Proxima - Laboratorio di Meditazione e di esplorazione del Sogno Personale a Roma

La Legge delle Tre Forze

Un video realizzato dal Centro MareNectaris.
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Il nostro meraviglioso Universo si dispiega maestoso in accordo ad una serie di Leggi Fondamentali.

Tra di esse, ne esiste una che definisce con magnifica semplicità quale tipo di Energia un corpo è in grado di assorbire dall'Universo in un qualsiasi istante t della sua esistenza. Il modello energetico che sottende questa Legge è molto semplice; ma le sue implicazioni sono così vaste, così importanti in tutti gli ambiti della nostra esistenza e del nostro personale Cammino, da meritare una attenta e profonda esplorazione: perchè l'operato di questa Legge è il maggior fattore determinante di ciò che accade, e accadrà, nella nostra Vita nella sua più completa totalità.

Questa Legge è conosciuta dalle Tradizioni Esoteriche con il nome di Legge di Risonanza.
Virtù Superiori è un libro in cui 36 Discipline di Potere, 36 attitudini interiori, si uniscono in forza coesiva per accordarsi ad uno scopo supremo, alla più grande e più straordinaria delle nostre possibilità: ritornare in Coscienza all'Essenza Interiore Reale che noi siamo veramente nelle nostre meravigliose profondità interiori. Ritornare in Coscienza al Sè Divino che noi siamo in Verità.
La Via del Ritorno al Sé Divino è un percorso di Crescita Personale che si muove in parallelo su differenti aspetti della struttura interiore di un essere umano. Uno di questi aspetti è la costruzione ed il radicamento di stati psicologici ben precisi, strutture emozionali di sapere, in grado di permettere ad un essere umano di reggere l'impatto che deriva dalla sua ascensione progressiva.
Queste strutture emozionali di sapere sono le Discipline personali contenute in questo libro. Il loro scopo è generare e liberare Energia di Coscienza, ovvero Energia necessaria ad alimentare e sostenere il viaggio di Ritorno al Sé Divino. Questo è il primo ed il più importante motivo per il quale esse sono state concepite, e vengono trasversalmente tramandate.
 
Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.
Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.
Ma da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere?

Neghittoso

E’ una sensazione strana. Un frammisto di emozioni latenti dolorose e sensazioni fisiche scomode, pesanti, come stare a piedi nudi sui vetri. Come una massa oscura che lentamente torna alla Luce.

No, non è sofferenza. E’ gestazione. Nessuna madre definirebbe sofferenza il suo parto. E’ gestazione. E’ tornare ad essere coscienti di qualcosa che è stato ricacciato nel profondo sotto una coperta di incessanti menzogne, che ora non vengono più utilizzate come schermo deflettore. Quello che sta uscendo alla Luce è il manto nero rifiutato, ricacciato, rimosso, dimenticato. La ferita che non è stata mai curata. L’Amore che non ti sei mai concesso.

 

Dialogo di ordinaria follia

Ore 09:15. Nel pieno di un traffico intenso che non procede. Da venti minuti camminiamo a singhiozzo, restando fermi la maggior parte del tempo.

Ma tu ti fai questo traffico tutte le mattine?
Beh, non proprio tutte le mattine, ma la maggior parte sì. Le ho provate tutte, le strade alternative. Non se ne esce. Finisco per fare la fila anche lì, e allora tanto vale fare questa.
Hai provato a partire prima da casa?
Guarda, le ho provate tutte. Partire prima, per poi arrivare un’ora prima dell’ingresso, e poi che faccio un’ora in macchina? Dopo, ovviamente, non posso partire, se no mi gioco tutti i permessi di un anno nel giro di un mese, per non parlare dei richiami dei superiori. Guarda, se sono qui a quest’ora, è perchè non c’è alternativa.
C’è sempre un alternativa…
Ah, sì, e qual’è? Dimmela, perchè mi daresti davvero una mano…
Beh, per esempio non puoi concordare un ingresso differenziato con la tua struttura?
Ma stai scherzando? Se gli vado a chiedere di concordare l’ingresso, mi prendono sott’occhio, ed io il posto di lavoro non lo rischio per queste scemenze, meno che mai in un periodo come questo. Mi faccio il traffico, guarda! Preferisco!
Hai mai pensato ad un nuovo lavoro?
Ah, ecco! Lo dicevo io, che ancora non avevi cominciato con le tue strambe teorie! Ma chi me lo dà, un nuovo lavoro? E poi, di questi tempi! Che mi metto a fare?
Ma non è obbligatorio lasciare questo lavoro mentre ne cerchi un altro. Puoi provare a vedere più vicino alla tua casa, o qualcosa con orari differenti…
Ma sei uno scienziato, allora! Ma i giornali li leggi? Ma in che mondo vivi? Il mio lavoro è questo, e di questi tempi me lo tengo pure stretto. Poi, si vedrà…
Ah, ma allora ti piace! Scusa, non lo avevo capito…
Mi piace? Ma stai scherzando? Lo detesto! La domenica sera mi prende un tale senso di vuoto quando penso alla giornata dell’indomani che tu non puoi fartene un’idea! Che importa se mi piace? Lo faccio e basta. Ma tu che ne capisci di queste cose? Con le tue teorie, mah, io non lo so mica dove stai con la testa! Mi sembri un alieno!

