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Crescita Personale - Lavoro Interiore - Formazione Spirituale
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La Grandezza Interiore
di G.Achilli e W.Wattles
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Salire al meglio di sè stessi per vivere una Vita di senso e di valore
Questo libro ha l'Intento di trasmettere al lettore-ricercatore una sacra possibilità: quella di riscoprire, riconoscere ed alimentare il principio della propria Grandezza Interiore. Attraverso strumenti, Meditazioni, comprensioni, processi pratici da vivere nel quotidiano, procederemo verso la percezione della nostra vera Grandezza Interiore, del nostro intimo, profondo valore. Con la traduzione integrale dell'opera La Scienza di Essere Grandi, di Wallace Wattles, sempre curata da Giulio Achilli.
Volontà, Selezione, Concentrazione – parte I

Volontà, Selezione, Concentrazione – parte I

Che cosa succede nella nostra mente nell’ordinario fluire della Vita quotidiana?

Il flusso dei pensieri ordinari è paragonabile, con efficace metafora, ad una macchina che porta a spasso a caso un Guidatore che dorme. Supponendo che una macchina fisica possegga l’abilità di condurre sè stessa in modo relativamente privo di pericoli, tale è il meccanismo che si innesca nella nostra Mente di Superficie. Non è che il Guidatore non c’è, non è così e non potrà mai esserlo; semplicemente, Egli dorme. E la macchina lo porta dove le pare a lei.

Il Pensiero è lo strumento con il quale un essere umano crea Immagini di Realtà che immediatamente tendono a scendere verso la Manifestazione fisica, come un precipitato alchemico; a questo scopo questo strumento gli è stato donato, e per questo scopo andrebbe usato. Ma affinchè questo accada in modo deliberato, è necessario che al volante della macchina si segga il Guidatore, conservando la metafora introdotta in precedenza. Se il Guidatore dorme, la macchina va semplicemente dove è stata abituata/condizionata ad andare per anni, persino per decenni: manifestando in conseguenza quella Realtà disegnata allo stesso modo per anni, persino per decenni. Ma da chi?

Una volta che ha compreso la disfunzionalità di questo meccanismo, un essere umano che è interessato alla propria Crescita Personale non può permettersi di lasciarlo proseguire in questo modo: perchè altrimenti la sua Realtà materiale resterà sempre inchiodata allo stesso immutabile schema, come quelle persone che vanno in vacanza per decenni nello stesso posto, e poi si lamentano continuamente della barba di andare sempre nello stesso posto. La Realtà di un essere umano è manifestazione degli schemi di Pensiero che alimenta in modo prevalente: per questo la Vita è il mio Specchio, e per questo infrangere lo Specchio non serve a nulla.

Per restituire una funzionalità energetica a questo processo, il primo esercizio che suggerisce Ernest Wood nel suo libro Concentrazione si muove proprio nella direzione di rimettere il Guidatore al timone della macchina. Pur essendo il primo esercizio proposto in questo libro, e pur essendo molto semplice, in essenza questo esercizio da solo è in grado di generare meraviglie nei nostri luoghi interiori, e realizzazioni di Coscienza di grande intensità. Essendo un esercizio, i suoi benefici sono direttamente proporzionali alla pratica; con il tempo, un Viaggiatore impara a muovere in sè stesso esattamente in questo modo, quando si tratta di gestire il Potere creativo della sua mente.

L’esercizio è costituito da quattro passi; ogni passo stimola e vivifica una facoltà ben precisa del nostro Campo di Energia, ed ognuna di queste facoltà è attributo del Guidatore; in questo modo, lentamente, progressivamente, armoniosamente, Egli si sveglia dal suo torpore e torna a mettere le mani sul timone della Vita, dove ha il diritto e il retaggio divino di tenerle. Come la spada di Re Uter Pendragone, che solo un Re può brandire.

PASSO•I: dopo esserci seduti in una postura comoda, occorre osservare per qualche minuto il flusso inarrestabile dei nostri pensieri, cercando di non interferire in alcun modo con questo flusso. Di fatto, dobbiamo osservare e realizzare la assoluta inutilità dei percorsi normali di pensiero meccanicamente generati dal nostro Veicolo Mentale, ma non dobbiamo cambiare nulla. Non dobbiamo «fare» nulla. Dobbiamo soltanto osservare, e niente altro.

Il processo di osservazione del flusso di pensieri che si susseguono in modo casuale nella nostra mente crea da solo, semplicemente, senza nulla «fare», moltissimi effetti laterali interessanti.

Per prima cosa, il volume, il numero, e l’affannoso sgomitare dei pensieri tende misteriosamente a quietarsi da solo, quando è osservato. In altre parole, una osservazione introduce un elemento di quietazione nel flusso che prima non c’era. Questo è molto interessante: perchè certifica al di là della letteratura che quando «qualcosa» esercita un Potere di osservazione sulla mente, la mente risponde a questa osservazione cambiando il suo stato, come una stanza buia che improvvisamente mostra le sue cose se aperta alla Luce.

Il punto è che osservare non è propriamente un atto Yang, ovvero un gesto attivo, penetrativo. Apparentemente, osservare significa non «fare» niente, non introdurre nulla di nuovo o di diverso nello scenario, tranne questo silenzioso osservatore. Eppure, il sorgere di questo Osservatore cambia lo stato della mente, come qualsiasi sperimentatore di buona Volontà è in grado di testimoniare. Quindi, osservare modifica lo stato della materia mentale: e questa è una cosa poderosa. Poderosa, nella sua semplicità. Piena di una miriade di conseguenze, per chi sa vederle.

Ma chi è che osserva il flusso dei pensieri? Questo è l’altro aspetto affascinante dello scenario. Prima, non c’era nessuno ad osservare, e il flusso si dimenava allegramente guazzabugliando nel nulla senza testimoni; adesso è comparso un Osservatore, e questo Osservatore, silenzioso, tenue, così tenue da sembrare invisibile, inesistente, impercettibile, in Realtà non soltanto esiste, ma esercita un Potere immediato sul guazzabuglio con la sua sola Presenza. Ma dove era prima questa facoltà, questo luogo interiore misterioso? Dov’era cinque secondi fa? E dove se ne andrà tra poco, quando la mia Energia non riuscirà più a sostenerlo?

Il punto è questo: quando l’Osservatore emerge, non soltanto la mia mente si quieta in risposta, ma il mio «senso di Vita», il mio «senso di sentirmi viv@» aumenta, talvolta vertiginosamente. Quando l’Osservatore scompare, la mente se ne va per conto suo, e il Guidatore torna ad addormentarsi (più o meno) beato.

Perchè accade tutto questo? Che cosa comprendo da questo semplice primo passo? Quale misteriosa parte di me risponde all’evocazione dell’Osservazione Cosciente? Perchè non riesco a trattenere questa evocazione?

La Vastità della Crescita Personale. E siamo soltanto al PASSO•I di un semplicissimo esercizio di addestramento della mente alla Concentrazione.

ATTENZIONE • È • EVOCARE • IL • SÈ • NEI • VEICOLI

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Nella Biblioteca di MareNectaris
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Chi sta usando la tua mente? - il sito ufficiale del film-documentario
Ogni essere umano che appare in Vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli permetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di Vita dell'intera comunità umana. Ma questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato. Da che cosa? Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la Pace che desideriamo raggiungere?


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