Crescita Personale – [ parte II ]

Crescita Personale significa crescita dello Stato del proprio Essere; non esiste altra Crescita Personale possibile.

Ben pochi insegnanti enfatizzano con la dovuta importanza questo concetto fondamentale; esso viene in genere rimosso o persino cancellato, per ignoranza o a causa della facilità di accesso a moltissimo sapere che questo momento storico ci regala.

Eppure, la Verità che esso sottende è di basilare importanza, e deve essere subito conosciuta ed investigata; altrimenti un essere umano può illudersi fino alla fine di stare crescendo interiormente solo perchè sta accumulando decine e decine di seminari, libri, video, conoscenza, letture e quant’altro di simile. Ma poi la Vita arriva implacabile a dimostrare che tale presunta crescita è del tutto evanescente.

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Fondere il Sapere nell’Essere

Questa è un’epoca di apparente grande disponibilità di mezzi, strumenti e pratiche per la Crescita Personale.

Così come è stato predetto e anticipato da alcune Scuole di Verità Esoterica prima ancora che il tutto avvenisse, questa grande disponibilità trae la sua origine da grandi devastazioni e stermini; ed è puntualmente arrivata a seguire le due follie più indegne del genere umano dall’inizio della sua storia moderna: le due guerre mondiali, e lo sterminio di milioni di innocenti.

 

Presenza sulle tensioni emozionali

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La personalità automatica può reagire, e questa è una delle sue armi più potenti, con emozioni di basso profilo energetico, come ad esempio l’ansia che il nostro amico Alberto sente in lui. La depressione ne è un altro aspetto possibile. La noia un altro ancora. Il disagio emozionale è una delle cose che più spaventa e mette in fuga un essere umano, al punto da condurlo a temere persino il suo avvento, prima ancora della sua manifestazione.
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dobbiamo sapere da subito che attraverseremo correnti emozionali di profonda tensione e disagio, fin quasi alla sofferenza. Esse sono il naturale sacrificio che dobbiamo officiare per generare Energia che alimenti la Coscienza. Naturalmente, queste correnti emozionali devono essere gestite in un modo preciso, altrimenti non trasmutano in Energia capace di alimentare i nostri processi di crescita e sviluppo di Coscienza.
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dal documento Pazienza e Serenità

La nostra interazione con le correnti emozionali dentro di noi è uno degli aspetti del nostro Lavoro Interiore più difficili da affrontare, nella linea che coinvolge la riemersione del nostro Essere Interiore Reale. Nessuno di noi può attendersi che la personalità automatica ceda serenamente lo scettro del comando senza opporre resistenza: e questo fatto energetico, presto o tardi, lo realizzano tutti i ricercatori interiori onesti e persistenti.

 

Diradare la nebbia sulla Via

Non mi sembra di andare da nessuna parte. E’ la strada giusta? Oppure no? Ma che dovrei fare?

Quante volte, nella nostra Vita, ci ripetiamo interiormente queste domande? Quante volte ci sforziamo di voler capire l’interezza, la meraviglia, la trama del tessuto mettendo al microscopio una sola singola parte? Quante volte cerchiamo di capire qualcosa senza agire per viverlo? Quante volte scivoliamo via dal Momento Presente per chiederci ” Si, ma che cosa… ? ” ( riempire i puntini con dubbi random ).

Ci sentiamo confusi. Stiamo cercando di capire dove stiamo andando, che cosa stiamo facendo, ma la nostra Mente di Superficie non riesce a cavarne nulla, e così in noi si liberano emozioni di confusione. Non è così?

Non può che essere così. Non è la Mente di Superficie il veicolo deputato alla comprensione della Via verso l’espansione della Consapevolezza. Quando finalmente capiremo che non c’è niente da capire, ma tutto da vivere? Quando finalmente ci abbandoneremo all’esperienza e lasceremo perdere le spiegazioni? Ma chi se ne frega di capire, se possiamo vivere ed esperire direttamente il maestoso mistero di questo Universo meraviglioso?

