MICAT·IN·VERTICE
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Chi sta usando la tua mente? - nuova edizione cartacea
Il testo completo del film-documentario in una nuova edizione cartacea aggiornata ed ampliata; con nuove aggiunte ed integrazioni al testo originale; una serie di Esercizi di Lavoro Interiore per trasformare il Sapere in Saggezza; una parte finale dedicata alle domande e risposte, con alcuni tra i quesiti più interessanti proposti dai Viaggiatori nel corso del tempo.

Oh, l’amour, l’amour

Non c’è uno solo tra noi, che si tratti di donna, uomo, ragazzo, giovincella, che non sia passato attraverso il tornado dell’infatuazione, del desiderio, dello struggimento, per un altro essere umano. Più o meno indenne. Più o meno, come dire, abbozzato sulla fiancata.

Certo, forse qualcuno tra noi ha avuto fortuna. Magari la sua unica passione, il suo unico desiderio, si è tramutato nell’Amore della Vita. Ma in genere, facciamo esperienza di una decina di sconvolgimenti, prima che accada qualcosa di definitivo. Qualcosa che tanto spesso quanto pericolosamente scaturisce solo dalla mente che mente, e ci spinge dritti nell’Abisso, ridendo e bevendo vino come se niente fosse. Finchè uno shock casuale non ci sveglia in caduta libera.

Se portiamo alla nostra Coscienza gli esseri umani con i quali abbiamo condiviso intimità, segreti, sogni, speranze, appare uno strano filo unificante conduttore: per tutti, indistintamente, ci ricordiamo momenti di passione ed infatuazione, momenti di incomprensione ed inerzia, momenti di aspro ed impietoso confronto. Cambia il volto, ma non l’avventura.

Certo, ognuno di noi ha vissuto storie che possono essere state tristi, spregevoli, bugiarde. Esattamente ciò che abbiamo creato attraverso il nostro permesso. Nostra decisione e nostra responsabilità.

Ma a prescindere dal particolare, non è strano che ogni volta che un essere umano è entrato nella nostra vita, siano stati dieci, quindici, centinaia, abbiamo sempre pensato di essere “definitivamente innamorati“, poi “abbastanza stanchi“, infine “del tutto delusi” ? Non è strano che nei confronti di un’altra persona siamo passati da “quanto l’amo” a “insomma, ci vogliamo bene…” a “levatemel* di torno“, e la successiva la stessa cosa, e poi ancora, e ancora…

Non è che per caso stiamo tentando di dare un senso a ciò che siamo attraverso la vita e le azioni di qualcun’altro? Non è che per caso l’Amore che sentiamo è nostro, intimo, personale, e il Mondo non fa altro che rifletterlo, quando riusciamo a darne in abbondanza senza calcoli e senza condizioni?

Ci sono dei momenti in cui un Guerriero ama qualsiasi cosa gli si para davanti. Letteralmente. E questi momenti coincidono sempre con la quantità di Energia libera nel suo Campo di Consapevolezza in quel momento. L’Amore è una Energia, e risponde all’Energia. Per questo non può essere demandato, nè misurato sui capricci altrui. Per questo non possiamo chiederlo ad altri, nè aggrapparci ad esso. Per questo è pura follia implorarlo in altrui concessioni. L’Amore vive in noi, non nel nostro riflesso.

L’Amore vive in noi, non nel nostro riflesso. E’ una Energia, una scelta, una decisione, una responsabilità. E’ una creazione, è un continuo ricordo di Sè. E’ il nostro meglio, un epsilon in più, e poi ritirarsi in pace.

Eppure, continuiamo a mendicare fuori le briciole della Comprensione, della Compassione, della Cura, che da sempre ci attendono nel nostro Spazio Interiore, a poco più di un battito di distanza dal nostro Cuore, a poco più di un attimo di cammino nel Silenzio Interiore.

Eppure, continuiamo a trattenere e a possedere, come se potessimo davvero perdere qualcosa che solo il sonno può indurci a ritenere perduto.