Passano 20 minuti. Siamo sempre in fila in un traffico che non si muove.

Del tuo lavoro, di questo traffico, ne hai mai parlato con tua moglie?
Con mia moglie? E perchè?
Beh, potrebbe aiutarti a trovare una soluzione…
Chi, mia moglie? Guarda, meno ci parlo e meglio è, con mia moglie. Lei è un’artista a creare problemi, non a trovare soluzioni!
Ma scusa, una famiglia è una comunità, di supporto, di sollievo. Parlane con tua moglie. Manifestale il tuo malessere. Non vi farà che bene.
E che le dico? Che detesto il mio lavoro? Che mi faccio tre ore di traffico al giorno in automobile e arrivo a casa coi nervi scoperti? E che può farmi, mia moglie? Che poi, se le dico questo, lei prende e lo va a ripetere a pappagallo ai suoi genitori, che poi vengono da me e mi cominciano a rompere le scatole. Che ti stai mettendo in testa? mi vengono a domandare. Mica vorrai far soffrire nostra figlia, eh? Mia moglie? Lasciamo perdere…
Ma scusa, hai mai provato, a parlare con tua moglie, oppure no?
Ah, ma allora non capisci! Ma che le dico?
La verità, per esempio. Che non ami il tuo lavoro, e che non sei felice.
Ecco. Così mia moglie prende, e scappa dai suoi genitori. Abbiamo un mutuo da pagare! Che importa se io detesto il mio lavoro, o se mi faccio tre ore di traffico al giorno! La banca vuole i soldi, non mi fa saltare la rata perchè non sono felice! Boh, a volte proprio mi sembri di un’altra galassia! Che vuoi che mi risponda, mia moglie? Caro, devi lavorare. Se noi non paghiamo il mutuo, la banca ci butta fuori di casa! Ed io prendo, e me ne torno dai miei genitori, così vediamo se sarai davvero felice, allora!
Ma sei sicuro che reagirà davvero in questo modo? Se non provi a parlarle, che ne sai?
Ma la conosci, mia moglie, o no? Lo sai com’è fatta. Già lo vedo: entro in casa e le dico “Cara, sono stufo del mio lavoro!”, e lei mi fa “Caro, fattene una ragione. Come paghiamo il mutuo?”. Che cosa ottengo? Zero. Tanto vale andare avanti, e sperare, che so, in qualche botta di fortuna! Hai visto mai…
Quindi, stai facendo un lavoro che detesti, che non ti rende felice, lo farai ogni giorno della tua vita per pagare il mutuo di una casa in cui vai solo a dormire, e i fine settimana altro non fai che riposarti per ricominciare il lunedì successivo?
E qual’è il problema? Hai per caso una soluzione migliore? Ho una famiglia, un mutuo, e le rate da pagare. Me le paghi tu? Vinco alla lotteria? Vado a rubare? Questa è la mia vita. Questa è la mia vita! Che cos’altro posso fare?


 

La storia di Una Persona Qualunque

Un giorno, Una Persona Qualunque ricevette la proposta di un incarico di responsabilità. Avrebbe dovuto preparare una relazione e svolgere al meglio possibile tutta una serie di compiti correlati, nei trenta giorni che sarebbero seguiti alla sua eventuale accettazione.

La relazione e i compiti non sembravano particolarmente gravosi, allo sguardo di Una Persona Qualunque. Certo, ai suoi occhi questa proposta sembrava quasi offensiva, rispetto al valore e all’importanza che si attribuiva, perno fondamentale ed insostituibile dell’intera situazione. Per questo accettò prontamente la proposta con un tenue sorriso ironico. Mi prendete in giro?, pensava Una Persona Qualunque.

