Il Principio della Non Interferenza
Solo L’Infinito chiama un Akyushe dal dominio degli esseri umani comuni, e questo è tutto.
In considerazione dei vasti sovvertimenti personali che un essere umano deve attraversare per divenire un Akyushe, tale mutamento di direzione, tale chiamata, non è un coinvolgimento intellettuale al quale si può essere più o meno velatamente attratti, o un argomento di condivisione in una discussione tra amici, o un invito velato o pressante ad un altra persona che parte da fondamenta non radicate e dunque senza alcuna rilevanza energetica.
Naturalmente, l’Infinito si serve di ogni strumento disponibile e possibile per chiamare l’essere umano che ritiene pronto, e tra tali strumenti esiste naturalmente un altro essere umano che sia un Akyushe, ma questa non è, chiaramente, l’unica via a sua disposizione.
Di fatto, il cammino che un essere umano sta percorrendo, qualsiasi esso sia, è sacro, e come tale deve essere considerato. Un viaggio sacro è un viaggio che deve essere completato, affinchè da esso ne venga tratta la lezione in esso nascosta, e il viaggio sarà completato meglio se esso non viene ostacolato da gratuite interferenze.
Quali sono le gratuite interferenze ? Quelle che giungono da altri esseri umani che non hanno una piena comprensione di quello che stanno facendo e dicendo, e che credono di sapere che cosa sia meglio per questo o per quell’altro senza avere gettato nemmeno uno sguardo al quadro completo, per incapacità ed ignoranza. Un quadro completo che naturalmente riguarda da vicino anche loro, molto, molto da vicino.
Il Principio della Non Interferenza è una pietra angolare dei fondamenti che sostengono l’energia di un Akyushe. Non interferire significa lasciare che tutto faccia il suo corso naturale, sia esso in accordo o meno con il viaggio personale di un Akyushe. Significa prendersi carico in toto della propria esistenza, e lasciare questo diritto e questa responsabilità ad ogni altro essere vivente di questo meraviglioso Universo. E’ un atto di umiltà ed accettazione piena, di considerazione e rispetto, che l’Infinito concede e rinnova ogni momento nei confronti dell’Akyushe stesso, al quale è stato ed è permesso di essere indolente, molle, inconsapevole per tutto il tempo che vuole e che desidera.
E se l’Infinito concede questo ad ognuno di noi, re o mendicanti che siamo, perchè noi non dovremmo concederlo al nostro prossimo ?
Il principio della Non Interferenza era ed è un assioma sacro per i nativi americani, un meraviglioso insieme di popoli sterminato dagli uomini dalla pelle bianca. Ma è sacro persino nella cosmologia del futuro di Star Trek, il noto Universo fantascientifico creato da Gene Roddenberry. Ecco l’assioma al quale erano vincolati, fin dall’inizio della saga, tutti coloro che viaggiavano fin dove l’uomo non è mai giunto prima:

La maturazione di un Akyushe affina la sua percezione sul momento ed il modo adatti in cui è necessario effettuare un’azione di interferenza, se mai si rendesse necessario, ma prima che un Akyushe arrivi a questo deve essere lui stesso un Akyushe consolidato. Un Akyushe che è giunto a questo punto, naturalmente, ha mutato in sè i meccanismi e i supporti della comprensione dell’Energia che lo circonda, e quindi è in grado di operare per conto dell’Infinito in lui, ascoltando i suoi sottili, flebili, sommessi comandi, come brezza che soffia dal mare.
La mente ordinaria, di fatto, è interferenza. Vuole interferire quasi sempre, nella convinzione che il suo modo di pensare, cioè il suo modo di giudicare il mondo, sia il migliore, il meglio delineato, il più giusto e bello, e dunque sia da esportare a quante più persone possibile. La Non Interferenza è uno degli aspetti del Divino in noi, dell’Infinito, quando esso viene messo al comando della nostra esistenza.
Cercare adepti da convertire, pubblico idolatrante, masse plaudenti dopo un quarto d’ora di cammino teorico non consolidato da anni di azioni a supporto è molto comune, ed è follia, perchè è interferenza pura senza alcun supporto energetico. Inoltre, non c’è niente da convertire, perchè tutto è già perfetto così com’è. Forse servirà una o più esperienze di interferenza per comprenderlo, ma un Akyushe, alla fine, giunge a comprenderlo come realizzazione totale, non come convinzione intellettuale.
Se l’Infinito ha chiamato un essere umano, sarà una questione personale tra loro per molto, molto tempo, prima che un Akyushe erompa da un essere umano come farfalla da un bruco. Anni, generalmente. Anni in cui questo essere umano scoprirà che esiste un solo luogo dell’Universo verso il quale il suo diritto di interferenza è totale e necessario: il tempio della sua totalità. Il Regno di Moab.