Nella Biblioteca di MareNectaris
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Chi sta usando la tua mente? - nuova edizione cartacea
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Virtù Superiori
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36 Discipline per la costruzione di un'Anima
Virtù Superiori è un libro in cui 36 Discipline di Potere, 36 attitudini interiori, si uniscono in forza coesiva per accordarsi ad uno scopo supremo, alla più grande e più straordinaria delle nostre possibilità: ritornare in Coscienza all'Essenza Interiore Reale che noi siamo veramente nelle nostre meravigliose profondità interiori. Ritornare in Coscienza al Sè Divino che noi siamo in Verità.
Concentrazione
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Un percorso verso la Meditazione - corso pratico con supplemento sulla Meditazione
La nostra mente è un meraviglioso veicolo di creazione, esplorazione e comprensione della Realtà.
Questo libro di Ernest Wood introduce ed approfondisce alcuni assiomi fondamentali necessari al pieno sviluppo di questo strumento, in un percorso costituito da contenuti teorici, esercizi pratici, ed una progressiva coltivazione degli stati interiori cardinali di questa riconquista: la Concentrazione, la Meditazione e la Contemplazione.
Crescita Personale
di Giulio Achilli

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Lo sviluppo cosciente e deliberato di un Ponte interiore verso stati di Coscienza superiori
Il termine Crescita Personale ha in questo contesto un significato ben preciso: lo sviluppo cosciente e deliberato di un Ponte interiore verso stati di Coscienza superiori. Questo processo coincide con ciò che tutte le tradizioni esoteriche radicate nella Verità chiamano creazione e sviluppo di un'Anima: la creazione e lo sviluppo di una sottile Quintessenza interiore che possa mantenere la Coscienza di Sè alla dissoluzione del corpo fisico, e si ponga in cosciente e deliberato accordo con la sua propria evoluzione.
Lo Sfidante
di Giulio Achilli

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Chi sta usando la tua mente? - il testo completo del film-documentario
Un insieme di Forze agisce su ogni essere umano al fine di depotenziarlo e renderlo timoroso, debole, dubbioso, attaccato emozionalmente ad abitudini dannose, e portato ad indugiare invece che ad agire. Questo insieme di Forze può essere inattivato, per consentire finalmente alla Consapevolezza che alberga in noi di dispiegarsi verso ciò che è realmente. Questa opera è il testo completo del film-documentario Lo Sfidante.
 
 

12 Condivisioni a “Oh, l’amour, l’amour”

  1. Giuseppe, il giorno , dice:
  2. Credo che questo sia un argomento complesso;senza commentare punto per punto quello che hai scritto,penso sia piu semplice se espongo in estrema sintesi la mia visione.
    Penso sia vero che nei rapporti di coppia poco consapevoli,per cosi’ dire,ci si aggrappi ad un altro a livelli di dipendenza,con risultati disastrosi che ben conosciamo.
    E certamente puo’ suonare strano che si passi da un “ti amo” ad un “ti farei a pezzi”;pero’ questo fa anche parte della natura delle cose,tutto è in movimento e mutazione,ovviamente pero’ bisogna tendere verso il bene e la consapevolezza,è un equilibrio.
    Ecco a me è capitato di odiare una persona che amo;o meglio,mi è capitato di pensare di odiare,una persona che amo,credo sia molto diverso.
    Dietro uno sputo,uno schiaffo,un’offesa,c’è sempre un essere ferito.
    L’odio verso l’altro credo sia solo una specie di maschera,per non guardare la nostra faccia lacrimante ed ammettere che siamo capaci di voler bene lo stesso al prossimo e che in una certa maniera dipendiamo da lui.
    Quell’odio è rivolto principalmente verso noi stessi;non riusciamo a sopportarci appunto perchè crediamo di essere stati umiliati,quando venivamo trattati male,e ci odiamo perchè ci rendiamo conto di essere legati profondamente ad una persona che in quel momento se ne approfitta.
    Consapevolezza penso sia semplice comprensione profonda di questo.
    Penso che un essere tutto d’un pezzo possa affrontare un rapporto in maniera saggia,ma credo che serva l’altro a completamento.
    Non credo nella storia del gioire in solitudine su una montagna,almeno non a lungo andare.
    Solo un appunto,quell’amore che dico io,straripa per la persona amata,e certo c’è amore anche per gli altri,ma non potra’ mai esserci come per l’amata.
    Insomma quando se pronto davvero a morire per una persona senza che lei dia qualcosa in cambio,quando sei pronto a morire per lei anche se ti odia,quello è amore;per me.

