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La Legge di Risonanza - di Giulio Achilli
IO·SONO·ORIGINE - nuova edizione cartacea
La Legge di Risonanza è una delle Leggi Spirituali Fondamentali del nostro Universo meraviglioso. Essa determina con precisione assoluta che cosa un essere umano raccoglie dalla sua propria semina, perchè ogni nostro raccolto è il frutto non eludibile di una semina che parte da noi. Questo libro, in una nuova edizione cartacea, espande ed approfondisce il testo completo del film-documentario prodotto dal Centro MareNectaris; ed ha l'Intento di presentare al lettore un sentiero di comprensione di questa Legge, e una modalità operativa di accordo al suo funzionamento. Per costruire una Vita migliore, più creativa, più equilibrata, più serena, e pienamente integrata nel tessuto della propria intima Ricerca Spirituale.

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Il Processo di Accettazione
il video-percorso su YouTube

Quanto conta l’opinione di un sonnambulo?

Uomo o donna che sia, quando un essere umano cade totalmente nell’identificazione con i suoi meccanismi interiori pensiero-emozionali, la sua condizione diventa null’altro che quella di un sonnambulo. Un meccanismo si è impadronito dell’intero Campo di Consapevolezza, e lo sta usando per i suoi fini, per un tempo impredicibile, ed in pressochè nulla considerazione delle conseguenze che ne deriveranno.

Naturalmente, occorre essere prima di tutto consapevoli quanto noi stessi si diventi sonnambuli con facilità disarmante, prima di poter anche solo azzardare un’osservazione oggettiva del mondo esterno. E’ una presa di coscienza, una consapevolezza appunto, che ci mostra quanto scarso sia il nostro controllo sul Campo di Energia che noi siamo, quanto scoraggiante sia osservare un intruso interiore fare qualcosa senza riuscire ad impedirglielo, quanto facile sia ritrovarsi, cioè risvegliarsi, a pensare pensieri assurdi, negativi e depotenzianti ai quali avevamo aderito come se li avessimo pensati deliberatamente. Ricordate sempre le parole di Gurdjieff: fintanto che un essere umano non si fa orrore, non sa niente di se stesso.

Ora, se questa condizione è in noi più o meno consapevole, nella gran parte dell’umanità, priva di strumenti interiori di lavoro, priva persino della conoscenza di questi strumenti, come potrà mai essere? Quella che è. Quello che è di fronte ai nostri occhi.

Un essere umano si sveglia dal sonno notturno. Dopo qualche minuto, un meccanismo interiore costituito di pensiero-emozione prende il sopravvento su di lui, e comincia a pensare nella sua testa pensieri con il pronome ‘Io‘. Questo essere umano, privo di protezione, immediatamente diventa questi pensieri ‘Io‘, e così sorgono in lui emozioni risonanti con i pensieri di questo ‘Io‘. Certo, questo ‘Io‘ può essere sereno, positivo, se magari fuori c’è il Sole, ma se piove, questo ‘Io‘ può essere davvero feroce. Una ferocia di pensieri di negatività e depotenziamento.

Purtroppo piove. Questo essere umano, caduto nel meccanismo, ci incontra, ed immediatamente, senza che noi lo si abbia nemmeno invitato a farlo, comincia a spalancare le porte delle sue opinioni personali sulla nostra Vita. Devi fare così, devi fare colà, questa cosa avresti dovuto farla colì, stai sbagliando a fare questo, ma non capisci quest’altro, ecc. ecc.

Opinioni, appunto. Non Realtà. Opinioni di un meccanismo. Divertente, no?

Forse questo essere umano non sa come proteggersi dall’insorgere di un meccanismo, ma noi si. Perchè sappiamo come proteggerci? Perchè stiamo lavorando da tempo immemorabile su questa protezione. Perchè sappiamo che cosa significa cadere nell’identificazione con un meccanismo pensiero-emozionale, visto che migliaia di volte ci è toccato osservarlo in noi stessi in maniera spesso tragicamente impotente.

Quale è questa protezione? Semplice. E’ la protezione che scaturisce dal nostro sapere interiore che questo essere umano è caduto in una identificazione meccanica, e in essa si è addormentato. Chi sta parlando non è ciò che questo essere umano è davvero, ma un meccanismo casuale accidentale in cui si è totalmente identificato. E così, ricordando costantemente a noi stessi questo fatto energetico, possiamo gestire con distacco ciò che sta dicendo. Qual’è la prova di questo? Se inondiamo di comprensione, tolleranza e gentilezza questo essere umano, letteralmente inattiviamo, o sfumiamo, la sua identificazione. Oppure, se ricordiamo deliberatamente come abbiamo interagito ieri, quello che sta parlando adesso potrebbe sembrare persino un estraneo. E allora prima chi ci stava parlando? E ieri? E adesso?