Ad una prima analisi, trenta giorni sembrarono subito ai suoi occhi una enormità di tempo per concludere questo progetto. E così, godendo della fiducia di chi aveva proposto alla sua attenzione questo nuovo compito, Una Persona Qualunque decise di portare a compimento un vecchio lavoro rimasto appeso, per liberarsi la mente da ogni possibile incombenza ed averla così libera per la realizzazione della semplice attività proposta. Da lunedì prossimo, pensò Una Persona Qualunque, comincerò a dedicarmi a questo nuovo progetto.

Il vecchio lavoro rimasto appeso, complice tutta una serie di altri accidenti inaspettati che richiesero un intervento immediato, fu completato in dieci giorni, non già negli ipotetici sette che Una Persona Qualunque aveva preventivato. Certo, una volta rimessa in moto, non fu possibile interrompere l’attività su questo vecchio lavoro fino alla sua conclusione. Ma ora era finalmente cosa fatta, era un giovedì 30, e Una Persona Qualunque decise che avrebbe tranquillamente potuto riposarsi e prepararsi fino al lunedì successivo, il primo lunedì del mese, quando finalmente avrebbe cominciato questa attività, così semplice ai suoi occhi, per la quale quindici giorni erano ampiamente sufficienti, nei parametri della sua valutazione.

Lunedì, il primo lunedì del mese, finalmente Una Persona Qualunque iniziò la sua attività, e tutto andò avanti in relativa tranquillità fino al mercoledì sera, quando Una Persona Qualunque cominciò a sentire in sè correnti emozionali quasi inarrestabili di noia e di incapacità a continuare nello stesso modo e con la stessa energia: questa attività è davvero noiosa, pensava Una Persona Qualunque, e inadatta al mio valore. Mi dedicherò a mettere a posto la mia cantina, piuttosto, che merita finalmente una risistemata. Questa attività che mi hanno chiesto, pensava ancora Una Persona Qualunque, posso concluderla senza problemi in una settimana!

La cantina di Una Persona Qualunque era stracolma di mobili, riviste, libri, elettrodomestici, parti di telefoni e di computer, cartoni gettati in ordine sparso in tale maniera che persino Una Persona Qualunque non sapeva più che cosa quella cantina conservasse. E così decise di intervenire drasticamente, gettando via tutto ciò che era ormai superfluo ed inutilizzato, e risistemando il resto quantomeno per avere finalmente coscienza di che cosa ci fosse dentro.

Il compito non fu certo semplice, perché la cantina di Una Persona Qualunque era piena all’inverosimile. Chiamò due suoi amici, e si fece aiutare nel risistemare e nel dare via il superfluo, portandolo in più trasporti negli appositi spazi allestiti nel suo comune, o regalandolo, finalmente, a chi ne aveva più bisogno. Al termine, dopo una settimana di lavoro, finalmente la sua cantina era tornata vivibile ed organizzata, e Una Persona Qualunque non potè esimersi dall’invitare a cena i suoi amici così solerti, per ringraziarli della grande opera svolta. Era mercoledì sera: dal giorno dopo, da domani, pensava Una Persona Qualunque, mi metterò all’opera e concluderò finalmente l’attività che mi hanno chiesto, in tempo per il prossimo lunedì.

Così, il giovedì prima dello scadere dei trenta giorni, Una Persona Qualunque si mise all’opera. Ma più andava avanti, più si rendeva conto della tragica ed errata valutazione che aveva dato, del tutto superficialmente, all’intero progetto. Più andava avanti, più emergevano nuove attività correlate da svolgere, nuovi approfondimenti da introdurre nella relazione, che ad una prima occhiata non aveva notato affatto, e che ora non aveva più tempo per poter seguire. Più andava avanti, più comprendeva che il tempo rimasto era del tutto insufficiente per concludere anche solo degnamente il compito di responsabilità che aveva accettato di svolgere.

I trenta giorni che aveva accettato per l’attività sarebbero stati più che sufficienti, se fossero stati usati procedendo un passo alla volta, piccole mosse, senza correre ma senza tregua, in modo organizzato e paziente.

Il lunedì della consegna del suo lavoro arrivò, e Una Persona Qualunque era la prima a sapere che il lavoro che era riuscito a fare era di gran lunga inferiore alle sue capacità e ai suoi talenti, che non erano certo modesti. Ma questa non era più una autocelebrazione di importanza personale. Si trattava del tempo, e di come era stato usato. Si trattava di un tempo determinato nella sua ampiezza, e di come le priorità erano state assegnate in questa ampiezza per assolvere ad un dovere deliberato.

Sapevo che il lunedì della consegna sarebbe comunque arrivato, l’ho sempre saputo, pensava adesso Una Persona Qualunque. Ed ecco, ho vissuto questi giorni come se il momento della presentazione del mio lavoro non dovesse venire mai. Come ho potuto? Come potrò riparare?