    Scusa se mando due messaggi ma il primo ho condiviso in anticipo per sbaglio.

    Condivisione molto interessante, Giuseppe. Ti ringrazio.

    Sì, l’Amore è un Energia di cui le parole sono di gran lunga il mezzo meno indicato per trasmetterne informazioni. Figuriamoci, poi, in uno stato di sonnambulismo.

    Approfondire la tua condivisione creerebbe sostanzialmente ben più di un semplice documento da condividere in un Diario di Viaggio. Per cui scelgo solamente una delle sue parti, che mi permette di esprimere in maniera più compiuta il mio sentire.

    Scrivi:

    E certamente puo’ suonare strano che si passi da un “ti amo” ad un “ti farei a pezzi”;pero’ questo fa anche parte della natura delle cose,tutto è in movimento e mutazione,ovviamente pero’ bisogna tendere verso il bene e la consapevolezza,è un equilibrio.

    Personalmente, ritengo che questo alternarsi non faccia parte della Verità, cioè di come le cose sono realmente, cioè in maniera indipendente da qualsiasi interpretazione soggettiva. Un essere umano passa da un “ti amo” ad un “ti farei a pezzi” perchè è frammentato, perchè una serie di impulsi neuronici reattivi che si pensano con il pronome “Io” si alternano automaticamente al dominio del suo Campo di Consapevolezza. Come si può amare un essere umano e dopo un certo tempo x provare per lui una sensazione chiamata “odio” ? Solamente per una ragione, che poi è pura deduzione logica: non è la stessa identità interiore che prova queste due pulsioni opposte. Sono perlomeno due distinte aggregazioni meccaniche. Si comincia da una deduzione logica a cui non si crede, e poi la Presenza te lo mostra con chiarezza schiacciante.

    Tutto ciò che è soggettivo non è la Verità. La Verità è al di là delle opinioni, e non può che essere così. Per questo le parole sono un mezzo inefficace per trasmetterLa. Per questo le parole sono solo segnali stradali: in questa funzione, sono invece uno dei mezzi migliori.

    Noi cambiamo volto, ma l’avventura resta la stessa. Noi crediamo di amare qualcuno, ma abbiamo creduto questa cosa per dieci, venti, a volte persino più di venti differenti esseri umani nel passato. Dieci anni fa una persona era per noi l’amore della vita. Due anni dopo un’altra persona era di nuovo l’amore della vita. E quella di prima? Come è possibile che sia stata rimossa, se era l’amore della nostra vita? Ci siamo sbagliati, oppure qualcosa di meccanico ha detto sì, e poi è svanito lasciando il posto ad un altro qualcosa meccanico che ha detto no?

    Il punto chiave su cui desidero porre attenzione ruota intorno a queste domande: che cosa si nasconde dietro il mettere in scena sempre la medesima rappresentazione? A quale tenue mancanza interiore cerchiamo di trovare antidoto esteriore, cambiando ciclicamente il volto di questo antidoto senza mai riuscire a riempire se non per pochi momenti questa mancanza?

    Sì, questo è davvero argomento complesso, amico mio. Grazie di nuovo per il tuo contributo.