E’ la protezione che scaturisce dalla consapevolezza che quando un essere umano cerca di togliere pagliuzze dai nostri occhi con le sue opinioni assolute, non sta parlando di noi, ma di lui stesso. Le sue opinioni non sono rivolte a noi, ma a lui stesso. Fondamentalmente, lui ci sta usando come specchio, e non ne è consapevole, per cui tutto quello che sta dicendo, lo sta dicendo a lui stesso. E’ lui che dovrebbe fare così e cosà, non noi. E’ lui che dovrebbe capire questo e quello, non noi. Questa è una Legge, non un piacevole ricamo di consolazione. E’ la Legge dello Specchio. E allora, se sta parlando di lui, perchè devo crederci io?

E’ la protezione che scaturisce dalla consapevolezza che un essere umano in balia di meccanismi interiori negativi cerca sempre, ed inconsapevolmente, di trasferire all’esterno il suo malessere per provare sollievo; e riuscirà con maggiore efficacia in questo suo inconsapevole desiderio di sollievo se riuscirà a far entrare uno o più altri esseri umani in risonanza con questo meccanismo. In altre parole, le sue opinioni distruttive e depotenzianti trasferite verso di noi puntano anche ad indurre in noi la comparsa di meccanismi interiori pensiero-emozionali risonanti, che così alimenteranno in progressione esponenziale l’intero sistema per la Legge di Risonanza, che funziona indipendentemente dalla qualità dell’Energia coinvolta.

Quanto contano le opinioni di un sonnambulo? Nulla per noi, moltissimo per lui. Ma non sottovalutate lo scenario, perchè se non rispondete con un sacro distacco di acciaio, se credete automaticamente a queste parole, se vi identificate con queste opinioni, finite per attivare in voi stessi, per risonanza, proprio queste opinioni; qualcosa che non vi appartiene affatto, ma che vi è stato trasferito al solo scopo di propagarsi e mantenersi in vita. Usando la vostra Energia, naturalmente.

Filtrate con una trama implacabile qualsiasi parola tenti di accedere al vostro Campo di Consapevolezza, sia essa interiore o esteriore. Niente e nessuno deve passare, se il vostro Intento dice no.

Niente e nessuno deve passare, se il vostro Intento dice no.

Nella Biblioteca di MareNectaris
Virtù Superiori
di Giulio Achilli
36 Discipline per la costruzione di un'Anima
Virtù Superiori è un libro in cui 36 Discipline di Potere, 36 attitudini interiori, si uniscono in forza coesiva per accordarsi ad uno scopo supremo, alla più grande e più straordinaria delle nostre possibilità: ritornare in Coscienza all'Essenza Interiore Reale che noi siamo veramente nelle nostre meravigliose profondità interiori. Ritornare in Coscienza al Sè Divino che noi siamo in Verità.

Concentrazione
di Ernest Wood
Un corso pratico con supplemento sulla Meditazione
La nostra mente è un meraviglioso veicolo di creazione, esplorazione e comprensione della Realtà. Questo libro di Ernest Wood introduce ed approfondisce alcuni assiomi fondamentali necessari al pieno sviluppo di questo strumento, in un percorso costituito da contenuti teorici, esercizi pratici, ed una progressiva coltivazione degli stati interiori cardinali di questa riconquista: la Concentrazione, la Meditazione e la Contemplazione.

Lo Sfidante
di Giulio Achilli
Chi sta usando la tua mente? - nuova edizione cartacea
Il testo completo del film-documentario in una nuova edizione cartacea aggiornata ed ampliata; con nuove aggiunte ed integrazioni al testo originale; una serie di Esercizi di Lavoro Interiore per trasformare il Sapere in Saggezza; una parte finale dedicata alle domande e risposte, con alcuni tra i quesiti più interessanti proposti dai Viaggiatori nel corso del tempo.

Introduzione alla Meditazione
di Giulio Achilli
Il divino strumento del Ritorno alla Verità del Sè
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Meditazione è creare uno spazio interiore di Silenzio ed Ascolto, in cui il Sè Superiore, l'Anima, la Triade Superiore, il vero Viaggiatore, può cominciare finalmente ad emergere, a riversarsi nella nostra Coscienza, ed infine a manifestarsi, nel divino scopo per cui ha assunto la sua attuale forma umana. Come da sempre desidera ed anela. Come da sempre ci incita a fare.

As a man thinketh
di James Allen
La traduzione in italiano dell'opera più famosa dell'autore
Vai alla pagina ufficiale dell'opera
As a man thinketh è un libro scritto da James Allen nel 1902. "Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è": attraverso queste parole, l'autore ci conduce in un viaggio di scoperta nel quale diverremo consapevoli che il potere del nostro pensiero è in grado di manifestare la realtà che desideriamo.