Chi è, questa Una Persona Qualunque?

 

Bagliore

Un giorno, il vento agitava una bandiera del monastero.
Due monaci ne stavano discutendo.
Uno diceva “Guarda come si muove la bandiera al vento!
L’altro replicava “No, è il vento che si muove e agita la bandiera!
Continuavano a discutere, e non riuscivano a trovare un accordo.
Hui Neng, il sesto patriarca Zen, li ascoltò, e poi disse loro:

Non si muovono né il vento né la bandiera.
E’ la vostra mente che si muove.

Un Koan Zen

 

La storiella della Ricerca del Tesoro Indescrivibile

Un giorno, un essere umano ricevette in eredità una Storia, e una Mappa di un Tesoro Indescrivibile.

Questo essere umano, dopo qualche tempo, giudicò improbabile questa eredità così favolosa, e la regalò deluso ad un altro essere umano, lieto di liberarsi di un fardello  che non faceva che infastidirlo e turbare la sua quiete; un fardello che per lui non aveva più senso, e forse non ne aveva mai avuto.

Del resto, per arrivare al Tesoro, il viaggio descritto dalla Mappa era lungo, e pieno di raggiungimenti e tappe intermedie senza le quali non era possibile proseguire appropriatamente. Perchè mai rischiare, pensava questo essere umano. E se poi il lungo viaggio non mi porta da nessuna parte? Se non ne ricavo nulla? Tutta questa fatica per che cosa?

Era un uomo? Era una donna? Non ha importanza.

Accadde un fatto curioso. L’essere umano che ricevette in regalo la Mappa, e la Storia del Tesoro Indescrivibile, ci credette totalmente. E si coinvolse in pieno nella Ricerca. Non temeva di non trovare nulla. Accettava il rischio come fatto naturale del Vivere. La sola lettura della Storia, il solo osservare la Mappa erano per questo essere umano fonte di entusiasmo e di desiderio di procedere oltre l’ultima collina, di esplorare nuovi orizzonti, di vivere l’avventura straordinaria che si dipanava come mito di fronte ai suoi occhi. Voleva vivere nella sua Vita le possibilità che la Mappa indicava. Voleva scoprire se davvero il Tesoro Indescrivibile era una realtà.

E così, camminando, ma correndo mai, questo essere umano percorreva la Via che la Mappa dispiegava davanti a lui.

Era un uomo? Era una donna? Non ha importanza.

Scalò montagne e scivolò su fiumi. Imparò e si avvolse nel Silenzio del Deserto e delle cime innevate. Abbracciò il calore del Fuoco, con i suoi compagni e nei suoi momenti di riposo. Imparò e utilizzò più lingue. Dovette spingere  costantemente oltre i limiti del suo conosciuto ogni talento che possedeva, e dovette creare e spingere costantemente oltre i limiti anche facoltà che credeva di non avere. Si sforzò incessantemente di resistere, e di ascoltare quieto senza credere mai, alle voci dentro la sua Mente di Superficie, che gli parlavano di inganni, di indulgenze, di finire. Viaggiò dove la Mappa lo portava, e conobbe il Mondo, i suoi Misteri, la sua incommensurabile e maestosa meraviglia, ed imparò ad amare questa Terra meravigliosa che si prendeva cura di lui, e dei suoi compagni esseri umani, in mille e mille e mille modi, così evidenti, così nascosti, così invisibili agli occhi di chi non sa meravigliarsi più della natura miracolosa del Mondo.

Infine, giunse al luogo che la Mappa indicava. La Ricerca lo aveva reso un essere umano fiero, forte, felice, carico di esperienze, responsabilità e ricordi memorabili. Quante avventure! Quanti tramonti memorabili! Quante albe lo avevano visto già in azione, percorrendo i sentieri del mondo in armonia e forza!

Ed infine eccolo, il luogo. Il Tesoro Indescrivibile. Esisteva, infine!

Vi era un ultimo antro da varcare. Qualcuno, dalle profondità di un tempo immemorabile, come Guardiano sulla Soglia dell’Eternità, aveva scolpito sulla pietra sopra il varco Nosce Te Ipsum.

Questo essere umano superò l’ultimo varco, entrò, vide, e cadde in ginocchio, pieno di gratitudine, pieno di lacrime di meraviglia, di commozione, di gioia, di liberazione.

Nel luogo esatto indicato dalla Mappa, il Tesoro Indescrivibile era uno specchio.

E a terra, giaceva un piccolo libretto. Ed una Mappa.