  3. Giuseppe, il giorno , dice:
  4. Sono completamente daccordo con quello che dici,tu infatti stai esponendo una situazione comune in circostanze di sonno;una situazione che pero’ non è sempre la regola a mio avviso.
    Cerchero’ di spiegarmi meglio che prima non ci sono riuscito;il concetto è semplice ma tradurlo in linguaggio è cosa di tutt’altra pasta come sottolinei.
    E’ ovvio che se un giorno amo una persona,ed il giorno dopo la odio,e cosi’ via per un annetto,due o tre,è evidente che qualcosa non torna affatto.
    Li’ è evidente che il rapporto non è supportato da un Vero sentimento,ma veramente da una specie di “droga”;il frenetico voler stare in compagnia senza saperne i motivi.
    Perchè dovrei stare con una persona per litigarci ? Il perchè lo sappiamo..
    E in quel caso appunto è perchè siamo sotto il controllo di “qualcosa”..
    Ora,premesso questo,la circostanza che intendo esporre è diversa.
    E’ un po’ come se vedessi il sentimento d’amore contrapposto a quello che tu chiami “lo sfidante”,e posso dire questo : Se il sentimento non è abbastanza forte da sopravvivere allo sfidante,vuol dire che quel sentimento,non era amore,ma era qualcos’altro..
    Ripeto,se un giorno amo una persona ed il giorno dopo la odio è evidente che qualcosa non va;ma se un giorno disgrazia volesse che accada un litigio o una incomprensione,non vuol dire che le due persone non si amano,ma semplicemente,che in quel momento,sono cadute in un tranello;quindi se il sentimento sopravvivere a quel tranello ed a quelli futuri,era amore vero,senno’ appunto era altro,cioè spreco di energie travestito da rapporto amorevole (il caso che intendi tu).
    La faccenda della natura delle cose,la espongo in maniera diversa,sperando che sia piu’ semplice per il solito discorso dell’incomprensione a livello del linguaggio : Mettiamo che sono un maratoneta;il mio obbiettivo,mettiamo che sia vincere tutte le maratone del mondo,e tendero’ quindi a quell’obbiettivo con tutte le mie forze,anche se sono consapevole,che non potro’ vincere sempre.
    Lo stesso discorso lo applico al controllo delle emozioni,la vigilanza su di sè etc..cerchero’ di arginare tutte le perdite energetiche possibili,consapevole che ogni tanto,potrebbe accadere di lasciare spazio a qualche emozione negativa;ovviamente ti sto parlando di una cosa come novanta maratone vinte su cento,dieci maratone perse sono il tributo dato all’impermanenza deel mondo fenomenico,ed il corpo con pensieri ed emozioni,fa parte di questo mondo,l’importante come sottolinei è la presenza.

    Se il sentimento non è abbastanza forte da sopravvivere allo sfidante,vuol dire che quel sentimento,non era amore,ma era qualcos’altro..

    Parole sagge, amico mio. Parole sagge.

    Quanta sofferenza ci risparmieremmo, anche solo tentando di indagare la natura di un insegnamento come questo. Quante trappole, sotterfugi, oscuramenti fisici ed emozionali, potremmo risparmiare a noi e ai nostri compagni esseri umani.

    E’ per questo che l’Amore è una decisione, e una responsabilità. Non posso odiare una persona solo perchè accidentalmente, tre ore fa, ho mangiato e bevuto cibi troppo acidi. In me esiste una sensazione fisica: io sono o io sento questa sensazione?

    E sì, dopo anni ed anni ed anni, le maratone si continuano a perdere. Per questo si chiama Lavoro Interiore.

    Ma aggiungo una piccola cosa: lentamente, nel tempo, quando perdi, e sai di avere perso, una sottile vena di ironia avvolge la tua presunta sconfitta. Ridi della sconfitta, perchè hai smesso da tempo di prendere sul serio un nugolo di comparse, e perchè sai che non desisterai mai dal procedere ancora.

    Grazie.

  5. Egidio, il giorno , dice:
  6. Tantissimi punti di riflessione molto interessanti, aggiungo il mio contributo partendo da alcune frasi di Giuseppe, le uso solo come punto di partenza estrapolandole dal contesto per cui non sono una critica alle frasi in se ma solo un “trampolino” per le mie riflessioni.

