MICAT·IN·VERTICE
Crescita Personale - Lavoro Interiore - Formazione Spirituale
il web journal del Centro MareNectaris
Ricarica la tua Energia
il nuovo libro di Giulio Achilli
La pratica della Decantazione: ritornare centrati, energizzati e focalizzati tra i nostri impegni quotidiani
La Decantazione è una pratica semplice inserita tra le proprie attività ed impegni quotidiani, al fine di purificare e ricaricare la propria Energia Interiore al massimo della efficienza possibile ed accessibile nel momento.
Questo libro presenta una descrizione teorica della Decantazione, e numerosi approfondimenti pratici e operativi di questo strumento, in modo da poterlo comprendere in profondità, e poi utilizzare rapidamente e con Consapevolezza nel quotidiano. A questi aspetti, è aggiunto un ampio approfondimento su come i concetti di Energia e di Decantazione si collegano alla Sacra Scienza dell'Alchimia, alla Quarta Via di Georges Ivanovic Gurdjieff, e agli Insegnamenti del Maestro Gesù il Cristo.
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Liberare la nostra creatività

Che cosa significa « creare » ?

Questa parola sottende una quantità infinita di significati e di contenuti, se la si esplora con la propria Meditazione. Significati e contenuti che portano invariabilmente a chiedersi chi è che davvero crea, e con che cosa, con quali strumenti. Ma lasciando per ora l’esplorazione di queste profondità alla personale predilezione dei Viaggiatori che ne saranno stimolati, intanto possiamo cominciare a circoscrivere il nostro scenario con un insieme di osservazioni, e di fatti energetici che possano aiutarci nella comprensione.

Creare è manifestare in Materia una ispirazione dello Spirito. Questo è il primo fatto energetico fondamentale del processo creativo. Ogni manifestazione è creazione se risponde a questa caratteristica, perchè lo Spirito in noi ha esattamente questo Mandato: scendere nella Materia per trasformarla in Vita vibrante.

Partendo da questo assioma, si può cominciare a comprendere con facilità come ogni aspetto della nostra Vita possa essere e divenire creativo. Nella nostra società occidentale, siamo abituati a considerare creativi soltanto quelle donne e quegli uomini che producono qualcosa di più o meno originale, senza minimamente curarci della qualità e dell’intensità della Vita innestata e trasfusa nella loro creazione. Per questo, le gallerie di arte più o meno moderna sono spesso riempite di Importanza Personale, invece che di creatività. Per questo, un cosiddetto creativo in realtà sta spesso dicendo al mondo per favore, datemi la vostra Attenzione/Energia perchè ne ho bisogno per sentirmi finalmente amato ed apprezzato.

Chiunque può essere creativo, nelle mansioni più disparate e apparentemente più lontane da questa possibilità. Una casalinga, un facchino, un operatore ecologico che si occupa delle nostre strade, tutti hanno le medesime, gloriose possibilità di chiunque altro in qualsiasi altro ambito di lavoro, anche se non lo pensano e non lo credono. Perchè creare non è una questione di materia in sè, ma una questione di quanto Spirito riusciamo ad innestare e trasfondere nella Materia per portarla verso la Vita.

Questo è il primo varco durissimo da superare per un essere umano abituato a pensare di sè stesso ignominie irriferibili, così come è stato condizionato fin dalla nascita dal mondo in cui è vissuto. Abituarsi a considerare tutto ciò che fa, tutto ciò che fa, come un processo creativo in potenza, in cui l’unità di misura della sua creazione è lo Spirito che riesce a veicolare nel suo gesto. I nativi americani, avanti secoli al nostro presunto occidente, utilizzavano uno strumento infallibile a questo scopo: consideravano tutto ciò che facevano come un gesto sacro. Come viene manifestato un gesto sacro? Con quale Attenzione? Con quale finalità?

Lo Spirito non può agire sulla Materia se non attraverso il nostro gesto, la nostra possibilità di aprirci alle Sue ispirazioni come Suo strumento di manifestazione; altrimenti non può fare nulla nel mondo materiale. Se riflettiamo e meditiamo su questo punto, si arriva molto presto a realizzare quanta Responsabilità e quale enorme ruolo attivo abbiamo noi esseri umani in questo processo. Lo Spirito sta aspettando la nostra disponibilità per manifestare le innumerevoli, meravigliose, infinite creazioni che è pronto a suggerirci e ad ispirarci: ma noi siamo pronti ad essere strumento? Siamo pronti a mettere da parte la nostra Importanza Personale, che ambisce, che compete, che si auto-denigra, che brama, che invidia, che si offende? Siamo pronti a terminare quello che iniziamo?

E questo è il secondo varco da superare per liberare la nostra creatività, ancor più duro del precedente. Il canale che lo Spirito utilizza per scendere verso la Materia è completamente intasato dalla nostra Personalità Automatica, e da tutto quello che essa ha costruito dalle sue esperienze di Vita non elaborate: vittimismo oppure arroganza, stasi inerziale oppure stacanovismo senza senso, abnorme orgoglio oppure inesistente stima di sè. Lo Spirito irradia le Sue ispirazioni, e ci invita a creare, a portare la Vita nella Materia: ma noi siamo troppo occupati a pensare ad « io », troppo importanti, troppo pesanti, per raccogliere queste Emanazioni; la Personalità agisce come un filtro, e non passano che tenui riflessi della Gloria e della Luce appena dietro la barriera. Un filtro fatto di scuse, di attese, di evanescenze, di domani che non ci sarà mai, perchè domani continueremo a dire domani.

Per questo la nostra creatività va liberata. Perchè creare non è un’esclusiva di pochi eletti, ma il Mandato dell’intera razza umana senza alcuna distinzione. Liberare la nostra creatività significa in primo luogo prendersi cura di noi stessi e tornare alla nostra Verità, dove ci sono ferite da guarire, e un’Essenza intima, personale, unica nell’intero Universo, che deve essere riconosciuta, nutrita e fatta crescere in Potenza e Autorità. Poi, attraverso la nostra Essenza guarita e al timone, salire ancora, verso i Princìpi Superiori Immortali che vivono nel nostro Tempio, e metterci al loro servizio.

Mettersi al servizio dei nostri Princìpi Superiori significa diventare creativi al massimo delle nostre capacità e possibilità. Perchè il canale di connessione è stato sgomberato. Perchè i detriti sono stati ripuliti, purificati e custoditi. Perchè stiamo finalmente rispondendo al vero Mandato per il quale noi, come esseri umani, senza alcuna distinzione, siamo giunti qui sulla Terra: infondere lo Spirito nella Materia per sollevarla verso la Vita.

Mettersi al servizio dei nostri Principi Superiori significa diventare i nostri Princìpi Superiori, o per meglio dire, avere Energia Interiore sufficiente a spostare il nostro Punto di Coscienza nei territori interiori in cui abitano. Lì dove sono arrivati tutti i nostri Maestri che riconosciamo, che rispettiamo e a cui vanno tutte le nostre Benedizioni. Nel luogo dove creare è gioia, finalità, e compimento in sè.

E allora non importa dove siamo, o verso che cosa. Importa quanto Spirito siamo nelle condizioni di trasfondere, innestare, nella Materia.

Questo è il Lavoro Interiore nella Linea della riemersione del nostro Grande Sogno Personale.

Questo è creare.

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