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Intento e Attenzione

L’Intento e l’Attenzione sono due forze molto potenti nell’insieme delle possibilità percettive ed esplorative di un essere umano.

A livello intuitivo, siamo senza ombra di dubbio tutti in accordo con l’importanza che rivestono queste due forze nella creazione di una Vita straordinaria. Nel pratico, ci imbattiamo costantemente nella polarità opposta, in un modo di utilizzare queste due forze che è esatto opposto di come andrebbero focalizzate. Curioso, non è vero? Il mondo esprime decisioni e comportamenti esattamente polari a quelli che persino il comune buon senso suggerirebbe. Non sottovalutate il potere delle ottave discendenti. Nè la Legge del Ritmo.

Un essere umano che conosce queste due forze solo di nome ( forse ), le utilizza in genere in maniera dissociata, inconsapevole e casuale. Là dove è il suo Intento, non c’è la sua Attenzione. L’Attenzione, a sua volta, non c’è perchè è letteralmente prosciugata da casuali associazioni elettrico-neuroniche nel suo cervello, che creano una realtà virtuale che si sovrappone costantemente alla Realtà. Quando poi l’Infinito crea nuove situazioni, nuovi eventi a cui fare fronte nella Realtà, allora l’Intento e l’Attenzione possono mettersi in risonanza come risposta all’evento, ma ci restano molto poco, solo fino a quando non ci si riassesta il più velocemente possibile nel vecchio equilibrio conosciuto, e l’Intento se ne va di nuovo da un’altra parte rispetto all’Attenzione. E tanti saluti.

Questo scenario è ciò che possiamo trovare spesso descritto come Legge dell’Accidente. Ci sembra di aver deciso, invece abbiamo risposto. Ci sembra di aver focalizzato, invece stiamo dormendo. Della grossa.

Una prima riflessione potrebbe suggerirci che l’Intento e l’Attenzione siano fondamentalmente sinonimi, ma non è affatto così, come poi la Presenza ci permette di dirimere in noi stessi. Sono due forze meravigliose, che possono agire in risonanza di fase, che possono agire in maniera coerente, come un intreccio di corde che è ben più della somma della resistenza della singola parte. Ma sono due forze distinte.

Un essere umano che sta lavorando interiormente sulla sua Presenza, conosce sempre più profondamente le forze dell’Intento e dell’Attenzione, perchè in un certo senso le corteggia. Le invita a mostrarsi. Le chiama a manifestarsi. Le osserva dispiegarsi in sè. Ne misura i risultati. Lavora per portarle sotto il suo cosciente controllo. Mentre magari se ne siede placidamente in metropolitana, guardando fuori da un finestrino scuro. I prodigi della Legge del Mistero.

E così, ciò che prima era dissociato, inconsapevole e casuale diventa lentamente collegato, cosciente e causale, in un continuo lavoro sottile fatto di osservazione, misurazione e verifica interiore. Là dove l’Intento viene posto, viene portata deliberatamente l’Attenzione, o meglio, viene invitata a rimanervi in risonanza. Questo processo toglie letteralmente carburante alle associazioni casuali elettrico-neuroniche del cervello, perchè l’Attenzione non le alimenta più, essendo posta altrove; certo, queste associazioni restano, ma semplicemente perdono Energia e si attenuano, vanno in sottofondo, come il flebile rumorio di una radio sintonizzata sul nulla. E così, quando l’Infinito crea nuove situazioni, nuovi eventi a cui fare fronte, allora l’Intento e l’Attenzione si muovono insieme in eleganza, sintonia e risonanza per garantire il miglior risultato possibile come risposta, ma poi tornano con serenità e distacco là dove esse erano state poste prima, in risonanza di fase. In coerenza, potremmo dire.

Questo lavoro di collegamento, di accordo, come tutti i processi interiori, non va mai condotto forzando, nè va mai protratto oltre l’equilibrio del momento. Come tutti i processi interiori di riconfigurazione, è un lavoro tenue, invisibile, silenzioso, costante, come la crescita di una pianta. Non è una gara, e il tempo non è l’unità di misura. E’ il procedere ciò che conta, non la meta, perchè la meta altro non è che l’espressione del procedere: non esiste meta, senza i passi compiuti per raggiungerla.

Accordare l’Intento all’Attenzione significa creare. Creare una Realtà come figlia del principio Yang dell’Intento e del principio Yin dell’Attenzione. Creare una Realtà come espressione cosciente, invece che casuale, dell’unicità di ciò che siamo nel profondo.

Creare. Una delle nostre più sublimi capacità. Non sarebbe meglio esercitarla in maniera deliberata?

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L’impatto della frammentazione

Quando un essere umano comincia a conoscersi un pò, vede in se stesso delle cose che lo fanno inorridire. Fintanto che un essere umano non si fa orrore, non sa niente di se stesso.