    “….Insomma quando sei pronto davvero a morire per una persona senza che lei dia qualcosa in cambio,quando sei pronto a morire per lei anche se ti odia,quello è amore;per me.”
    Morire per una persona in realtà non è necessariamente amore, morire vuol dire scappare da una situazione. E’ frequente purtroppo sentire di suicidi per amore ad esempio, ma questi sono quanto di più lontano ci sia dall’amore, sono un rifiuto della nostra mente ad accettare che la realtà è molto diversa dal “film” che ci siamo creati a nostra misura.
    Amore è più un essere pronti davvero a VIVERE per una persona. Cosa intendo? Essere pronti ad amare una persona anche quando sfugge dall’idea che ce ne siamo fatti, essere pronti ad amarla anche quando scopriamo che la sua felicità è lontano da noi. E’ molto più facile decidere di morire per una persona che ci lascia ad esempio che decidere di vivere e di amarla continuando a desiderare il suo bene anche quando questo significa dover rinunciare a lei, o vederla felice con qualcun’altro.

    Concludo con un mio pensiero so quest’altra frase:

    “Mettiamo che sono un maratoneta;il mio obbiettivo,mettiamo che sia vincere tutte le maratone del mondo,e tendero’ quindi a quell’obbiettivo con tutte le mie forze,anche se sono consapevole,che non potro’ vincere sempre.”

    Un maratoneta che vuole vincere tutte le maratone del mondo è innamorato della vittoria, un maratoneta che sa che non ne vincerà neanche una ma che continua a correre è innamorato della corsa per cui ogni maratona è una vittoria a prescindere. 🙂

  7. Giuseppe, il giorno , dice:
  8. “E’ per questo che l’Amore è una decisione, e una responsabilità. Non posso odiare una persona solo perchè accidentalmente, tre ore fa, ho mangiato e bevuto cibi troppo acidi. In me esiste una sensazione fisica: io sono o io sento questa sensazione?”

    Questa frase sarebbe da scolpire sul marmo.
    Se l’amore è una decisione consapevole allora se ne trae grande profitto,se invece l’infatuazione è guidata da “altro” diventa una delle cose piu’ Distruttive che possa esistere;in vita mia l’infatuazione non guidata consapevolmente da me stesso,è stata una delle esperienze piu’ Distruttive che mi siano capitate,è un’arma terribile perchè si tratta del solito stratagemma : Lupo travestito da agnello.
    E’ vecchio ma funziona sempre,eccome.

    Grazie 😉

    @Egidio

    Sono completamente daccordo,infatti con le mie parole stavo indicando un contesto diverso.
    Con il “morire per una persona” non intendevo un contesto distruttivo,dove ci si suicida per cercare di sfuggire alle “sofferenze d’amore”;intendevo un contesto dove si muore,ad esempio,per salvare la vita ad una persona cara.
    Sono azioni che si compiono senza calcoli di profitto e perdita,sono azioni che un uomo Sente di dover compiere.
    Per precisare una cosa,non riferita a te : Amare una persona ,non vuol dire starle appresso anche quando decide di stare con un altro/a,se la sua felicita’ è lontano da noi,lasciamo libera questa persona e continuiamo ad amarla per come è senza rancori,ma logicamente anche da parte nostra è bene passare oltre,cercando quel qualcuno che non veda l’ora di sentire le nostre condivisioni;di norma gli esseri umani fanno il contrario,quando vengono Respinti si ostinano ad inseguire una persona,racimolando inutili e lunghissime sofferenze che possono durare persino anni nei casi piu’ gravi.
    Ovviamente poi,tutto è da contestualizzare.
    Sono daccordo sulla tua opinione a riguardo delle maratone;anche in quel caso stavo infatti descrivendo un contesto diverso,era solo un esempio 🙂
    Bisogna sempre cercare di andare al di la’ del linguaggio,ovvero del pensiero,altrimenti non riusciremo mai a comprenderci veramente.

    Un saluto.

