Riconoscere la Volontà
Qualsiasi cosa un essere umano pensi o creda di fare, senza volontà si arena come nave su spiaggia perduta. Ma che cosa è la Volontà ?
Si inizia una cosa. Una pratica, una disciplina. La si continua fino ad un certo punto. Poi subentra una strana sensazione, come di stanchezza, o pigrizia, o di non felicità nel continuare, o un progressivo spegnimento e annebbiamento dello scopo e della motivazione. Una sensazione di blocco, indipendentemente dal significato che gli si può attribuire. E piano piano si ritorna al processo meccanico, al fare le azioni che sono divenute abituali, disattivando ciò che si stava facendo e perdendo conseguentemente tutto quello che si era guadagnato fino a quel momento nel fare in questione.
Se il fare comporta oltretutto uno sforzo superiore alla media a cui si è abituati, l’inattivazione riceve ulteriore alimentazione.
La condizione a cui si tende è quella della stasi, della deriva inerziale. Ma una stasi indolente, pigra, indulgente. Un fluire che lascia permanere solo le azioni casuali, innescate senza una decisione consapevole, alimentate così a lungo da diventare meccaniche; un fluire che si oppone ad ogni cambiamento in quanto foriero di un impiego di energia superiore a quella utilizzata normalmente.
Come hanno fatto le azioni casuali ad essere alimentate a lungo? Perche’ una Forza Motivazionale le ha sorrette per un tempo sufficiente.
Devo alzarmi alle 04:30 perche’ devo andare al lavoro. Mi alzo.
Devo alzarmi alle 04:30 perche’ l’ho deciso. Dura due/tre notti, poi la sveglia squilla e la spengo.
La condizione della stasi è scossa dunque solo da avvenimenti casuali che ingenerano reazioni alla stessa. Trovare un lavoro che impone lo svegliarsi alle 04:30, e’ un evento casuale. Se lo si accetta, occorre alzarsi tutte le mattine alle 04:30, finchè l’orologio interno si adegua all’orario e alzarsi alle 04:30 passa dall’essere una tortura ad essere persino piacevole. L’azione casuale è diventata meccanica.
Ma è il dover andare al lavoro che tiene inizialmente fermo il proposito di alzarsi alle 04:30; una volta eliminato precocemente tale puntello, si verificherà un’altra reazione, che magari porterà allo svegliarsi alle 09:00, o quando si aprono gli occhi, oppure al mettere la sveglia ad un altro orario per un’altra qualsiasi ragione.
Un’azione, sia essa casuale o autodeterminata, se mantenuta per un certo tempo, un tempo non noto a priori e non calcolabile nè determinabile, comporta una interessante conseguenza: l’energia necessaria a sostenerla non viene più computata dal meccanismo pensiero-emozionale come un problema, o un ostacolo, o un qualcosa di impossibile da mantenere.
Vale a dire, non importa quanta energia l’azione richieda: gliela eroghiamo senza battere ciglio, senza tenere conto di alcuna condizione al contorno, sia essa stanchezza o altro malessere fisico. Gliela eroghiamo senza ascoltare niente e nessuno, nemmeno le lamentele della nostra mente. Gliela eroghiamo perchè dobbiamo farlo. Ci sentiamo quasi male, a volte proprio realmente male, se non lo facciamo.
A quel punto, si è attivato qualcosa dentro di noi. Lo scopo non è più importante nè necessario, anzi quasi quasi lo si è dimenticato. Non è più la mente che decide. Non è più un capriccio. L’azione è sostenuta da qualcosa dentro di noi, qualcosa di duro come l’acciaio, che non ha pietà di niente, che non ascolta lamentele, che aggira ogni ostacolo, che non si lascia distogliere, che vuole solo realizzare quello che si è riproposto di realizzare.
Questo qualcosa, come una sensazione, è la Volontà.
La Volontà non è testardaggine, nè caparbietà, nè prendere a testate un muro finchè non lo si abbatte. La Volontà non è arrivare dove l’Infinito sussurra leggero che è meglio non affacciarsi nemmeno. Queste sono solo manifestazioni più o meno eclatanti di un ego al lavoro. E’ il termine, la parola, a confondere, tanto che alcune tradizioni di ricerca spirituale la sostituiscono, usando al suo posto la parola Intento.
La Volontà, di cui queste parole tentano di dare una indicazione, è indescrivibile; si può solo percepirla, poi sperimentarne progressivamente gli effetti fino ad arrivare al nucleo causale. La Volontà non è una dote elargita a pochi eletti. La Volontà è un patrimonio meraviglioso di ogni essere umano. A sua disposizione, per portarlo nel regno che lo sta aspettando: la dimora degli dei.