Ricordo con chiarezza la mia reazione, quando lessi queste parole per la prima volta. Lo stato della mia Consapevolezza di quel momento, e la summa di quanto avevo letto in quel libro fino a quel punto, mi portarono subito alla conclusione che l’uomo che aveva pronunciato queste parole era un pazzo pericoloso. Pericoloso, perchè parlava in modo da destabilizzare pesantemente le strutture interiori di chi lo ascoltava. E chi era costui, per permettersi di parlare in questo modo?

E poi, ciò che diceva era ai miei occhi palesemente falso, perlomeno per quel che riguardava me. Mi sentivo sul cammino, volenteroso e pieno di entusiasmo. Non provavo alcun orrore di me stesso, anzi. E dunque, ritenevo a maggior ragione che quello che stavo leggendo fosse uno stormo di parole false alle quali non credevo assolutamente.

Del resto, già avevo abbondantemente rimosso come non attinente al mio caso una parte precedente, che aveva provocato in me una seria avversione al libro che avevo tra le mani.

Il più grande insulto per un ‘uomo-macchina’, è dirgli che non può fare nulla, che non può raggiungere nulla, che non potrà mai avvicinarsi ad uno scopo qualsiasi e che, tendendo verso uno scopo, ne farà apparire inevitabilmente un altro. E di fatto non può essere altrimenti. L’ ‘uomo-macchina’ è in balìa dell’accidente, del caso.

Forse, pensavo, sarà vero per qualcun altro ma non per me. Se mi metto in testa qualcosa, continuavo, io la porto a termine, e quello che manifesto è e sarà esattamente quello che volevo inizialmente. Insomma, alla fine tutta questa parte era per me esattamente un grande insulto. Come potevo io non avere il potere di fare nulla e raggiungere nulla?

Così, mi disfeci di quel libro con la velocità del lampo, nel modo che all’epoca mi era peculiare quando volevo sbarazzarmi di qualcosa che avevo deciso non essermi di alcuna utilità.

E da quel momento sono trascorsi anni.

Ed ora, solo ora, capisco perfettamente quanto quel testo ha tentato di comunicarmi. Ed è un sapere che non è legato ad alcun insegnamento diretto di scuole di Quarta Via, cioè scuole che si rifanno espressamente agli insegnamenti di Gurdjeff. Nessun essere umano addentro alla Quarta Via mi ha mai parlato di tutto questo. Nessun praticante della Quarta Via ha mai tentato di convincermi intellettualmente di questo, anche perchè, qualche anno fa, lo avrei allontanato da me con la rapidità della luce.

La Vita mi ha fatto il regalo più bello. La Vita me lo ha fatto vedere con i miei occhi.

Io ho visto cose in me che davvero, davvero, mi hanno fatto orrore. Io ho visto chiaramente in me come il potere di fare fosse inestricabilmente incatenato alla legge dell’accidente e alla conseguente casualità del subire accidentalmente una qualsiasi Terza Forza. Io ho visto chiaramente, dentro di me, quanto il potere di fare fosse spazzato via da quella moltitudine altalenante che usa sempre il pronome ‘Io’, e vuole in maniera altrettanto altalenante una moltitudine di cose diverse.

Io ho visto chiaramente, dentro di me, quanto le parole che tanto mi avevano disturbato fossero vere, al punto da mostrarmi come il sole a mezzogiorno l’arroganza e la presunzione con le quali le avevo sotterrate.

Per cui, a tutti quelli che sono stati presi nella gravitazione del Lavoro Interiore, desidero esprimere un invito.

Preparatevi all’impatto.

Preparatevi all’impatto con serenità, con grazia, con disciplina, con efficienza, ma preparatevi, perchè lo vedrete con i vostri occhi e non sarà un bel vedere. Preparatevi all’impatto della realizzazione che l’Intento necessario a creare e sostenere la Terza Forza che vi dia il potere di fare parte da un livello molto prossimo allo zero. Chi sta lavorando interiormente sa perfettamente che cosa intendo dire con questa frase, dunque non la spiegherò oltre.

Preparatevi all’impatto, perchè qualsiasi sia la strada di ricerca interiore che state percorrendo, un giorno dovrete passare da questo Varco. E se non avete preparato un bel bagaglio di serenità, accettazione e disciplina, potrebbe essere duro fronteggiare l’orrore della vista e della pressochè totale incontrollabilità delle molteplicità divise che vedrete dentro di voi. Una la mattina, un paio il pomeriggio, e visto che non ci facciamo mancare niente, un paio anche la sera e per la notte. E tutte vogliono e desiderano cose diverse, l’una dall’altra. Sto andando al mare? Ma non mi piacevano i monti? Ma allora perchè adesso sto andando in città?

Non arrivate al Varco senza essere preparati all’impatto.

Anche solo sapere che esiste vi aiuterà. Di questo ne sono sicuro.

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