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Cambiare il paradigma depotenziante

Tutti gli esseri umani naturali hanno uno specifico paradigma interiore innestato nella loro Personalità. Tutti. Un paradigma innestato così bene in loro, da funzionare in modo impercettibile alla loro Coscienza.

La Vita di Lavoro che accompagna un Viaggiatore riporta alla Coscienza, in modo lento ed inesorabile, tutto quello che è stato accettato ed archiviato come vero all’interno del proprio subconscio. In questo modo, un passo alla volta, un essere umano smette di essere una risposta reattiva e diventa un agente causale; perchè non sempre i paradigmi che abbiamo accettato – e messo via come presunta Verità del mondo – sono funzionali al nostro massimo rendimento, e allo sviluppo più alto del nostro meraviglioso potenziale.

Che cosa è un paradigma? Un paradigma è un modello, estratto da un sistema di riferimento, a cui si ricorre per dare conferma e significato ad altri sistemi di riferimento. In parole più semplici, all’interno della nostra psicologia, un paradigma è una convinzione che viene utilizzata per certificare la validità di diverse specifiche Realtà. Esempio: chi non la pensa come me sta sbagliando – questa è una convinzione; essa diventa un paradigma quando viene proiettata ovunque: nelle relazioni, nelle attività lavorative, nel rapporto che abbiamo con noi stessi, nella relazione che abbiamo con l’Infinito.

Ovvero, usiamo questo paradigma come strumento di interazione con la Realtà. Nel caso specifico – chi non la pensa come me sta sbagliando – un paradigma falso, medioevale e cronicamente disfunzionale. Nella nostra psicologia, siamo pieni zeppi di questi paradigmi depotenzianti; fra di essi, ne esiste uno specifico che è tra i relitti più terrificanti che come organismo Umanità ci tiriamo dietro da secoli. E che è conseguentemente condiviso da tutti gli esseri umani naturali. Esaminiamolo insieme.

Il paradigma in questione, che viene assunto come vero da tutti noi e messo via come tale fin dalla più tenera età, è questo: ciò che è fuori di me determina ciò che è dentro di me.

Questo è il paradigma che, silenzioso ed inesorabile, muove le Vite ed i Destini di tutti gli esseri umani naturali di questo pianeta meraviglioso. Se si osserva con Attenzione quello che essi dicono e fanno, emerge chiara l’attività di questo paradigma nel condizionare le loro scelte: l’Universo piomba su di me come una Grande Macchina, e dispensa gioie, dolori, fortune, accadimenti, sulla base di una non ben precisata «decisione» che arriva, e anche questo è un paradigma, da una divinità antropomorfa che vive sopra le nuvole, tipicamente con la barba lunga, che si comporta come uno dei peggiori cortigiani.

Ci sarebbe molto su cui lavorare – e su cui muovere come un laser il Focus della nostra Attenzione – in merito a questo paradigma depotenziante. In questo documento, porremo la nostra Attenzione su alcuni specifici aspetti, in modo che questo possa innestare un personale percorso interiore di nuova Luce su questo punto di vista.

Iniziamo con il dire questo: per quanto baccano noi si possa fare asserendo il contrario, questo paradigma è attivo e radicato in ognuno di noi. E’ attivo in ognuno di noi, quindi è attivo in me, e attivo in chiunque. In genere, chi fa più baccano in merito a questo paradigma è chi ci sta più dentro degli altri, quindi qui non si tratta, come la Personalità crede sempre, di una gara, di una competizione. Si tratta di riconoscere come siamo silenziosamente condizionati da questo paradigma nella nostra specifica e vera Vita. Quella che viviamo ogni minuto tutti i giorni, in ufficio, in bottega, con il nostro partner, con i nostri figli.

Ciò che è fuori di me determina ciò che è dentro di me. Che cosa significa questo? Che sono una macchina. Che se fuori qualcuno o qualcosa preme uno specifico bottone, io rispondo con la specifica risposta associata, sempre quella, ogni volta, proprio come una macchina. E’ così? Se si è onesti, davvero onesti e veri con sè stessi, la risposta è sì. Nel 98% delle volte.

La risposta di una macchina non è la risposta di un essere umano, perchè ogni essere umano è stato creato per vivere come una Potenza, non come un catorcio a pedali condizionati. Tuttavia, questo paradigma agisce proprio nel trasformare un essere umano in un catorcio a pedali. Quello che accade all’esterno è svincolato, diviso, non correlato da ciò che succede dentro di me; ma, secondo questo paradigma, l’esterno arriva e mi trasforma in una conseguenza. Mi deresponsabilizza. Non dipende da me, non dipende da cause su cui ho capacità di intervento: no, io sono soltanto una stupida macchina, pensa in modo sub-cosciente un essere umano beatamente addormentato.

Quando un essere umano naturale, per una serie incredibile di circostanze fortunate che non sono casuali, entra nel Raggio di Intento della Crescita Personale, allora, attraverso la sua Meditazione, attraverso la sua introspezione, attraverso le sue riemersioni di Coscienza, comincia a realizzare due cose fondamentali:

  1. Il paradigma Ciò che è fuori di me determina ciò che è dentro di me lo condiziona ancora e costantemente in ogni cosa e in ogni momento a vivere come una macchina: la perenne stessa risposta a ciò che accade fuori, come se ciò che accade fuori venisse dispensato a capriccio da divinità antropomorfe cortigiane, e la risposta che continuo a dare fosse l’unica possibile.
  2. Vivere in questo modo significa vivere come conseguenze scollegate dalle vere cause. Cioè a dire, Ciò che è fuori di me determina ciò che è dentro di mema non ho visto e non voglio vedere la mia Totale Responsabilità nel costruire la mia Vita in modo che essa mi ritorni quelle specifiche circostanze esteriori. Quali sono i miei veri pensieri  prevalenti nella Vita quotidiana? Quali sono i miei veri sentimenti prevalenti nella Vita quotidiana? Che cosa penso veramente delle persone con cui ho una relazione? Se sono arrabbiato, o ferito, chi è che ha deciso tutto questo? E non è forse la rabbia o la sofferenza, che io ho messo in moto, a farmi sentire adesso in queste condizioni, proprio come una macchina che crea sè stessa dimenticando di essere creatrice?

Il punto è questo: il paradigma Ciò che è fuori di me determina ciò che è dentro di me non è uno scherzetto, nè un semplice proclama da combattere. E’ una impronta energetica molto potente e profondamente radicata nella nostra sub-coscienza, perchè è un relitto che cammina da millenni nel viaggio dell’Umanità. Quindi, con Silenzio, con Umiltà, investigando tra le sfumature della Legge di Causa/Effetto che è declinazione della Legge di Risonanza, un Viaggiatore deve estrarlo dalla sua sub-coscienza attraverso lo Specchio della sua Vita, e farlo emergere alla sua Coscienza sempre più desta.

Per realizzare lentamente, progressivamente, con sempre maggiore intensità, che io non sono una conseguenza. IO.SONO.ORIGINE

Il paradigma deve essere invertito. Il paradigma deve essere invertito. Non perchè è un nemico. Perchè, se considerato come assoluto, semplicemente, non è vero.

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Il cammino di ogni essere umano è diretto a raggiungere sempre più in profondità ciò che egli è, perchè il suo cammino è lo scopo di Dio. Non c'è altro scopo, nessun'altra direzione all'infuori di questa.
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