MICAT·IN·VERTICE
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Lo Sfidante
di Giulio Achilli
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Chi sta usando la tua mente? - nuova edizione cartacea
Il testo completo del film-documentario in una nuova edizione cartacea aggiornata ed ampliata; con nuove aggiunte ed integrazioni al testo originale; una serie di Esercizi di Lavoro Interiore per trasformare il Sapere in Saggezza; una parte finale dedicata alle domande e risposte, con alcuni tra i quesiti più interessanti proposti dai Viaggiatori nel corso del tempo.

Vento tra le foglie degli alberi

Nel Silenzio, su una panchina di un parco cittadino.

Là fuori, a pochi metri, il subbuglio orgiastico di un mondo che corre, verso un abisso che non ha mai osato scrutare davvero. Un mondo fatto di paura, resistenza, mente e tempo. Quattro sinonimi.

La Mente di Superficie viene ancorata al Respiro. Questa semplice operazione, così semplice, come per incanto, spalanca i cancelli della percezione. Non è solo osservare la Mente di Superficie, perchè la Mente di Superficie non può essere osservata se non da una Presenza che ha sviluppato un Intento sufficiente.

Senza Energia sufficientemente polarizzata, infatti, osservare la Mente di Superficie senza ancorarla a nessun atto deliberato di concentrazione significa scivolare velocemente nelle rapide del suo funzionamento. E quando avviene, improvvisamente, potremmo persino svegliarci: potremmo ricordarci che ci siamo dimenticati di osservare.  Se siamo sufficientemente vigili, onesti, e autoironici.

Inspirazione, ed Io Sono Cosciente della inspirazione. Osservazione del corpo, e di ciò che in esso sta accadendo a seguito della inspirazione. Osservazione di blocchi, tensioni, contrazioni spasmodiche che impediscono di stare davvero immobili per più di trenta secondi.

Espirazione, ed Io Sono Cosciente della espirazione. Osservazione del corpo… ed ecco, improvvisamente, il vento agita le foglie degli alberi.

Il vento agita le foglie, ed è Coscienza inspiegabile, non descrizione di parole. Magia. In che altro modo si può mai dipingere?

Non è un suono muto, oscurato da litanie interiori automatiche senza senso. E’ come nuovo. E’ fresco, oh si, non c’è mai stato nulla del genere prima d’ora. Vento tra le foglie degli alberi. Meraviglioso. Oh, si, meraviglioso.

Niente sforzo. Semplicemente, la Mente di Superficie è quieta nella Coscienza del Respiro, e si apre uno spazio incontaminato, uno spazio di quiete vigile, di percezione fresca, che non ha mai lasciato la Coscienza, ma è stato solo, per così dire, riempito di troppe cose casuali.

Uno spazio di meravigliosa, imponente vastità. Percezione oltre la descrizione.

Dov’è ora, la paura che vive di parole? Dov’è ora, la resistenza a una opinione di parole? Dov’è ora, la mente che dialoga parole? Dov’è ora, il tempo che parla e dice che non qui, non ora, ma più in là, più avanti, sarà meglio di Adesso?

So che lo perderò. Ma so come ritornare, perchè so che cosa ho perduto. Il Ritorno è il movimento della Via.

Sono lacrime, queste, sì. Ma non è dolore.

E’ una emanazione di gioia indescrivibile, il flebile movimento di un filo di un jeans alla brezza di un vento gentile, abbracciato dal Silenzio di uno sguardo.

E’ una emanazione di gratitudine incontenibile, danzare insieme alle foglie tremule di vento, in Silenzio, su una panchina di un parco cittadino.

Nella Biblioteca di MareNectaris
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Chi sta usando la tua mente? - nuova edizione cartacea
Il testo completo del film-documentario in una nuova edizione cartacea aggiornata ed ampliata; con nuove aggiunte ed integrazioni al testo originale; una serie di Esercizi di Lavoro Interiore per trasformare il Sapere in Saggezza; una parte finale dedicata alle domande e risposte, con alcuni tra i quesiti più interessanti proposti dai Viaggiatori nel corso del tempo.
Virtù Superiori
di Giulio Achilli
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36 Discipline per la costruzione di un'Anima
Virtù Superiori è un libro in cui 36 Discipline di Potere, 36 attitudini interiori, si uniscono in forza coesiva per accordarsi ad uno scopo supremo, alla più grande e più straordinaria delle nostre possibilità: ritornare in Coscienza all'Essenza Interiore Reale che noi siamo veramente nelle nostre meravigliose profondità interiori. Ritornare in Coscienza al Sè Divino che noi siamo in Verità.
Concentrazione
di Ernest Wood
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Un percorso verso la Meditazione - corso pratico con supplemento sulla Meditazione
La nostra mente è un meraviglioso veicolo di creazione, esplorazione e comprensione della Realtà.
Questo libro di Ernest Wood introduce ed approfondisce alcuni assiomi fondamentali necessari al pieno sviluppo di questo strumento, in un percorso costituito da contenuti teorici, esercizi pratici, ed una progressiva coltivazione degli stati interiori cardinali di questa riconquista: la Concentrazione, la Meditazione e la Contemplazione.
Essere e Fare
di Giulio Achilli