La confusione è la manifestazione di un contrasto, di una divisione in atto. Qualcosa in noi sta spingendo decisa ed inesorabile verso una direzione, qualcos’altro si oppone ben sapendo che questo significherà la fine del suo dominio di follia immortale. Nel mezzo di questa frattura, si librano emozioni di confusione, e la nostra identità oscilla. Quando siamo svegli, ma svegli davvero, la confusione scompare. Non c’è più. Non è forse vero?

Nella mia esperienza personale questo è vero. Senza alcun dubbio.

Noi sappiamo quello che dobbiamo fare, e sappiamo come farlo. Quando siamo allineati con nostro Sè Infinito in espansione, non ci sono dubbi, ma solo possibilità. Poi, l’Energia per sostenere il Sè Infinito viene meno, e rientriamo nel dominio della meccanicità, dove c’è confusione, paura, incomprensione. Dove 2 + 2 fa sempre 4. Dove la magia della Vita è oscurata da elettricità neuronica. Non possiamo diradare la nebbia sulla Via cercando di capire con la mente come farlo, o cercando di vedere qualcosa al di là di essa usando il veicolo sbagliato.

E allora che fare?

Due sistemi infallibili diradano la confusione: uno è la Presenza, l’altro è l’Azione. Non può esistere confusione se siamo in Azione, e non possiamo assolutamente essere confusi in stato di Presenza. Unire insieme queste due cose, cioè agire in stato di Presenza, è la fine senza appello della confusione. Il suo palesarsi come illusoria. Il suo sciogliersi, come neve all’equatore.

Dunque, lasciamo stare domande, valutazioni e calcoli, e dedichiamoci senza tregua ad agire, ed al radicamento dello stato di Presenza. Non solo in contesti protetti, come la Meditazione, o la pratica marziale o energetica. Ovunque. Dal fruttivendolo. Mentre leggiamo, scriviamo, lavoriamo, componiamo, assembliamo. Mentre laviamo i piatti. Più che mai quando interagiamo con altri esseri umani, che è lo spazio-tempo dove con maggiore ed irrisoria facilità cadiamo nel sonnambulismo.

Questo processo smantella la confusione. Questo processo dona chiarezza, e possibilità.

Se sei in confusione stai dormendo. Se osservi la confusione ti stai svegliando. Se agisci al di là della confusione, sei un essere libero.


 

Agire a deliberazione totale

L’esistenza di un essere umano è ciò che fa. L’esistenza di un essere umano sono le sue azioni. Non le sue parole, ahimè, finchè dorme. Non i suoi pensieri, ahimè, non finchè dorme. Finchè dorme, la quasi totalità di quelli che chiama i suoi pensieri non sono suoi. E non sono deliberati.


Le nostre azioni non possono che riflettere ciò che siamo. E dato che ciò che siamo è generalmente disunito, è il sempre mutevole punto mediano tra i molteplici io che parlano in noi e le voci interiori che le incoraggiano, le nostre azioni ci esprimono. Mancano di unità, di coesione. Mancano di deliberazione totale. Non c’è mai il nostro 100%. Beh, di fatto noi non ci siamo mai. Il Padrone non è mai in casa.

Ecco un bell’esercizio di Consapevolezza da praticare per renderci conto da noi stessi, con estrema chiarezza, di tutto ciò: agire a deliberazione totale.

La sua pratica è molto semplice. Mettiamo il 100% della nostra attenzione, di quella che riusciamo a pilotare, in ogni più piccolo gesto della nostra esistenza. Vogliamo pensare a qualcosa? Attiviamo il 100% delle nostre risorse mentali pilotabili su questa cosa. Dobbiamo camminare? Mettiamo il 100% di attenzione disponibile su questa azione, e solo su questa, fino al suo compimento. Stiamo per parlare ad un conoscente? Vedi sopra. Attenzione totale. Deliberazione piena. Sono in questa azione, ne sono consapevole e lo ricordo, la compio al 100% della mia deliberazione, metto in essa il 100% della mia focalizzazione. Non importa quanto sia questo 100%, se poco, molto. Mettiamocelo, nella sua interezza.