  9. Egidio, il giorno , dice:
  10. @Giuseppe Le tue precisazioni rendono ancora più esplicito e chiaro quello che volevo esprimere, soprattutto riguardo il “lasciar andare” chi si ama quando è necessario. Buona giornata.

  11. davideadesso, il giorno , dice:
  12. io sono molto più vicino all’idea che finchè non si individua bene il nostro essere quando amiamodiventa possibile che dopo poco “odiamo” perchè si alternano in noi le facce non ancora in sintonia.
    Credo di essermi spiegato poco ma intendevo sottolineare quanto detto da Giulio ,che ha riportato un concetto logico e semplice.
    Comunque toglierei la parola odiare e metterei “non amare” .

  13. davideadesso, il giorno , dice:
  14. Ora credo che quando qualcuno conosce il vero Amore non può far altro che amare Tutto e Tutti allo stesso modo.

    “Ora credo che quando qualcuno conosce il vero Amore non può far altro che amare Tutto e Tutti allo stesso modo”

    Caro Davide condivido in pieno. Questo significa essere pienamente liberi di dare, di spendersi per l’altro, di essere presenti alla vita. Dico a volte: quanto più sono in grado di tollerare la frustrazione tanto più sono in grado di dare senza aspettative, di dare per dare, di desiderare e chiedere amore per me.

    é bello poter soddisfar i desideri dell’altro, dire ciò che è speciale, cantarne le doti e tutto ciò che di bello si scopre. Ma credo che la gente abbia paura di farlo, paura di dare troppo, paura di non riceverne nulla in cambio, paura di essre feriti. Perciò dico più sei in grado di tollerare la frustrazione, di trasformarla più puoi dare, chiedere e desiderare e ne ricevi in cambio la verità dell’altro, la sua capacità di stare dentro la vita, di portare sole e amore. Perciò diventa uno scambio, un confronto e puoi capire meglio…vediamo se trovo le parole…in quale amore è l’altro…è un figlio? é una madre? un amico? un amante? Io credo che anche in coppia gli amori che non si impantanano, che non rischiano di finire in un facciamoci compagnia per l’eternità o peggio in diatribe infinite a scapito di figli, bhè sono coppie che imparano, curiose l’uno dell’altra, che non smettono mai di scoprirsi e sanno amarsi in tanti modi diversi con i linguaggi che sono propri ad ogni tipo di amore. Stare in relazione…dovrebbe essre come un gioco, un piacere continuo sapendo aprire e chiudere, fondersi e differenziarsi….
    In quanti sono capaci di sentire che l’altro (amico, amante, figlio, genitore) ha bisogno di un abbraccio, o di un bel bacio sulla fronte anzichè uno sguardo vero? In quanti sono capaci di dare quell’abbraccio? di stare in quell’abbraccio fino a che si sente di doversi di nuovo differenziare? Certo nei confronti dei bimbi vien più semplice…ma da adulti….è tutta un’altra storia…eppure è la cosa più bella del mondo, senza chidersi “oddio ma poi passo pre…” “o mamma crederà che son matta” no no no. Senza paura! io credo davvero che sia la paura a bloccare tutto e far cadere in strani tranelli le persone. E per sconfiggere la paura si deve danzare e cantare :))))
    Buona notte a tutti

    [..]Stare in relazione…dovrebbe essere come un gioco, un piacere continuo sapendo aprire e chiudere, fondersi e differenziarsi…[..]
    [..]Amare e tollerare la frustrazione di non ricevere nulla in cambio[..]

    Molto profonde, queste tue affermazioni, Valentina. Solo un Guerriero Interiore è in grado di reggere questa sfida.

    Un giorno uno dei miei insegnanti mi ha detto “Saresti capace di amare qualcosa o qualcuno così, libero da aspettative, senza alcun riscontro, senza alcuna risposta, per il solo gusto e piacere di amare?“. Naturalmente ho risposto “Temo proprio di no.” “Ecco. Questo è il tuo stato attuale. Medita profondamente su tutto questo.” è stata la sua risposta.