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Il fare come conseguenza dell'Essere
Il cammino di ogni essere umano è diretto a raggiungere sempre più in profondità ciò che egli è, perchè il suo cammino è lo scopo di Dio. Non c'è altro scopo, nessun'altra direzione all'infuori di questa.
In questo senso, fare non serve a nulla, perchè non è a partire dal fare che tale viaggio verrà compiuto.
Crescita Personale
di Giulio Achilli

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Lo sviluppo cosciente e deliberato di un Ponte interiore verso stati di Coscienza superiori
Il termine Crescita Personale ha in questo contesto un significato ben preciso: lo sviluppo cosciente e deliberato di un Ponte interiore verso stati di Coscienza superiori. Questo processo coincide con ciò che tutte le tradizioni esoteriche radicate nella Verità chiamano creazione e sviluppo di un'Anima: la creazione e lo sviluppo di una sottile Quintessenza interiore che possa mantenere la Coscienza di Sè alla dissoluzione del corpo fisico, e si ponga in cosciente e deliberato accordo con la sua propria evoluzione.

Il cambiamento sei tu

Il cambiamento non è un’utopia di un futuro immaginario. Non è qualcuno che scoperchia un vassoio e ti dice “prendi, questo è per te“. Non è un ritiro dal Mondo dietro una maschera di superiore arroganza. Non è un distacco che altro non è che paura del reciproco condividere. Non è aspettare che qualcuno faccia il lavoro duro, e poi venga a bussarti alla porta con il gentile omaggio di un Fuoco che non potresti nemmeno capire con la mente.

Il cambiamento sei tu.

Il cambiamento sei tu, quando la tua gratitudine è totale. Quando apri gli occhi ogni mattina, e indipendentemente da ciò che vedi, ti alzi in piedi, e pronunci un silenzioso “ Grazie ” per tutti i doni meravigliosi che fino ad ora non hai voluto vedere. Per tutte le creazioni che hai generato e stai generando, che sono belle, sono forti, e sono tue.

Il cambiamento sei tu, quando il tuo perdono è totale e senza riserve. Quando sei molto, ma molto, ma molto benevolente con i tuoi compagni esseri umani, ma molto, molto, molto implacabile con le tue interiori iniquità.

Il cambiamento sei tu, quando la tua Integrità è un mantello di Consapevolezza Implacabile, che non è in vendita per mille euro e non è in vendita per un miliardo di euro. Quando il tuo specchio riflette un essere libero. Non libero da schiavitù esteriori apparenti, ma libero di emanare la Luce dell’Infinito Signore di tutti gli Universi, benedetto sia il Suo Nome in ogni Sua emanazione.

Il cambiamento sei tu, quando di fronte all’odio la tua Spada diffonde Amore silenzioso. Quando sai ciò che devi fare, e lo fai, in nome e per conto dell’Infinito che te lo chiede. Senza intrusioni. Senza applausi. Ritirandoti in pace, alla fine, in quiete e serenità, perchè ciò che dovevi fare è stato fatto, ed è solo questo quello che conta.

Il cambiamento sei tu, quando non arretri di un millimetro di fronte alla voglia di fuggire dalle tue emozioni turbolente. Quando ti sollevi sulla tua Spada, e di fronte a ciò che non sei, di fronte a ciò che vuole addormentarti ancora, pronunci “ Tu, ora, non puoi passare “. Ed in verità è così. Tu non puoi passare. Non fuggirò da una emozione che altro non è che sensazione. Non fuggirò da ciò che sto creando. Non fuggirò, e non arretrerò un millimetro. Perchè tu non puoi passare, e questo è il mio comando.