E poi, cerchiamo di mantenere questa focalizzazione sulla azione compiuta più a lungo che possiamo, non solo nei brevi momenti dell’inizio. Non permettiamo alla Mente di Superficie di tornare a divagare, di fatto di tornare a prendere il sopravvento su di noi. Sforziamoci per mantenere la nostra attenzione attiva e focalizzata esclusivamente sulla nostra azione, fino al suo compimento; cioè a dire, sforziamoci di usare la Mente di Superficie in accordo ad una delle sue meravigliose peculiarità, che in potenza sa esprimere magnificamente, se opportunamente allenata. Non camminiamo pensando a ciò che mangeremo stasera. Non mangiamo stasera pensando a dove andremo a  camminare domani.

E’ per questo che si chiama Lavoro Interiore, non gita fuori porta tra le chiacchiere del Risveglio.

Un esercizio meraviglioso. Il fulcro dello Zen. Non c’è limite alle cose che la sua pratica costante ci mostra e ci insegna.

All’inizio riusciremo a resistere non più di pochi secondi, prima di lasciare di nuovo ai veicoli il loro funzionamento automatico e inerziale sonnambolico. E’ normale, ed è anche una valvola di sicurezza, da non combattere, ma da spostare sempre più avanti nella sua attivazione. Il Padrone si desta con lo Sforzo, non con le chiacchiere. Non ha Energia, sulle prime, per sedere costantemente sul ponte di comando. Lo Sforzo lo alimenta. La deriva inerziale lo addormenta. Osservarlo da sè stessi vale milioni di parole come queste.

Una azione a deliberazione totale ne vale letteralmente migliaia compiute casualmente come sciocco che dorme. E’ una azione che ricordiamo. E’ una azione che lascia in noi un sapore differente. E’ una azione che onora la Vita. Persino raccogliere qualcosa da terra diventa una preghiera all’Infinito. Altro che racconti sui libri! Dopo settimane, ancora ricorderemo con chiarezza un nostro semplice gesto compiuto con deliberazione totale.

La sua pratica costante ci insegnerà a distinguere da noi stessi, ed oltre ogni dubbio, quando siamo desti e quando invece navighiamo nell’oblio, perchè il sapore dell’esperienza, e non ho altro modo per usare le parole, è totalmente diverso. Letteralmente, la Consapevolezza modifica l’automatico senso del tempo creato dalla Mente di Superficie. Letteralmente, l’afflusso di nuove Emanazioni inonda il nostro Campo di Consapevolezza. Emanazioni di cui nemmeno sospettavamo l’esistenza. Emanazioni che prima non potevamo notare, placidamente addormentati.

Agire a deliberazione totale significa entrare naturalmente nella magia del Silenzio Interiore, perchè la Mente di Superficie viene saturata di informazioni, gentilmente diretta, e non ha modo di lasciarsi andare al dialogo interiore associativo che ne rappresenta il suo funzionamento inerziale. Agire a deliberazione totale significa risvegliare, onorare e rendere sacra la nostra Presenza, perchè di questo si tratta. Onorare e rendere sacra la meraviglia di ciò che siamo realmente.

Non occorre null’altro per entrare nella Dimora del Drago. Null’altro serve, per raggiungere ed accrescere la nostra essenza immortale. Solo la pratica. Solo la pratica. Solo la pratica. Incessante, inflessibile, inesorabile. E’ possibile che trascorrano anni prima di cristallizzare, dunque mettetevi da subito, come dire, nel giusto spirito.

Semplice, bello, come tutto ciò che è Vero. Bello, semplice, come tutto ciò che è Reale.