    Tutti gli esseri umani imparano meccanicamente ad amare se…. e poi si fermano lì. In quanti sono capaci di andare oltre? Beh, questo implica uno sforzo ed un Lavoro Interiore. Oppure sei un essere umano karmicamente fortunato, e una notte di profonda angoscia la Mente di Superficie collassa da sè. Ed accade ciò che suggerisce Davide: si arriva a vedere la Realtà, e quindi non si può far altro che amare la perfezione di tutto ciò che è.

    Realizzare davvero l’Energia dell’Amore significa diventare un Sole, e questo può essere difficile anche solo da immaginare. Smascherare i nostri presunti amori condizionati è infinitamente più semplice. Basta una onesta e distaccata occhiata alla nostra Vita, ed essa ci parlerà in maniera dolce, diretta e senza pietà alcuna, come un Maestro di Consapevolezza.

    E poi occorrerà agire nonostante la paura. Ma questa, beh, è un’altra storia.

    Grazie, Valentina.

    Uno dei più grandi piaceri è poter incontrare altri “guerrieri” lungo il cammino e poter brindare con loro. Di quelli per cui il giorno dopo torni ancora più disponibile, amorevole, compassionevole per il mondo. Ritrovi la forza per animare ogni giornata, ogni singolo attimo della quotidianità.
    I guerrieri sono per me le “aquile” capaci di volare a qualsiasi quota, stare a terra ma anche osservare tutto da una distanza tale che permette di comprendere.
    Ecco che si può condividere il sole con chiunque…ma quando si trova un’altra aquila…bhè lì si viaggia davvero…è un volo in cui ti manca il fiato e questa vita la godi a grandi sorsate.
    Il fatto è che ce ne sono così poche di aquile 🙁
    Le altezze spaventano…e le aquile però non possono stare per molto tempo a bassa quota, ogni tanto devono salire, devono volare alto ne va della loro stessa vita.

    Mi viene in mente Francesco d’Assisi…faceva il pieno di silenzio…e poi tornava nel mondo a rianimare i cuori e gli spiriti…è un pò così. Stare nella vita e amare significa stare nella corrente, straci al 100%, se sei stanco devi andare sulla riva del fiume, riposare, meditare, stare in silenzio. Non puoi vivere nella corrente anestetizzato, lamentoso, a metà. é una non vita. é come la sera sbatterti sul divano e fagocitare programmi insulsi, a meno che proprio quella sera tu scelga consapevole di guardare quei programmi (ma allora cambia la prospettiva perchè il cervello resta acceso).

    Penso che ci voglia molto coraggio e una grande consapevolezza di ciò che la vita sia realmente. Penso ci voglia anche un pizzico di follia…è come in quella bella canzone della Bandabardò…dice “attenziò, concentraziò, ritmo e vitalità…devo dare di gas, voglia energia, metto carbone e follia se mi rilasso collasso, mi manca l’aria e l’allegria…se la terra mi chiama non posso restare chiuso tra 4 mura ho premura di vivere…”.

    Se osservi i volti dei genitori che accompagnano i bambini a scuola..ti fai un’idea dei numerosi approcci alla vita…al sole…all’amore.

    Così pure per le coppie…perchè ci si accomoda, ci si rilassa, si mette su la pancetta, si torna a casa la sera e si mettono in moto dinamiche sempre uguali..lo stesso bacio, lo stesso saluto, le stesse domande….invece no dovrebbe essere un continuo inventarsi. Ci deve essere attenzione e concentrazione e se manca perchè si è stanchi ci si mette sulla riva si sta in silenzio e si medita. Quando si torna si torna al 100% dove un bacio è un bacio non il suo fantasma!!

    Sembra più complicato di quanto sia in realtà…ma è una questione di vita o di morte!! o ci sei o non ci sei!! O giochi o stai in panchina, non puoi decidere di giocare a metà.
    Io lo so che questo spaventa molti ma non può essere diversamente. O può esserlo ma non è una bella partita 😉