Il cambiamento sei tu, quando la Luce della Consapevolezza brilla maestosa di fronte ad ogni tuo più piccolo gesto. Cadi cento volte nel sonnambulismo, e ti rialzi ancora una volta, perchè sai che sei caduto, sai che ti sei addormentato ancora, ma riprovi, perchè i tuoi occhi non conoscono la resa. E riprovi ancora, e ancora, fino a quando la trave si spezzerà. Non importa quante volte. Non importa se ce la farai. In verità, ce la stai già facendo.

Perchè vedi, l’Infinito vede nel silenzio, e vede ogni cosa. E nulla, nulla, e poi nulla ancora, nemmeno la più  piccola scintilla di una intenzione benedetta, è nascosto alle sue Emanazioni. E l’Infinito, che vede nel segreto, maestosa preparerà la tua ricompensa. Questa è la Promessa. Questa è la Verità.

Chi deve inondarti di benedizioni? In nome di che cosa sono i tuoi gesti? Che cosa muove le tue azioni?

Scegli. Consapevolmente, altrimenti la scelta si compie comunque, ed è scelta di sonnambulo.
E per favore, scegli saggiamente.

 

Lo scopo del Lavoro Interiore

Per ragioni precise, dettate dal ciclo dei tempi, la Conoscenza che un tempo era oscurata persino nei suoi primi innocui fondamenti è ora largamente disponibile, sempre nei suoi primi innocui fondamenti, nella libreria a 50 metri da casa tua.

In conseguenza di questa apertura, un numero considerevolmente maggiore di esseri umani entra in contatto con concetti e strutture energetiche che solamente 50 anni fa erano ignoranza, superstizione e nebbia, valicata solo dai più volenterosi.

Il fatto che si sia allargata considerevolmente la messe, però, non implica che il cammino si sia facilitato, o sia diventato più semplice. Anzi, la meccanica del progresso tende, quasi come uno specchio contraltare, a infiacchire, spegnere le qualità che rendono meraviglioso lo Spirito dell’essere umano. 50 anni fa, gli uomini percorrevano chilometri a piedi per andare a passare del tempo con una ragazza. Adesso, a 14 anni vanno a prendere il giornale a 15 metri dal portone col motorino.

Il Lavoro Interiore comincia nel momento esatto in cui un essere umano realizza senza ombra di dubbio di essere un coacervo di menzogne e di reazioni, un insieme male assortito di tendenze e pulsioni alla gratificazione dei 15 minuti, una struttura energetica priva delle qualità interiori di un essere umano degno di questo nome. Non prima. Mai prima. Prima è solo cafetani svolazzanti in abbracci falsi non purificati.

E quali sono le qualità interiori che un essere umano degno di questo nome deve possedere? Esattamente quelle che il suo Lavoro Interiore è chiamato a costruire, spesso dallo zero. L’Integrità. La Serenità. La Pazienza. Il Perdono. La Comprensione. La Gratitudine. La Fede. La Chiarezza. La Deliberazione. L’Intento. La Responsabilità. La Temperanza. La Sobrietà. Non parliamo di Amore, per cortesia. Solo un essere umano con il fuoco della Presenza negli occhi può usare le parole per l’Amore.

Ma la Madre di tutte queste qualità, il supremo picco dei suoi sforzi, il fine e il mezzo del suo cammino, è la Consapevolezza. La Consapevolezza avvolge il suo Lavoro, e alimenta la costruzione delle sue qualità interiori. Forse possiamo essere stati dotati dalla Natura di un particolare talento legato ad una qualità specifica, come la Fede, per esempio. Ma la costruzione di tutte le qualità interiori che sono e devono essere bagaglio di un essere umano degno di questo nome, e che la Natura porta solo fino ad un certo punto, non può che essere alimentata dalla Consapevolezza. Perchè? Perchè devo conoscere il motivo per il quale è armonioso sviluppare una qualità interiore piuttosto che un’altra. E questa conoscenza mi può essere donata solo dalla Consapevolezza.

Lo scopo del Lavoro Interiore, quando esso inizia davvero, cioè mediamente svariati anni dopo l’assalto dell’Infinito, è la costruzione di un nuovo Essere Umano, un essere in accordo e in armonia con la Vita, attraverso la creazione, l’alimentazione ed il dispiegarsi di qualità interiori superiori. Tale costruzione, sottesa dal Potere della Consapevolezza, porterà l’Essere Umano al primo picco delle sue immense possibilità: l’attivazione dei Veicoli Superiori di interazione con la Realtà: il Veicolo Astrale Superiore e il Veicolo Mentale Superiore, ovvero il Corpo Causale.