 

Giudizio, critica, lamento. La fine. Parte II

La critica, questa meravigliosa pulsione automatica intellettuale. La trovate ovunque, perchè è la figlia del giudizio, e come tale procede al suo braccio. Critica positiva. Critica negativa. Purchè si possa esprimere il nostro giudizio in pace, libertà, e in assoluta convinzione di essere i depositari della Verità Suprema, che l’Infinito ci ha regalato personalmente per i nostri immensi meriti.

Parlare di ciò che si sa. Tacere, ed essere aperti, nei confronti di ciò che non si sa. Questo è un lavoro titanico, perchè noi parliamo di qualsiasi cosa come fossimo radioripetitori. Non so quante migliaia di volte la Consapevolezza si è abbattuta su di me come un Falco Bianco meraviglioso, mostrandomi che stavo letteralmente ripetendo parola per parola, in un colloquio con un conoscente, il titolo di un giornale che avevo letto poche ore prima, per di più di sfuggita, relativo ad un argomento da me praticamente ignorato. Non so quante migliaia di volte mi sono osservato difendere o attaccare posizioni create da emozioni estemporanee di giudizio, senza che della situazione ne sapessi poco più di niente. E con che dovizia di argomentazioni! Ero letteralmente un esperto del nulla. Uno spettacolo.

Parlare solo di ciò che si sa è un lavoro titanico, perchè in breve tempo si comprende che in pratica dobbiamo stare solamente in silenzio. Naturalmente, stare in silenzio nel solito nostro contesto di amici e parenti vari può essere devastante, perchè improvvisamente, da che eravamo i mattatori delle serate, o quei gran simpaticoni, potremmo diventare dei tranquilli e silenziosi ascoltatori, che davanti a frasi come “ma non vedi questo come è così o cosà“, rimaniamo così, senza parole, in osservazione della situazione e dello sguardo torvo del nostro presunto amico/a, che tra breve ci toglierà la parola perchè non ci siamo schierati immediatamente con lui/lei, come eravamo soliti fare.

Parlare di ciò che si sa è suprema impresa di Consapevolezza. Chi si avventura in questo reame in genere resiste poco più di due secondi, perchè il risultato della non espressione di giudizio e critica è, in generale, la fine delle nostre presunte amicizie, o la ridefinizione delle stesse su basi energeticamente più armoniose e costruttive, naturalmente per l’essere umano che ha posto la Consapevolezza al comando della sua esistenza. Dato che questa responsabilità atterrisce, perchè perdere i nostri legami umani viene vissuto come un qualcosa di distruttivo per la nostra integrità, la soluzione più semplice e veloce è il ritorno nella nostra nicchia. Deve aver avuto qualche problema in casa o con quel …  del suo partner, penseranno i nostri amici che ora ci vedono di nuovo come eravamo.

Chi resiste, invece, forgia letteralmente attraverso la sua Consapevolezza un nuovo modo di interagire con il Mondo tutto, amici, conoscenti, parenti. Un Mondo in cui la parola impeccabile è un comando, e il silenzio un’affermazione. Un Mondo in cui parlano le azioni, e le ciance sono lasciate agli altri. Un Mondo di Bellezza, di Integrità, di Coscienza. Un Mondo in cui non c’è nulla da criticare, ma tutto da apprezzare, incoraggiare, sostenere, e lasciare libero di essere ciò che desidera.

E’ facile? Scordatevelo. E’ uno sforzo quotidiano, resistendo a pulsioni automatiche, resistendo a meccanismi radicati, resistendo alle pressioni di altri esseri umani, dei media, dello spirito del tempo, che potrà durare anni su anni.

E’ sempre stato così, e non c’è nulla che noi si possa fare che non sia procedere, un passo alla volta, con tenacia e fiducia.

Perchè stiamo forgiando qualcosa di nuovo, qualcosa di meraviglioso. Stiamo tornando all’Infinito. Stiamo tornando a Casa.