientare il più possibile, ed il più a lungo possibile, la nostra attenzione dalle chiacchiere della mente verso le percezioni dell’istante presente raccolte dai nostri sensi.

Invece di seguire i pensieri automatici della Mente di Superficie, restiamo il più a lungo possibile in questo stato. Niente interpretazione. Niente chiacchiere mentali. Solo, ed esclusivamente, percezione. Non è forse Meditazione, questa? Iniziamo a comprendere il valore maestoso di questa disciplina?

Dopo pochi secondi, la Mente di Superficie ed il suo baccano riconquisteranno la nostra attenzione, magari scatenando in noi pensieri del tipo “basta perdere tempo in questo modo“, oppure “ok, diciotto millisecondi bastano“, oppure “va bè, ho capito, questa cosa mi è chiara“, oppure “sta cosa non fa per me. Piuttosto, fammi andare a …” ecc. ecc.

Tuttavia, questo esperimento, per quanto poco possa durare, metterà in luce, soprattutto se praticato costantemente, una serie di considerazioni davvero interessanti.

Dove sono finite le nostre preoccupazioni, il nostro stress, la nostra fretta, le nostre brame, negli istanti dell’esperimento? Sono letteralmente svanite. Ma allora chi è che le crea? Esistono davvero, o sono solo invenzioni di un nostro apparato interiore fuori controllo?

Le nostre percezioni, la nostra presenza, la nostra integrazione con il mondo intorno a noi, si sono potenziate esponenzialmente durante l’esperimento, non è così? Quale è la prova? Il nostro ricordo molto più lucido di quei momenti successivamente all’esperimento. Cioè a dire, se in genere una giornata passa via e non ce ne ricordiamo nulla se non pochi particolari, negli istanti dell’esperimento la nostra attenzione, e successivamente il nostro ricordo dell’esperienza, sono molto più amplificati e chiari. Non è forse come se fossimo stati più svegli, più attenti, più vivi, di fronte alla nostra Vita, nei momenti dell’esperimento?

Provate. Provate questo semplice esperimento. Non vi richiede null’altro che uno sforzo di riorientamento della propria attenzione dalla mente alle percezioni. Non vi richiede che pochi secondi. Ma pochi secondi saranno sufficienti a socchiudere di un epsilon la Porta dell’Infinito. Pochi secondi saranno sufficienti a farvi dare una occhiata fugace oltre la Porta, allo stato di lucida Consapevolezza che esiste oltre le chiacchiere della vostra mente. Uno stato che vi sta aspettando. Uno stato che aspetta tutti noi.

E chissà, pochi secondi potrebbero persino scatenare in voi l’immensa nostalgia del Ritorno.

 

La Meditazione come via – un sito italiano sulla Meditazione

Mudra per la pratica dello ZazenIl sito internet Meditazione Come Via, strettamente correlato al Corso di Meditazione presso il Centro Natura di Bologna, presenta un numero considerevole di testi e lezioni dedicati alla pratica della Meditazione, ma anche brani appartenenti alle diverse tradizioni spirituali o di ricercatori indipendenti, che sono ritenuti vicini al lavoro praticato durante le lezioni del corso.
Un sito di riferimento
per la regale disciplina della Meditazione; un sito dove troverete semplici esercizi da praticare per risvegliare ed espandere la vostra Consapevolezza, e dove troverete parole di saggezza di chi è passato prima di voi per le vostre eventuali difficoltà del momento. Un sito che può indirizzarvi ad un approfondimento diretto della pratica della Meditazione secondo le tradizioni Vipassana e Zen, così come sono insegnate al Centro Natura.

Buona navigazione. Ma soprattutto, buona pratica.

La via è fondamentalmente perfetta, assoluta, include tutto, permea ogni cosa. Come potrebbe mai dipendere da una pratica o da una realizzazione? Il Dharma è libero, privo di ostacoli. Perchè l’uomo deve compiere lo sforzo della concentrazione? In verità il grande corpo dell’uomo è al di là della polvere di questo mondo. Se è così perchè mai pensare che ci sia bisogno di un mezzo per toglierla? Esso non è mai lontano, non è mai separato da nessuno e da nessuna cosa. E’ sempre là dove esattamente siamo. A che serve girare a vuoto di qua o di là se vogliamo praticare? Se creiamo una separazione, per quanto piccola, sarà sufficiente a separarci dalla Via tanto quanto la terra dista dal cielo. Se discriminiamo continuamente tra scelte e rifiuti, per piccoli che siano, la mente si perderà nella confusione. Quando qualcuno pensa si aver compreso e si illude d’aver raggiunto il Risveglio intravedendo la Grande Saggezza che penetra tutte le cose, costui si è solo di poco avvicinato alla Via. La mente di questa persona diventa più chiara e nasce in lei il desiderio di dare la scalata anche al cielo.

Avete la fortuna di vivere in forma umana, non perdete quindi del tempo prezioso e date il vostro contributo all’opera essenziale della Via del Buddha. Chi mai può trarre piacere dalla fiamma scaturita dalla selce? Forma e sostanza sono come rugiada sull’erba. Il tempo è rapido come il fulmine; un istante, e non c’è più. Vi prego, cari discepoli dello zen, abituati da molto tempo a palpare l’elefante nell’oscurità, non abbiate paura del drago vero. Consacrate tutta la vostra energia alla Via che indica l’assoluto. Rispettate l’uomo che ha realizzato la Via e che è andato al di là delle azioni ordinarie umane. Entrate in armonia con l’illuminazione del Buddha. Siate i successori della linea di trasmissione leggittima del Satori e dei patriarchi. Comportatevi così e diverrete come loro. La vostra segreta stanza del tesoro si aprirà e potrete farne l’uso che vorrete.

brani tratti dalle Regole universali per la pratica di Zazen
del Maestro Dogen Zenji ( 1200-1253 )
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