Se pensate che basti compilare un foglio rispondendo a qualche domanda, o se pensate che qualche libro e due o tre seminari siano indice di un cammino intrapreso, sono spiacente, ma voi non avete nemmeno iniziato a grattare la punta dell’iceberg. Questa non è una mia convinzione volante cafetana, o capricciosa. Questo è un fatto, che forse qualcuno di voi arriverà a realizzare per sè stesso con i suoi propri occhi.

Perchè le finalità, il senso, la vastità, la meraviglia di quella straordinaria avventura che è il Lavoro Interiore, possono essere colti solo da chi ha davvero, davvero, imboccato il Cammino.

 

Un milione di motivi per dire grazie

Ci sono sempre un milione di motivi per dire grazie. Sempre. Senza eccezione alcuna. Un milione di ottimi motivi.

C’è una ricchezza così armoniosa, intorno a noi. Persone, cose, situazioni, sensazioni, che non facciamo altro che dare per scontati. Ed è questo il nostro inconveniente più rischioso. Noi diamo per scontato ciò che non è altro che un soffio di Vita che scorre, e così finiamo per pensare che sarà per sempre, sarà anche domani, sarà indefinitamente, sarà nello stesso modo, solo perchè oggi è stato così.

Noi diamo per scontate le persone intorno a noi. Parliamo con loro come se rivederle domani fosse una Legge. Le trattiamo come se ci fosse un domani per poter spiegarsi, per poter scusare, per concedere loro il nostro perdono da mercante. Per poter dire loro ciò che oggi sentiamo dentro di noi. Poi basta un istante, un istante solo, e ciò che davamo per scontato svanisce. Letteralmente svanisce. E le nostre spiegazioni, le nostre scuse, il nostro perdono, che tanto bene avrebbe fatto, persino con lo stato d’animo del mercante, diventa del tutto insignificante.

Grazie. Che parola meravigliosa! Guardare il mondo con gli occhi della gratitudine. Non è forse la Verità, alla fine?

Abbiamo la sofferenza, che è Maestra di ciò che in noi è migliore.
Abbiamo il cielo di Luna e stelle, silenzioso, immenso, come ciò che realmente siamo.
Abbiamo i nostri implacabili nemici, che così implacabilmente
ci mostrano ciò che in noi non riusciamo ad accettare.
Abbiamo occasioni e possibilità, continuamente,
per essere migliori, per crescere, per forgiare la nostra vera essenza.
Abbiamo prove e ostacoli da comprendere e superare,
che ci costringono a tirare fuori il nostro reale valore.

Uscite di casa, e proclamate ai quattro angoli del mondo la vostra gratitudine. Cominciate a ringraziare per tutto ciò che avete, e che davvero è importante per voi, e poi lasciatevi portare da questa emozione così bella. E così vera. Lasciatevi portare a ringraziare per l’uomo che cammina in quella strada, per lo stelo d’erba che ha perforato l’asfalto, per questo caffè così buono nel vostro bar preferito, per tutto ciò che ora vi permette di vivere, in questo momento meraviglioso, in questo luogo meraviglioso.

Io vi garantisco che nel giro di trenta minuti, poco più o poco meno, voi piangerete. Tutti. Non importa se siete uomini o donne, bulli o mansueti, spacconi o timidi, atei o credenti, disillusi o entusiasti. Voi piangerete. E non saranno lacrime di sofferenza. Sarà l’impatto emozionale con la Verità, e la certezza che tutto è perfezione. La foglia che vibra nel vento. Le macchine ferme sulla tangenziale. La curva della fede distrutta nel barbone. Il Sole che tramonta nella città che amate.

E quando le lacrime della Verità solcheranno il volto che nasconderete per non farle vedere, allora saprete perchè siete qui, su questa Terra meravigliosa, e saprete che cosa siete venuti a fare davvero della vostra Vita. Non siete qui per dar da mangiare ai vostri meccanismi egoici. Voi siete qui per nutrire il vostro indomito, potente Spirito divino, e portarlo dalla crisalide all’espressione.

Abbiamo un milione di motivi per dire grazie. E allora cominciamo. Ora.

 

Tira un vento freddo, qui fuori

State a casa, al calduccio, forse è meglio. Infradiciate pure il vostro corpo di birra, grasso e televisione ogni giorno, tutti i giorni. Forse non c’è davvero problema. Forse vi terrete lontani dal maglio dell’orrore, è andrà bene così. Davvero, tutto andrà esattamente come deve andare. Chiudete la finestra che affaccia dentro di voi, e uscite dalla porta, a respirare il vento delle possibilità, a gettarvi nel calore di menzogna delle mille luci della bella Frisco.

Perchè tira un vento freddo, qui fuori.

L’Infinito tende trappole, non incoraggia baldanzosi esseri umani. Non Gli è necessario. Ti mostra una grande e remota possibilità velata, così che tu possa gettarti a capofitto per rincorrerla, solo per capire dopo, molto dopo, che la Grande Trappola è scattata. Costruire è fatica, qui fuori. Millimetro dopo millimetro, partendo da una condizione pressochè zero, come essere sdraiati nel fango ed improvvisamente aprire gli occhi.

E non si torna più indietro. Non si può tornare indietro. Non è permesso, non è possibile, non può essere nemmeno considerata possibilità. Se avete varcato la Prima Soglia, che l’abbiate fatto da svegli oppure no, non si può più tornare al mondo ordinario.

Tira un vento freddo, qui fuori. Quando il Sole dirada le nubi, e pian piano esce alla vista ciò che era velato, non resta che l’accettazione. Non resta che la pazienza. Non resta che costruire tutto di nuovo, da zero, con un Inflessibile Intento. Non si può più usare come uno scudo di protezione il calcio in TV, i rapporti sessuali frenetici o regolari, la frequentazione di esseri umani che vivono beati tra le nebbie, un rapporto di compensazione con un compagno sonnambulo, o una qualsiasi altra droga sonnambolica ordinaria, che sia cocaina o passeggiare. Non c’è più alcuna protezione possibile dagli insegnamenti potenti, sereni e veri del Silenzio Interiore. Del resto, proteggersi diviene via via più futile. Non ha senso. Proteggersi dalla Verità è solo follia, e non impedirà alla Verità di raggiungervi comunque.

Certo, questo non significa che non si possano vedere partite di calcio in TV, frequentare amici, o che il vostro compagno o compagna diventino improvvisamente qualcosa da abbandonare. Questo significa che il Silenzio Interiore vi mostrerà tutto senza alcuna pietà. Vi dirà perchè avete acconsentito a farvi ipnotizzare con il calcio, o perchè avete scelto quel particolare essere umano, e che cosa gli permettete di farvi essere. E’ il Silenzio Interiore che vi dirà che cosa davvero rappresentano per voi i vostri amici, e che cosa permettete ad essi di farvi vivere. Ed è questo che alza il vento freddo. E’ questo che smantella senza pietà qualsiasi bugiarda protezione di ovatta. E’ la comprensione che stermina, quieta furia senza tregua.

Non giocate con l’Infinito. Fate attenzione. Perchè prima di entrare nel luogo che di diritto meritate di essere e di vivere, si passa dal deserto di Moab. Ed è lasciar cadere, abbandonare, purificare, ripulire, accettare. E’ pazienza e fede. E’ Inflessibile Intento e meraviglia.

Non giocate con l’Infinito, perchè superata la Prima Soglia, poi non c’è più ritorno. E prima di capire che questo è una meravigliosa fortuna, potreste passare dei momenti non propriamente di serenità. E’ come quando i vostri cari, chiunque siano, vi punivano a vent’anni, e voi vi sentivate furiosi, delusi, offesi, indegni di tale trattamento. E’ a trenta anni, o quando cominciate sul serio a comprare il sale, che vi rendete conto davvero di che cosa stava accadendo. E’ a trenta anni che piangerete per tutto il bene che avete ricevuto senza aver mai pensato nemmeno per un attimo di ricambiare, anche solo con un grazie.

Tira un vento freddo, qui fuori. Eppure, ogni millimetro che avanzo io ringrazio il Signore Infinito Onnipotente, che sia benedetto il Suo nome in ogni sua Emanazione, per tutta la meraviglia che il viaggio mi sta donando. Per tutto ciò che mi aspetta. Per tutto ciò che ho visto. Per la perfezione meravigliosa di ogni Sua creazione, che così spesso riempie di lacrime i miei occhi.

Io ringrazio il Signore Infinito Onnipotente anche per questo vento freddo. Il suo soffiare non è forse la tenue compagnia che sta rischiarando sempre più il mio orizzonte ?